Aborto e TV: deriva ungherese

Aborto e TV: deriva ungherese

Dal 1978 in Italia esiste una legge che consente a ogni donna di interrompere la gravidanza in modo legale. Nel 1981 gli Italiani confermarono questo diritto votando  NO a un referendum che voleva abrogarlo. Ciononostante abortire in Italia non è mai stato facile grazie alla possibilità data a ogni sanitario di invocare la questione di coscienza; possibilità che, certamente non sempre per motivi di coscienza, oltre sessanta sanitari su cento hanno abbracciato. Col risultato che per una donna che decide di interrompere la gravidanza attraverso il servizio sanitario nazionale tutto diventa una corsa contro il tempo.

Al suo arrivo a Palazzo Chigi, Meloni rassicurò le Italiane che lei non avrebbe certo abolito, nonostante i timori, la legge 194. Eppure, come rilevano oggi molte testate internazionali, un piccolo emendamento è stato infilato in un innocuo decreto sui fondi europei e in virtù di quel decreto gli attivisti Pro Vita potranno entrare nei consultori dove le donne iniziano il loro percorso per l’interruzione volontaria di gravidanza.

Una nuova legge in Italia potrebbe aumentare la pressione psicologica sulle donne che cercano di abortire”, titola BBC News parlando di una normativa che mette un intralcio in più in questo percorso. Quindi, in pratica, una ragazza arriva al consultorio dopo avere deciso di non portare avanti la gravidanza appena scoperta – e sappiamo tutti che una decisione del genere non è mai presa a cuor leggero, in nessun caso – e accanto alla psicologa, o in alternativa alla psicologa stessa, si trova un attivista pro vita che le sciorinerà tutto l’armamentario per spaventarla e farla desistere.

C’è da dire che in alcune Regioni a guida di destra, che ormai sono la maggioranza, tutto ciò già si fa, compresa la limitazione al massimo della somministrazione della pillola del giorno dopo. Ma tutto ciò è un segno chiaro.

L’articolo BBC si chiude con una dichiarazione della 5stelle Appendino che sottolinea come, anziché aprire nuove cliniche, questo governo riduce la possibilità di autodeterminazione delle donne.

 

 

Sempre di Meloni continuiamo a parlare. Qui è il Guardian che ne scrive riguardo l’indagine di Bruxelles sulla “presunta” trasformazione del nostro servizio pubblico in un canale di propaganda governativa. Titolo del quotidiano inglese: “Meloni trasforma l’emittente italiana di Stato in un megafono dell’estrema destra”

Altra vicenda, sempre sui temi della libertà di espressione, che ci riguarda è quella del processo che a Bari vede alla sbarra uno dei più illustri, e anziani, accademici italiani, il professor Luciano Canfora.

Le Monde, da Parigi: “In Italia Giorgia Meloni porta in tribunale i suoi avversari”.

“A Torino i fumatori dovranno tenere una distanza di almeno 5 metri pena una multa”. Anche questa è una notizia che ha fatto rumore e la trovo riportata su più di un giornale tedesco; il titolo che vi ho citato è di Focus.

Ricordate quando qualche settimana fa vi parlai di quell’anziano signore che per mesi, dopo essere stato sfrattato, ha vissuto nei locali dell’aeroporto di Bologna? Accolto come una mascotte dal personale dello calo che gli avevano procurato sacco a pelo e ogni giorno gli portavano giornale, da mangiare e da bere?

Sentite le novità dal messicano Excelsior

Per chiudere una nuova storia di una famiglia di Argentini che hanno scelto l’Italia per la loro nuova vita. La racconta il Clarìn, da Buenos Aires: “Emigra in Italia e lavora coi campioni del mondo. Un sogno diventato realtà”

Buon ascolto del Ristretto Italiano di oggi e arrisentirci a domani