16 Apr Carbonara e dintorni. Tutti i dogmi della cucina italiana
Turisti contro puristi. E’ nientedimeno che la storicissima pubblicazione britannica The Spectator, uno dei primi periodici nati al mondo, a dedicare un servizio ai “Puristi del cibo italiano” che, è scritto sempre nel titolo, devono darsi una calmata. Della serie abbiamo capito che la panna non va sulla carbonara né il ketchup sulla pasta ma facciamo un bel respiro e passiamo oltre. Niente di tutto ciò è velenoso e tutte le routine annoiano alla fine.
L’articolo parte citando una bizzarra manifestazione dei ristoratori romani che protestarono davanti a Fontana di Trevi con cartelli contro i crimini alimentari dei turisti. Slogan del tipo “Non vi serviremo più il cappuccino con il primo” e, naturalmente, “mai più panna nella carbonara”. E la lista dei sacrilegi è lunga passando dall’aborrito ananas sulla pizza, alla richiesta di un piatto di spaghetti con la preghiera di spezzarli prima di cuocerli. Perché loro, a casa loro, fanno così. Anzi, per dirla tutti, oltre a spezzarli li buttano in acqua ancora fredda.
In nome della tolleranza, quindi, l’articolo dello Spectator, cita un ristoratore italiano di Londra, James Chiavarini del Portico, che dice: “Se un cliente mi chiede di aggiungere il pollo alla carbonara, in fondo, che male c’è…” Se a loro piace. Ma sempre a Londra, racconta l’articolo, c’è quell’altro ristorante, altrettanto iconico, il Prelibato, che la carbonara l’ha cancellata dal menù. Per evitare discussioni. Non ce la faceva più. E con tutto che essendo romano le idee chiare su come va fatta lui ce le ha.
Servizio, quello dello Spectator, che chiude citando, come uno degli esempi più ridicoli di prepotenza purista, quel ristoratore fiorentino, stanco di discutere con i turisti sul cappuccino prima, dopo o durante, che ha eliminato la macchina del caffè. Chi vuole il caffè lo avrà di moka. Perbacco!!!
E parlando di Bacco impossibile non pensare a Verona dove c’è quel ristorante che regala una bottiglia di vino a chi, entrando, è disposto a consegnate lo smartphone.
La notizia è stata ripresa da numerose testate, soprattutto tedesche e inglesi. Come il Guardian che titola “Un ristorante in Italia offre bottiglie di vino gratuite ai clienti che consegnano il telefono”.
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E dal momento che abbiamo cominciato il podcast di oggi capovolgendo l’abituale gerarchia delle notizie continuiamo parlando di cinema e di vip. Come Johnny Depp che è talmente innamorato dell’Italia da arrivare a fare una proposta indecente di cui scrivono in tanti.
Per esempio La Vanguardia, da Barcellona, che titola “Johnny Depp vuole comprare un castello in una piccola località italiana ma la popolazione locale non lo vuole”. E’ un mondo difficile…
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E’ la dolce vita che ritorna. Lo abbiamo ripetuto spesso. Anche se, sessant’anni dopo, l’atmosfera è diversa e anche le nostre bellezze, offuscate dal turismo di massa, non sembrano nemmeno più quelle. Ma di questo, forse, ce ne accorgiamo solo noi. Per i turisti l’Italia resta un sogno al punto che una rivista come il National Geographic intitola un servizio “Perchè Hollywood è ossessionata dall’Italia”.
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E chiudiamo questa puntata dedicata interamente al Paese dell’arte, del cibo e dei panorami con un articolo del francese Le Figaro dedicato a quella che è stata chiamata, nel titolo, “La truffa del biglietto d’ingresso al museo che sta scuotendo Firenze”
Un caro saluto a tutti. Ci ritroviamo qui domani