Bossi indica la porta a Salvini: tradita l’origine della Lega

Bossi indica la porta a Salvini: tradita l’origine della Lega

Per Salvini si avvicina la resa dei conti. O almeno ne è convinta la redazione dell’austriaco Der Standard che dedica un servizio alla “Rivolta aperta interna al partito contro il leader della Lega Salvini in Italia

L’articolo si riferisce alla festa della Lega, nello scorso weekend a Varese. Festa del 40esimo compleanno del partito anticipata dai commenti, molto tranchant, a mezzo stampa, del fondatore, Bossi, che a Varese però non c’era. Bossi che, senza giri di parole, aveva detto “La Lega ha bisogno di un nuovo leader, uno che metta ancora una volta al centro gli interessi del Nord Italia”.

E poi, per farsi capire ancora meglio, ha aggiunto che Giancarlo Giorgetti è un brav’uomo; praticamente il candidato ideale alla successione. Giorgetti, spiega poi Der Standard, è l’attuale ministro dell’economia del governo Meloni e, all’interno del partito, è l’antitesi moderata dell’estremista di destra Salvini, ammiratore dichiarato di Vladimir Putin.

La voce di Bossi – spiega ancora l’inviato dello Standard, Domenico Straub – ha ancora una grande peso nella Lega e, oltretutto, non è certo l’unico a criticare il comportamento dell’attuale leader e vice premier. Anche un altro dirigente di peso, l’ex ministro della Giustizia Castelli quando governava Berlusconi, ha detto che “Salvini ha tradito il sogno dei leghisti, ovvero l’autonomia del Nord; il suo tempo è scaduto”

Rispetto ai suoi esordi la Lega è effettivamente irriconoscibile. Bossi sognava la Padania, uno stato autonomo contro Roma ladrona. Di quei tempi, oggi, è rimasta, forse, solo la ‘cifra’ razzista.

Bossi, colpito da un ictus nel 2004, fu sostituito da Salvini nel 2013 quando il partito era sceso al 4 per cento. Spostandosi sul populismo estremo Salvini riportò il partito al 34 per cento ottenuto alle europee del 2019, ma poi arrivò Giorgia Meloni e la destra italiana capì che la capitana era lei.

Tornando al senso di questo articolo, e cioè alla rivolta del partito contro l’ancora leader, oggi abbiamo 21 parlamentari leghisti che, con una lettera aperta, lo hanno invitato a cambiare rotta. Ora l’unica cosa che potrebbe salvarlo sarebbe una buona prestazione al voto europeo di giugno, ma il fatto che Bossi ne abbia chiesto la testa alla vigilia potrebbe non portare bene. Lui, Salvini, dice di essersi posto l’obiettivo del risultato a doppia cifra, cosa che sembra più distante ogni giorno che passa.

 

 

 

 

Passando ora al sommario delle altre notizie nel podcast di oggi, GiorgisaMeloni, intanto, è stata ripresa da un gran numero di testate estere di prim’ordine con il suo ritorno sui temi della maternità surrogata. Per noi niente di che, ha ripetuto il refrain che da sempre accompagna il suo cavallo di battaglia contro le questioni che lambiscono i temi della sessualità e del gender. Cosa che invece, in tanti Paesi dove, senza la presenza fisica della Chiesa Cattolica, queste questioni sono digerite e superate da tempo, i giornali hanno di nuovo dato grande rilievo. Dalla BBC a Le Monde, dal New York Times al Guardian. Oggi, però, scegliamo Advocate, la storica rivista degli omosessuali d’America. Titolo: “Il primo ministro italiano definisce la maternità surrogata inumana con il suo partito che sostiene sanzioni più severe”. 

Passata praticamente sotto silenzio sulla stampa nazionale, la notizia dell’istituzione della nuova Giornata Nazionale del Made in Italy – ogni 15 di aprile – non è sfuggita alla stampa tedesca che ne scrive con abbondanza.

Leggiamo la Sueddeutsche Zeitung che, sotto il titolo “Casa Italia”, scrive che il governo di Giorgia Meloni proclama una giornata di orgoglio nazionale per il Paese.

Un’altra notizia che si insegue sulla stampa estera, soprattutto quella automobilistica, è la resa dei conti – un’altra – del ministro Urso con  Stellantis che vuole chiamare Milano il nuovo Suv, il primo completamente elettrico, dell’Alfa Romeo.

O1 Net, dalla Francia, titola “L’Italia non accetta che alfa Romeo chiamo “Milano” la sua prima auto elettrica”.

A chiudere. La denuncia del Guardian sulle crescenti difficoltà per i ristoranti italiani di Londra a trovare personale. “E’ catastrofico: dopo la Brexit non si trova personale”, titola il quotidiano inglese.

Buon ascolto a tutti dell’episodio di oggi.