06 Feb al Masri libero. Nordio: colpa della Corte dell’Aja
Corte pasticciona. Sulla liberazione di alMasri il ministro della giustizia spiega al Parlamento che un mandato d’arresto così impreciso non poteva essere applicato. E Piantedosi ribadisce che la sua presenza sul suolo italiano ra un pericolo per tutti. Andava riportato a casa.
Spionaggio digitale. Attivisti e giornalisti italiani spiati, attraverso Whatsapp, da un software militare prodotto in Israele. Chi l’ha acquistato e perchè?
Già lo chiamano Donald Duck: il figlio del Presidente e il pasticcio della caccia alle anatre protette nella laguna veneziana. L’assessore alla caccia della Regione Veneto lo scagiona.
Antisemitismo. Un bambino di otto anni preso di mira nel pieno centro di Roma per la sua Kippa.
Castiglion Fiorentino. Dove il sindaco dice no a meeting e si a quiescenza. In un’epoca di parole inglesi il primo cittadino riafferma il potere della lingua italiana.
Ieri in Italia, a livello parlamentare, è stata una giornata piuttosto frizzantina e qualche riverbero ha oltrepassato le Alpi. Del resto un braccio di ferro con la Corte Penale Internazionale dell’Aia ha un certo interesse anche per chi ci guarda da fuori.
Il primo a scriverne è stato l’inglese Independent che ha titolato “L’Italia afferma che la Corte penale internazionale ha fatto un enorme pasticcio con il mandato d’arresto del signore della guerra libico”. Perché la risposta del ministro della giustizia, quando si è trovato a dover rendere conto della scarcerazione di al Masri, è stata quella tipica dei bambini sorpresi con le mani nella marmellata: buttarla in caciara.
Dire che un personaggio così ingombrante non si poteva tenere in carcere senza sollevare immediate ripicche internazionali non poteva, per cui non ha trovato nulla di meglio che affermare che il mandato d’arresto era scritto con i piedi. Pieno di contraddizioni in quanto non si capiva se le azioni da ergastolo dell’aguzzino libico – come torture, stupri, uccisioni – fossero cominciate nel 2011 o nel 2015. Come se cambiasse qualcosa nella sostanza, forma a parte. Un ministro guardasigilli che si è comportato come un ottimo avvocato difensore dell’imputato, insomma.
L’articolo inglese sottolinea poi come i gruppi per i diritti umani abbiano criticato il ministro Nordio ricordando anche che proprio a Roma, nel 1988, è nata la Corte Penale Internazionale.
L’Italia – scrive l’Indipendent – ha stretti legami con il governo di Tripoli sul quale fa affidamento per pattugliare le sue coste e impedire ai migranti di partire, rapporti che non devono essere compromessi con un’azione come quella dell’arresto di uno degli uomini più potenti di Tripoli.
Sullo stesso argomento, sempre da Londra Reuters titola “L’Italia afferma di avere liberato un ufficiale libico a causa di errori nel mandato della CPI”, articolo nel quale viene anche ripreso l’intervento del ministro dell’interno, Piantedosi, il quale è tornato a parlare del pericolo che avrebbe rappresentato per l’Italia liberarlo senza farlo uscire immediatamente dal nostro territorio. Piantedosi che ha anche negato di avere subito pressioni dalla Libia per una veloce soluzione del caso.
L’articolo di Reuters chiude con la considerazione che essere indagati in Italia non significa necessariamente colpevolezza, né significa che seguiranno necessariamente accuse formali con un rinvio a giudizio.
Completiamo il tris della stampa londinese – c’è da dire che loro sono sicuramente i più attenti sulle cose italiane – con The Guardian che dedica una pagina a Luca Casarini, “Il fondatore italiano del gruppo di soccorso migranti preso di mira con spyware”
Continua a tenere banco sulla stampa internazionale la battuta di caccia di Donald Trump Junior, il figlio 47enne del Presidente, in Laguna a Venezia.
Il New York Times oggi titola “Un Trump. Un’anatra morta. E un putiferio in Italia”
Politico: “Donald Trump Jr criticato dai legislatori italiani per la presunta caccia illegale alle anatre”
L’unica vera novità arriva però dalla tedesca Berliner Morgenpost che titola “Trump Jr aveva un permesso di caccia, ma l’accusa resta”
Antisemitismo. Da Berlino la Judische Allgemeine, il principale settimanale dedicato alla comunità ebraica tedesca, riporta l’episodio del “Bambino di otto anni preso a calci, picchiato e minacciato perchè indossava la kippa”
6 febbraio. Oggi è la giornata internazionale contro le mutilazioni genitali e da Prensa Latina, storica agenzia di stampa cubana, apprendiamo che “In Italia sono più di 80mila le donne vittime di mutilazioni genitali”
Per chiudere senza tutta questa amarezza mi sono riservato un articolo tedesco preso dal sito della Munchner Merkur su quel paese toscano dove il sindaco leghista ha bandito i forestierismi.
Stateci bene e a domani