C’è una Casa Bianca che…

C’è una Casa Bianca che…

 

Meloni a Washington: il test atlantico fra dazi, Europa e Trump. Bruxelles osserva, Von Der Leyen resta alla finestra. Francia e altri partner europei in allerta: temono per l’unità europea.

Unicredit e banco BPM. Il governo condiziona il suo sì all’uscita della seconda banca italiana dal mercato russo. La strategia di Meloni: usare il Golden power per indirizzare le scelte dei grandi gruppi bancari.

Monfalcone e il flop della lista islamica: la Lega stravince con il 71 per cento. La comunità musulmana resta ai margini del voto: solo 850 aventi diritto su oltre 7mila residenti islamici.

Imola verso l’addio alla Formula Uno: il calendario mondiale spinge per una sola gara in Italia. Nuovi mercati in pole, dal Sudafrica alla Thailandia

 

 

 

 

Giovedì 17 aprile. Il gran giorno è arrivato e tutta l’Europa segue con molta attenzione il faccia a faccia di oggi a Washington tra Giorgia Meloni e Donald Trump. La nostra premier è la prima leader dell’Unione a incontrare il presidente degli Stati Uniti dopo quel famoso due di aprile, il giorno dell’annuncio dei dazi. E, benché non sia formalmente autorizzata da Bruxelles a rappresentare l’Europa, questo viaggio segue due settimane di telefonate continue con Ursula Von Der Leyen. Von der Leyen che, per inciso, da quando Trump è stato rieletto, non è ancora riuscita a incontrarlo. Lui vuole i rapporti con i singoli Paesi. Per lui gli Stati d’Europa non sono certo uniti.

Buona parte della nostra rassegna è quindi, oggi, dedicata a Meloni a Washington. E non sono certamente solo i giornali europei a scriverne.

Comincio col Guardian, da Londra, che nell’articolo dal titolo “La prescelta di Trump, Giorgia Meloni, si reca a Washington per un delicato gioco di equilibri” scrive come non sia in discussione il fatto che la premier italiana andrà alla Casa Bianca per sostenere la causa europea. Sfrutterà l’indubbio feeling col presidente, già consolidato a Parigi e a Mar a Lago nei mesi scorsi, per autopromuoversi come leader ponte fra Usa e Bruxelles. Guardian che, come dicevo anche io poco fa, dà per scontato che la premier italiana abbia concordato un piano d’azione con la Presidente della Commissione.

Un viaggio in solitaria che ha suscita qualche perplessità negli altri Paesi dell’Unione, come in Francia, dove Marc Ferracci, ministro dell’industria, ha avvertito che Meloni rischia di minare l’unità europea contro i dazi statunitensi. Preoccupazione peraltro non infondata – sempre secondo il quotidiano londinese – in quanto Meloni, ex euroscettica, solo pochi mesi fa difese il duro attacco del vice di Trump, JD Vance, contro i valori europei. Vance che peraltro sarà a Roma domani dove Meloni, appena scesa dall’aereo, lo riceverà a Palazzo Chigi.

Ma oggi – conclude l’articolo inglese – Meloni non avrà altra scelta che essere cauta. Essendo l’Italia il terzo Paese esportatore dell’Unione verso gli Stati Uniti, dovrà per forza porgere gli interessi di tutti noi, Italiani e Europei. E oggi vedremo se sarà veramente lei la prescelta. Perchè, come Zelenski sa bene, da un po’ di tempo a questa parte ogni incontro alla Casa Bianca è una pallina lanciata sulla roulette. Rien ne va plus.

 

 

Molti altri gli articoli che abbiamo selezionato sullo stesso argomento e che vi citiamo sommariamente.

Dagli Stati Uniti Bloomberg titola un suo lancio: “I dazi di Trump: Meloni cerca un senso nel caos”. checkout=true

Sempre dagli USA c’è poi il New York Times che titola: “Se Meloni si schiera con Trump rischia l’unità dell’Europa”.

Tornando in Europa, dall’Olanda il Reformatorisch Dagblad, quotidiano nazionale conservatore, titola “Meloni media tra Trump e la UE”.

Da Parigi c’è poi Le Grand Continent, rivista geopolitica dedicata alle question europee, che nel titolo si chiede “Meloni a Washington, JD Vance a Roma: che cosa sta succedendo tra Italia e Stati Uniti”?

Cambiando argomento. “L’Italia vuole che Unicredit si ritiri dal mercato russo per validare l’accordo con BPM”, titolo questo del francese Les Echos e di alcune altre testate finanziarie d’oltralpe.

Numerosi, ieri, i giornali e i siti stranieri che hanno fatto gli auguri di una veloce rimessa in sesto al Presidente Mattarella.

Cito lo spagnolo Europa Press con “Il presidente italiano Sergio Mattarella stabile dopo l’impianto di un pace maker”

E OXU, dall’Azerbaijan, con “Il presidente italiano ricoverato in ospedale”

Sulla politica italiana l’olandese De Telegraaf dedica un articolo al voto comunale di Monfalcone. Titolo “La prima partecipazione del partito islamico alle amministrative italiane è un fiasco totale: meno del tre per cento dei voti”

In chiusura, ancora una volta dall’Olanda, abbiamo qui Formule 1, Formula Uno, che dedica un articolo a “Imola rischia di sparire dal calendario della Formula 1: Due gare italiane non sono sostenibili”

Ci salutiamo qui. E l’appuntamento è per martedì prossimo, passati venerdì santo, Pasqua e Pasquetta. Molto auguri a tutti