“MORTIS”. TUTTI FERMI, A MELENDUGNO, IN ATTESA DEL TAR.

“MORTIS”. TUTTI FERMI, A MELENDUGNO, IN ATTESA DEL TAR.

Bloccato il trasferimento degli ulivi in Puglia. Lavori per il gasdotto fermi fino alla sentenza del TAR. Melendugno canta vittoria.

Tap – Melendugno due a uno. Dopo i via libera prima del governo poi della Consulta, gli attivisti no Tap e i loro compagni di strada incassano la sospensiva dell’espianto degli ulivi stabilita dal Tar del Lazio. Lavori bloccati fino a prossima udienza.

Poco importa se, come ha anticipato il commissario europeo all’Energia Maros Sefkovic gli alberi secolari saranno temporaneamente trasferiti in una serra per poi essere ricollocati al loro posto a lavoro finito. E se, a lavori finiti, l’opera sarà totalmente invisibile.

Poco importano le previsioni di una bolletta più leggera del venti per cento e la certezza di non dipendere più solo dagli umori del Cremlino.

Inutile ricordare che a Ibiza nessuno si accorge del gasdotto che passa sotto altre bellissime spiagge per collegare le Baleari alla Spagna.

Ai manifestanti di Melendugno l’opera può andare bene ma solo se riprogettata un centinaio di chilometri più a nord. Solo se fuori dal loro giardino.

Secondo il Nimby Forum le opere pubbliche attualmente rifiutate in Puglia sono sedici. Il doppio di dieci anni fa. Tempi diversi da quando, in soli nove anni, tra il 1863 e il 72, furono costruiti i seicentosessanta chilometri di ferrovia che collegano Rimini a Otranto. Quella ferrovia che ha violato paesi e spiagge incontaminate ma ha reso il Sud più vicino al Nord.

 

Ascolta l’audiocommento per Formiche.Net

http://formiche.net/2017/04/06/tar-del-lazio-gasdotto-tap



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