AirB&B la spunta contro il Viminale

AirB&B la spunta contro il Viminale

 

Airbnb: tornano le chiavi nelle cassettine. Annullata dal Tar del Lazio la circolare di fine anno sugli ingressi negli appartamenti affittati dai turisti per brevi periodi. Ma i sindaci di Firenze e di Roma non si arrendono.

Bari, la nuova frontiera del turismo internazionale. Volo diretto dagli Stati Uniti e identità in trasformazione. La Puglia si apre al mondo. Intanto dagli USA arrivano gli sconsigli per i turisti in partenza per l’Italia: c’è allarme terrorismo.

Referendum. Gli inviti governativi alla diserzione stupiscono gli Svizzeri che dicono: “Gli Italiani spettatori del sabotaggio alla loro democrazia. Immaginate se una cosa così accadesse da noi”

Italia e Israele. La Farnesina cambia i toni sulla crisi di Gaza e richiama pubblicamente Tel Aviv. Sorpresa la stampa dello Stato ebraico.

 

 

 

 

Turismo in Italia. Nell’ormai annoso braccio di ferro tra airbnb e enti locali uno-a-zero per gli airbnb.

Come riportano molte testate straniere, fra le quali il Times, da Londra, che scegliamo per aprire il nostro podcast, il Tar del Lazio ha annullato la Circolare del Ministero dell’Interno di fine anno che imponeva l’obbligo di identificazione fisica per i turisti che entrano per qualche giorno in un appartamento affittato su una piattaforma.

The Times titola “Vittoria per gli host di Airbnb: il divieto di self check in in Italia viene revocato”. Le cassettine per le chiavi potranno quindi tornare fuori dai portoni e gli inquilini potranno ricominciare a entrare senza necessariamente incontrare fisicamente il proprietario che li identifichi.

La circolare del Viminale di fine 2024 seguiva, in effetti, una serie di provvedimenti comunali delle città a maggior affollamento turistico. Città come Firenze, Roma, ma anche Bologna, Napoli, Palermo sperimentano da tempo la scomparsa degli appartamenti da poter affittare nei centri storici. I proprietari, dal loro punto di vista comprensibilmente, preferiscono cedere i loro immobili di tre giorni in tre giorni, o comunque per periodi brevi a turisti che pagano molto di più e che sicuramente se ne vanno a fine locazione. E questa, nelle grandi città, è anche una occasione per i tanti cinquanta-sessantenni di oggi che ereditano gli appartamenti dei genitori e, come si dice, li fanno fruttare.

Il Times ricorda che il self check in messo fuori legge sei mesi fa in Italia è abitualmente utilizzato nel resto d’Europa, Regno Unito compreso, e che il pretesto del Viminale, per dare una mano ai sindaci, fu quello dell’antiterrorismo: ogni turista deve essere identificato fisicamente, tramite un documento, da proprietario. Come sei poi fosse così difficile farci entrare un altro in quell’appartamento… In realtà era anche un aiuto alla categoria degli albergatori che, anno dopo anno, hanno dovuto abbassare i loro prezzi per la concorrenza dei privati.

La novità, quindi, ora, è che il Tribunale Amministrativo di Roma ha accolto il ricorso di un’associazione di proprietari stabilendo che l’obbligo di identificazione fisica non è proporzionato agli obiettivi di sicurezza pubblica dichiarati dal Viminale e che per cambiare questo tipo di regola una circolare ministeriale non basta, ci vuole una nuova legge.

I sindaci tuttavia non si danno per vinti. La sindaca di Firenze, la Funaro, e Gualtieri, sindaco di Roma hanno detto che i loro regolamenti restano in vigore. A Roma i vigili hanno già rimosso 500 cassettone delle chiavi e, dice l’assessore al turismo, continueranno a farlo.

 

 

E intanto nuove città, fino a ora fuori dai grandi circuiti del turismo di massa, si candidano ad essere invase dalle orde di visitatori mordi e fuggi. E’ il caso di Bari, come riferisce il New York Times nell’articolo: “Questa città portuale ha trasformato la sua identità. Arrivano i turisti”.

E sempre legata al turismo c’è la notizia, riportata nelle brevi da tanta stampa internazionale, degli – come da titolo del tedesco T-online“Stati Uniti che alzano il livello di allerta terrorismo per l’Italia”.

Passiamo ora alla politica. Anche se poco se ne è scritto all’esterno, dalla vicina Svizzera la Neue Zurcher Zeitung, diffusissimo quotidiano di Zurigo, dedica un servizio alle novità giunte dal voto amministrativo dello scorso week-end, Genova in testa. Titolo: “Nuovo sindaco di Genova: una martellata vince contro il campo di Meloni”.

E sempre dalla Svizzera un’altra testata non altrettanto letta, tuttavia molto diffusa come 20 minutes, titolando “Gli italiani sono spettatori del sabotaggio della loro democrazia” rimarca come il nostro governo stia boicottando la partecipazione ai referendum dell’8 e 9 giugno.

Israele a chiudere anche oggi con Yedioth Ahronot, il giornale più diffuso del Paese, che come tanti altri media dello stato ebraico ha ripreso le parole di Tajani al Parlamento. Tajani che, come da titolo, dice “Israele non riesce a fermare la deriva politica. Fermiamoci subito”.

 

Buon ascolto a tutti. E risentiamoci domani