Ape Addio. La Piaggio sposta la produzione in India

Ape Addio. La Piaggio sposta la produzione in India

 

 

Ape addio. Dopo tre quarti di secolo la Piaggio rinuncia al suo tre ruote che d’ora in poi sarà fabbricato nei soli stabilimenti indiani con un mercato limitato Asia e Africa. Caccia agli ultimi esemplari ancora presenti nei magazzini italiani.

Nessuno stop per la Vespa che va a gonfie vele. 19 milioni vendute dall’inizio del 2023. E i turisti fanno a gara per noleggiarle nelle loro vacanze italiane.

Recovery Fund. Bloomberg ammette: L’Italia sta facendo meglio di molti altri suoi pari in Europa. Ma troppo disordinatamente e senza una regia che possa garantire un effetto duraturo.

Futuro dei rapporti della Svizzera con l’Europa. Berna chiede una parola buona a Tajani in nome dei buoni rapporti ritrovati.

Ragù bolognese: definitivamente sdoganato, dall’Accademia Italiana, il bicchiere di latte. Sempre proibitissimi rosmarino, brandy e farina. 

 

 

Ape addio. La Piaggio manda in pensione la storica tre ruote, icona italica come la Vespa, e in produzione da 76 anni. Dal 2025 sarà prodotta solo negli stabilimenti indiani dell’azienda toscana.

Un addio che rincresce, se con altro per quello che ha significato per noi e per i ricordi legati alle vacanze al sud; d’altra parte produrla in Italia non era più conveniente. Nemmeno continuare a commercializzarla qui. Chi ne ha una ormai la tiene più che altro come arredo da esterni, come oggetto pubblicitario per reclamizzare ristoranti o altro. Nemmeno nei mercati se ne vedono più.

Una decisione, quella della Piaggio, di cui si parla anche fuor d’Italia ma, per quanto riguarda la stampa estera, la ho trovata stranamente solo sui giornali tedeschi. Però tanti.

Prendo la Zeit On Line – tanto sono articoli che si assomigliano tutti. Zeit che titola “L’Italia deve dire addio all’Ape”. Dopo più di tre quarti di secolo, scrive l’articolo, se ne vanno i leggendari furgoni a tre ruote. Vanno in India dove, per l’azienda che li produce, i costi sono inferiori e anche le normative in materia di sicurezza e di ambiente sono meno stringenti. E anche le vendite si limiteranno alle sole Asia e Africa.

Il primo furgone di questo tipo – spiega sempre la Zeit – uscì dalla catena di montaggio di Pontedera nel 1948, appena due anni dopo la nascita della prima Vespa. Il comfort nella cabina di guida è zero, senza riscaldamento ne radio.

Scatole di latta – continua l’articolo tedesco – che in Italia sono parte integrante della scena street da decenni. E se dalle grandi città sono scomparse, non così si può dire per i piccoli comuni dello stivale: lunghe due metri e mezzo, larghe 1,30, passano dappertutto.

Secondo i sindacati l’ultima ‘ape operaia’, come la definisce la stampa tedesca, dovrebbe uscire dalla catena di produzione entro la fine dell’anno. E una volta esaurite le scorte nei magazzini toscani non si troveranno più. L’articolo spiega inoltre che in India la casa toscana è presente da tempo e là l’Ape viene prodotta sia in versione elettrica che a gas naturale. In Italia, con le attuali normative comunitarie, non c’è più spazio per questo reperto del passato.

Per anni, conclude l’articolo, l’Ape è stata anche il veicolo perfetto per chi non poteva arrivare a comprarsi nemmeno l’auto più piccola e nei tempi d’oro ci viaggiavano sopra intere famiglie coi bambini nel cassone, in barba a tutte le leggi. Nelle località turistiche c’è ancora per caricare i bagagli dei turisti che scendono al porto o in stazione e portarli nelle loro case di vacanza.

 

 

E per rimanere in casa Piaggio, passando però alla sorella maggiore dell’Ape, la Vespa, trovo sul blog di viaggi Explore un pezzo dal titolo “Un ostacolo inaspettato può essere un pericolo per i turisti a Firenze”.  L’ostacolo sono le Vespe…

Sempre in campo economico Bloomberg, da New York, scrive dell’ “Italia che fatica ma riesce a raccogliere i frutti del sostegno del Recovery Fund dell’Unione Europea”.

Italia, Paese finalmente stabile, sul quale, come scrive l’autorevole Neue Zurcher Zeitung, comincia a fare affidamento anche la Svizzera affinché ci metta una buona parola con l’Europa.

Gastronomia e Natale, ora. Natale col panettone cui, come ogni anno, tutti dall’estero rendono omaggio. Izmir’De Son Dakika, quotidiano di Smirne, scrive “Panettone: la tradizione italiana di Capodanno che dura da secoli”

Da Londra infine il Mail On Line annuncia Urbi et Orbi la scoperta dell’ingrediente segreto della Bolognese, nel senso di ragù. Titolo “La ricetta ufficiale dell’accademia culinaria italiana rivela un ingrediente chiave”. Se ci provate fate sapere…

 

Buon ascolto a tutti e a domani