10 Feb Cgil, Cisl, Uil: molto rumore per nulla
Potenti ma inefficaci. Da Reuters un’impietosa analisi sulla scarsa capacità di incidere dei sindacati italiani. Il paradosso dei bassi salari: tanti iscritti ma nessun aumento ottenuto.
Pronto, sono Crosetto. E il bonifico è servito. Clonata la voce del ministro della difesa per truffare l’élite imprenditoriale italiana. Quando l’intelligenza artificiale diventa un’arma contro l’ingenuità di certi miliardari.
Il bimbominkia della politica italiana. Quando le chat diventano una miccia esplosiva. Il libro di un giornalista rivela gli insulti interni a Fratelli d’Italia contro il leader leghista. Ma Meloni e Salvini assicurano che tutto va bene fra loro
Sogni di laguna, risveglio in Tirolo. Il treno dei sogni che non c’è. Il viaggio inaugurale del treno notturno Bruxelles Venezia si ferma a Innsbruck dopo lo scontro con la burocrazia italiana.
“Grandi ma inefficaci: i sindacati italiani accusati della stagnazione salariale”.
È con questo titolo di Reuters che apriamo il primo podcast della settimana; un’analisi molto severa sulla responsabilità di quelli che un tempo indicavamo come la Trtimurti, ovvero CGIL, CISL e UIL. Tre grandi sigli, considerate i pilastri del movimento sindacale italiano, che spesso agivano in modo coordinato sulle questioni di interesse nazionale.
Dopo tre decenni di stagnazione salariale – scrive Reuters – i lavoratori italiani hanno molte ragioni per cui protestare, eppure gli scioperi per motivi salariali sono pochi e raramente durano più di un giorno, sollevando interrogativi crescenti sulla reale efficacia dei loro rappresentanti.
L’Italia è l’unico Paese avanzato in cui i salari, se raffrontati con l’inflazione, sono calati anzichè crescere con le inevitabili ripercussioni su consumi e crescita. Di recente, continua l’articolo, gli stipendi italiani hanno registrato un incremento del 9 per cento (dati 2021-2024) ma sono rimasti indietro rispetto all’inflazione e alla crescita salariale degli altri Paesi. E la colpa è in parte, ma solo in parte attribuibili al tasso di occupazione italiano, fermo al 67 per cento; il più basso dell’area euro e questo lascia ai lavoratori uno scarso potere contrattuale.
Ed è qui che entra in ballo la capacità di incidere delle organizzazioni sindacali che nei decenni sembrano avere via via perso il loro ruolo principale per convertirsi in soli erogatori di servizi, come compilare la dichiarazione dei redditi o calcolare quando avrai la pensione e di quanto sarà.
Dopo uno sciopero nazionale molto annunciato, ma di un solo giorno, il 29 novembre scorso, e dichiarato contro i tagli programmati alla spesa pubblica, Maurizio Landini dichiarò bellicoso che avrebbe messo il Paese sottosopra, ma poi… Quel giorno si fermarono trasporti pubblici, scuole, ospedali, ma come sempre in Italia è durato un giorno solo e non ha prodotto risultati tangibili.
In arrivo c’è un referendum indetto proprio dalla CGIL per abolire il jobs act, la legge Renzi che permise di licenziare senza troppi complimenti; saremo chiamati alle urne tra il 15 aprile e il 15 giugno, ma ad oggi il governo non ha ancora stabilito la data. Per non parlare del poco slancio con cui le stesse opposizioni sostengono il comunque sacrosanto salario minimo.
Sebbene il potere dei sindacati – conclude Reuters – sia calato in tutto il mondo in Italia assistiamo al paradosso che, nonostante l’altissimo tasso di iscrizione alle diverse sigle, gli scioperi portano a casa molto di più in altri Paesi come Germania, Francia e Stati Uniti.
Altra notizia di cronaca che sta facendo molto scalpore oltre le Alpi, anche perché è capitato a noi ma può capitare a tutti, è la truffa ad alcuni tra i più noti e potenti imprenditori italiani utilizzando un’imitazione della voce del Ministro Crosetto.
Ne scrive dalla Turchia la piattaforma di notizie scientifiche Evrim Agaci sotto il titolo “Il falso Guido Crosetto prende di mira l’élite italiana con le truffe”
E si parla in Francia, o meglio ne scrive il giornale Ouest France, del libro uscito nel fine settimana con le chat del gruppo whatsapp dei maggiorenti di Fratelli d’Italia. Titolo: “Ridicolo”, “incapace”… Matteo Salvini è il bersaglio principale delle battute del partito di Giorgia Meloni”.
Ci tratteniamo, per concludere in Francia, passando a Le Figaro per parlare del fallimento, almeno iniziale, del tanto pubblicizzato treno Italo-Belga per promuovere i weekend in laguna. Titolo: “Primo treno notturno Bruxelles-Venezia fallisce, non può entrare in Italia”.
Buon ascolto, come sempre, e appuntamento a domani.