Amatrice. Nuovi stop alla ricostruzione.

Amatrice. Nuovi stop alla ricostruzione.

Potremmo definirla la ‘maledizione di Amatrice’ quella raccontata da Politico, la rivista statunitense di geopolitica sempre molto attenta alle cose italiane, su  “Il disastro del bilancio italiano lascia le città colpite dal terremoto nel libro”.

Quando tutto sembrava finalmente essere partito, otto anni dopo le scosse distruttive del 2016, grazie alle possibilità offerte dal superbonus per le ricostruzioni– scrive in sintesi Politico – è paradossalmente proprio il superbonus a rivelarsi l’ostacolo più grosso. Un procedimento che mentre ha aumentato la quantità di risorse teoricamente destinate alla ricostruzione, ha aggiunto livelli di complessità a un processo già ostacolato dalla burocrazia. E, detta in parole terra terra, ha fatto scappare i costruttori verso realtà dove guadagnare col superbonus è stato molto più facile. Rifare facciate a Roma è molto più facile e alla fine più redditizio che ricostruire Amatrice.

Amatrice dove, periferia a parte, il 90 per cento dei residenti del centro storico vive ancora nei prefabbricati del 2016 e i ristoranti continuano a lavorare in quella grande area periferica ricostruita a mo’ di area fieristica.

 

 

I riflettori della stampa internazionale sono ancora principalmente puntati sulla Sicilia e sui lavori per il recupero del Bayesan, lo yacht del miliardario inglese Mike Lynch affondato lunedì notte durante una tempesta. Praticamente esaurite le cronache dei soccorsi con il recupero delle vittime, fra le quali lo stesso Lynch, ora le speculazioni giornalistiche si concentrano sul perché, sul percome, sulle responsabilità varie ed eventuale di tutte le persone coinvolte a partire dal capitano. Capitano che di errori sembra averne fatto più di uno. Speculazioni che, come sempre in questi casi, non risparmiano nemmeno ipotesi di intrigo internazionale. Ma, come dicevamo ieri, l’Italia non c’entra se non per il luogo che ha fatto da teatro alla tragedia. Tutto il resto non è materia di Ristretto Italiano.

 

Passando ora al sommario delle altre notizie passare in rassegna nel podcast di oggi,  è sempre Politico a riferire che “ieri a Torino sono stati messi agli arresti quattro neofascisti di Casa Pound per avere aggredito un giornalista”.

Dalla Francia Le Monde riprende uno dei temi politici italiani caldi del momento. Titolo “In Italia la riforma della cittadinanza al centro del dibattito della colazione di destra”.

Cittadinanza a immigrati regolari che – non è difficile capirlo – è una grossa risorsa per le imprese di questo Paese sempre in sofferenza di manodopera regolare. Ed è proprio a questo proposito che, sempre dalla Francia, una testata come L’Opinion titola “L’Italia è su un percorso demografico pericoloso e sconosciuto”.

Effetti del disgelo. Dal lontano Azerbaigian CebehInfo riferisce che sui monti della Marmolada – versante italiano delle Alpi, sono stati trovati i resti di due caduti della prima guerra mondiale.

Per terminare, dalla Germania Focus scrive di quel paesino del Trentino, Rumo in Val di Non dove le campane suonano 48 volte al giorno.

Infine il divorzio bis di cui tutti parlano: Ben Afflect e Jennifer Lopez. Che c’entra con Ristretto Italiano? Con ciò che la stampa estera scrive dell’Italia? C’entra, c’entra, e se ascoltate l’episodio scoprite anche il perchè…

Appuntamento a lunedì