CRISI. TUTTI GLI ERRORI DEGLI IMPRENDITORI DECIMATI DAL PERIODO PEGGIORE DELLA STORIA RECENTE.

CRISI. TUTTI GLI ERRORI DEGLI IMPRENDITORI DECIMATI DAL PERIODO PEGGIORE DELLA STORIA RECENTE.

Marcello D’Onofrio, consulente aziendale e docente di Economia, presenta il suo ultimo testo sulla gestione d’impresa, occasione per un confronto sul nuovo approccio alle attività imprenditoriali del futuro.

 

Ruggero Po con Marcello D’Onofrio

“C’è crisi o sei in crisi?” Particolarmente  coinvolgente lo spunto fornito ai Sassaresi che in oltre duecento, venerdì scorso, hanno gremito il locale  Teatro Civico per la presentazione del recente libro “Il controllo delle entrate e delle uscite” (Angeli Editore) del consulente aziendale e docente di economia Marcello D’Onofrio.

La crisi che esplose nel 2008 negli Stati Uniti, e nel giro di pochi mesi ci contagiò tutti, è all’origine delle difficoltà della maggior parte delle aziende italiane. Molte sono cadute, non tutte però per ragioni imputabili all’ineluttabilità del sistema di credito che stava necessariamente cambiando.

L’imprenditore deve rendersi conto che se gli affari barcollano la prima cosa da fare è guardare la propria gestione d’impresa, i propri bilanci, i propri flussi di cassa.  L’abitudine al credito facile erogato fino agli inizi di questi anni duemila ha prodotto molti danni. “I soldi finivano, i direttori di filiale te ne davano altri e i conti li potevi lasciare in disordine fino a successivo SOS” ci dice D’Onofrio.

Ora non è più così e non solo perché i tempi hanno indotto le banche a una maggiore cautela ma anche in quanto, crisi a parte, le nuove regole europee, che passano per i trattati di Basilea 1, 2 e 3, hanno consegnato l’erogazione del credito a un sistema informatizzato. A un algoritmo.

Interfaccia del commerciante, dell’artigiano, oggi non è più la faccia amica, o burbera secondo i casi, del direttore di banca. Oggi devi avere un progetto, idee chiare sulla gestione e sarà il computer a dirti se sei affidabile. Le case, i terreni, le proprietà non servono più. Servono le idee e le conoscenze manageriali.

Prefettura di Sassari

Un incontro, quello che ho condotto a Sassari in forma di  talk show, che ha affiancato agli imprenditori tradizionali del commercio, del turismo e della sicurezza tre giovani startupper che, con la loro semplice presenza, hanno dimostrato quanto un’idea che funziona possa farti dimenticare la crisi anche in un periodo come quello attuale. Pierluigi Pinna, che assieme a altri due ingegneri elettronici inventò quattro anni fa Abinsula. Oggi sono in settanta, hanno sedi in tre città, e forniscono software e microprocessori alle più prestigiose industrie automobilistiche mondiali per gli strumenti di bordo.

O Alessandro Sestini che, sempre verso il 2012, con i classici “quattro amici al bar”, ha inventato sistemi di prenotazione per le marine. Una specie di booking.com degli yacht che ha completamente cambiato la vita a chi va per mare. O ancora l’ex campione di kitesurf Renzo Mancini che, assieme alla moglie, ha creato una linea di abbigliamento realizzato con le vele che hanno accompagnato nelle loro imprese gli atleti di tutto il mondo..

Star up ma non solo. “Anche le aziende tradizionali, molte delle quali si trovano nel passaggio di consegne generazionale, momento ad altissimo rischio – ci spiega Massimo Sanandrea, imprenditore nel settore della vigilanza e della sicurezza – devono concentrare la massima attenzione sul capitale umano. Un lavoratore soddisfatto è garanzia di tenuta e di successo”.

 

Tramite il link sottostante potrete seguire l’intera manifestazione di venerdì 10 febbraio 2017 al Teatro Civico di Sassari. Presenta Ruggero Po

https://drive.google.com/open?id=0B2ub8OMdGxLFQVZBVG54VkJ4bm8

 

 



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