22 Apr Addio a Papa Francesco: gli articoli della stampa estera
L’addio a Francesco, il Papa della Fine del Mondo. Un Pontefice tra pace, riforme e controversie: icona dei poveri, riformatore ostacolato dai conservatori.
Globale il cordoglio per la scomparsa di Jorge Maria Bergoglio. Sette giorni di lutto nazionale in Argentina. Buenos Aires piange il suo Papa che non tornò mai nella terra natale.
Funerali controcorrente. Francesco rompe la tradizione vaticana con esequie sobrie e la sepoltura nella Basilica di Santa Maria Maggiore. E sulla malattia ha tolto ogni velo mostrandosi sempre per quello che era.
Un addio tra politica e diplomazia tra l’ultimo incontro con Vance, i twist dei leader di tutto il mondo tra i quali spicca quello riconoscente dell’ucraino Zelenski. Il lutto della monarchia britannica dopo l’incontro a Santa Marta.
Ieri, lunedì dell’Angelo, Papa Francesco ha lasciato questa terra dopo due mesi di apprensione e di trepidazione per la grave malattia che lo ha colpito e che lui ci ha permesso di seguire in presa diretta, con aggiornamenti continui, come raramente in passato è accaduto per un Pontefice.
Le televisioni, i siti, la stampa italiana – lo sappiamo – hanno seguito le prime ore dopo la notizia del decesso con fili diretti, ricordi, analisi senza sosta; sulla stampa estera non è andata molto diversamente. Anche qui i lanci, gli articoli, le analisi, le previsioni sono letteralmente migliaia. Del resto, ovunque, nel mondo dell’informazione, la morte di un Papa è la notizia per antonomasia.
Migliaia di articoli dei quali non ve ne citerò che una mezza dozzina, o poco più, cercando di dare un quadro esauriente. E ritengo doveroso cominciare dall’Argentina, il suo paese d’origine nonostante il sangue italiano. Argentina dove peraltro egli non tornò mai,. Da Papa, nonostante i 47 viaggi apostolici compiuti in tutto il mondo durante il suo pontificato, non tornò mai nella terra che gli diede i natali. Rimandò sempre senza dire mai perchè. Probabilmente per la sua figura controversa in un Paese dove non ha mai avuto rapporti cordiali con nessuno dei presidenti che si sono alternati. Un Paese dove per accuse, risultate successivamente infondate, di complicità con i militari durante la guerra sporca, tra il 1986 e il 1992 fu allontanato dalla Compagnia di Gesù. Un Paese ancora oggi fortemente diviso e dove ancora oggi, probabilmente, temeva di essere strattonato per la talare.
Ad ogni modo da Buenos Aires ecco Perfil, diffusissimo tabloid di giornalismo indipendente, che titola “Francesco, il Papa della Fine del Mondo, chiamato a riparare la Chiesa Cattolica”
Entrato nella storia come il primo americano a diventare Papa – scrive Perfil – durante il suo mandato Bergoglio ha riformato il governo del Vaticano, ha lavorato per la pace e la riconciliazione, ha guidato la Chiesa attraverso alcuni dei suoi momenti più bui degli ultimi anni e ha intrapreso azioni rivoluzionarie contro gli abusi sui minori da parte del clero. Seguendo gli insegnamenti di San Francesco, del quale per primo assunse il nome da Papa, si affermò come icona mondiale nella lotta contro la povertà. “Voglio che la Chiesa esca per le strade” disse ai giovani brasiliani durante il suo primo viaggio all’estero del 2013.
Infine l’articolo di Perfli ricorda i momenti drammatici attraversati durante la pandemia del 2020 e, riguardo le aperture verso il mondo LGTB la cere frase “Chi sono io per giudicare”?
Sempre dall’Argentina, dalla Gaceta, lo storico giornale del Tucuman ancora oggi il più diffuso del Paese, apprendiamo che nel Paese sudamericano “sono stati proclamati sette giorni di lutto nazionale”.
E dal quotidiano online di Buenos Aires, Infobae, apprendiamo che “Il presidente Javier Milei volerà a Roma per i funerali”.
Veniamo ora in Europa. Parlavamo dei funerali e sulla tedesca N-TV, il canale all news di RTL, troviamo un articolo dal titolo “I funerali di Francesco romperanno con la tradizione vaticana”
Dall’Ucraina, che Papa Francesco non ha mai dimenticato, una sola volta, nei suoi messaggi – la martoriata Ucraina – ieri mattina è subito arrivato un twit del presidente Zelenski che ha ricordato come questo Papa sapesse dare speranza e promuovere l’unità.
Lasciamo a domani i numerosi articoli sul Papa che verrà e sulle modalità del conclave. Abbiamo ancora alcune testate britanniche.
l’Economist che sotto il titolo “Papa Francesco ha cambiato la Chiesa Cattolica, ma non quanto sperava” ricorda come avere rotto con tante tradizioni non l’ha comunque portato a ottenere tutto quanto sperasse di ottenere scontrandosi spesso con una forte opposizione interna, soprattutto tra i settori più conservatori della Chiesa che hanno rallentato o limitato la portata dei cambiamenti.
C’è poi la BBC che in uno dei suoi numerosi lanci sulla morte del Papa ha ricordato “Il cuore pesante del Re e della Regina” per la notizia ricevuta, oltretutto, pochi giorni dopo averlo incontrato nella sua residenza di Santa Marta.
E a proposito di incontri non sfugge al Guardian che l’ultimo di tutti è stato, come da titolo “Quello con JD Vance dopo una serie di litigi pubblici”. Meno di ventiquattro ore prima di avere chiuso gli occhi per sempre.
Questo episodio di Ristretto Italiano si chiude con un estratto dell’intervista che Ruggero Po ha fatto ieri mattina, per la rivista digitale Start Magazine, allo storico del Cristianesimo Alberto Melloni. L’audio integrale del podcast è linkato qui.
Buon ascolto e a domani