20 Mag Architettura italiana tra nostalgici del Ventennio e Archistar
Le Monde accende i riflettori sull’identità perduta dell’architettura italiana.
Il quotidiano francese analizza le critiche di Fratelli d’Italia secondo cui dopo il Ventennio, le città italiane rischiano di perdere la loro unicità architettonica, uniformandosi a uno stile globale che cancella tradizione e identità nazionale.
Da Parigi una delle testate più autorevoli al mondo, come Le Monde, ha recentemente dedicato un articolo alla visione identitaria e tradizionale che noi italiani abbiamo della prima arte, ovvero l’architettura.
Un articolo che, partendo sostanzialmente dalle affermazioni di Fabio Rampelli, maggiorente di Fratelli d’Italia, egli stesso architetto, sottolinea come, dopo le opere del Ventennio, le città italiane, a partire da Roma, hanno perso la loro impronta caratteristica e arrivare a confondersi, nei palazzi di oggi, con qualsiasi altra città del mondo.
Un problema che, almeno a quanto risulta a noi, non affligge alcuna altra città del mondo.
In questo episodio di Ristretto Italiano la nostra intervista a Massimiliano Botti, architetto, socio dello studio P Machine con sede a Parigi oltre che a Padova, dove vive, e per molti anni docente all’Università di Brescia
Buon ascolto e a domani