Ciao Oliviero. L’Italia perde, con te, un grande artista

Ciao Oliviero. L’Italia perde, con te, un grande artista

 

Addio a Oliviero Toscani. Grandi riconoscimenti internazionali per il fotografo provocatore che si formò negli anni sessanta tra Svizzera e New York.

Liberazione e restituzione all’Iran di Mohamed Abedini. Per il Washington Post un affronto ai familiari delle vittime dell’attacco che costò la vita a tre militari americani e provocò quaranta feriti. Ma nessuna reazione istituzionale.

L’uomo in Europa di Trump non è detto che sarà Giorgia Meloni. Per l’australiana ABC sarà, molto più probabilmente, il premier polacco Donald Tusk. Dai dazi alle spese militari i punti di frizione Italia-USA non saranno pochi.

Singolare inchiesta della CNN sulle abitudini igieniche degli Europei. Dopo gli Olandesi noi siamo quelli che si lavano meno le mani dopo essere stati al bagno.

Dog sitting gratuito al Museo. A Roma è già cominciato all’Ara Pacis, al Maxxi e a Castel San’Angelo

 

 

Ciao Oliviero! L’ultimo saluto al grande fotografo italiano Oliviero Toscani, scomparso all’età di 82 anni dopo una lunga malattia che lo aveva fortemente debilitato, attraversa i confini e unisce i giornali di tanti Paesi.

Dall’America all’Europa sono decine le testate, con netta prevalenza di quelle francesi, a ricordare l’ artista italiano, maestro della fotografia e padre di tante provocazioni intellettuali contro i luoghi comuni del razzismo e del perbenismo culturale.

Tante testate, dicevo, tra le quali scelgo, per ricordarlo a Ristretto Italiano, il magazine svizzero Bilan in quanto fu proprio a Zurigo che Toscani si diplomò fotografo nel 1965. E proprio a Zurigo si è appena conclusa una gran bella mostra a lui dedicata al Museum für Gestaltung.

“E’ morto a 82 anni il fotografo shock Oliviero Toscani” titola la rivista svizzera sottolineando, nell’occhiello, che gli indimenticabili manifesti provocazione per Benetton degli anni 90 oggi sarebbero impossibili da distribuire.

L’articolo ricorda, come accennavo poc’anzi, che fu proprio in quella scuola-museo di Zurigo che il grande fotografo si formò dopo essersi iscritto senza conoscere una sola parola di tedesco. Dalla sua parte aveva già un curriculum brillante e qualche pubblicazione. Del resto il suo primo scatto, che ritraeva una Rachele Mussolini dolente ai funerali del Duce, era già stato pubblicato sul Corriere della Sera quando lui aveva appena 14 anni. Corriere dove suo padre era da tempo un fotoreporter affermato.

Talentuoso come si mostrò già dagli esordi, Toscani studiava ancora a Zurigo quando vinse il concorso internazionale per diventare fotografo interno della Panamerican Airlines e grazie a ciò scoprì New York già nel 1964; anni in cui quella che non era ancora diventata la Grande Mela era però già intrisa di impulsi artistici e sociali coi quali l’Europa non si era ancora misurata.

Presto arrivarono le commesse per la moda con Chanel, Fiorucci, Valentino, Prenatal, tutti apparsi su Vogue, Harper’s Bazar, Stern, Esquire. Foto che non risparmiarono nessun ambiente, dal lusso a quello popolare. Tuttavia furono le grandi campagne degli anni 90 per la Benetton a garantire la sua, non sempre buona, reputazione. Foto che lanciarono un abbigliamento semplice, relativamente economico per i giovani dell’epoca con le famose provocazioni antirazziste e progressiste. La bambina bionda abbracciata al bambino nero; il seno di donna nera che allatta un bambino bianco; la foto di tre cuori, tutti uguali, sui quali era scritto bianco, nero, giallo; ancora il prelato che bacia la suora; Papa Ratzinger che bacia sulla bocca un imam e via andare…

Poi il sodalizio con i Benetton si interruppe con un Oliviero Toscani che – conclude Bilan – da uomo libertario, aperto alla discussione e al malpensante, faticò sempre più a trovare un posto in quel mondo improvvisamente politicamente corretto.

 

 

Voltiamo pagina, senza dimenticare, però, che con Oliviero Toscani l’Italia ha perso un grande artista e intellettuale.

Altra notizia che ci riguarda, ripresa da tante testate internazionali, è quella della liberazione dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini. Tra tante testate di tanti Paesi ne scegliamo una americana, il Washington Post, in quanto sono americane le vittime dell’attentato nel quale l’iraniano si ritiene avesse avuto un ruolo attivo.  Titolo “L’Italia libera un iraniano ricercato per l’attacco mortale dei droni alle truppe statunitensi”.

E a proposito della grande intesa Meloni – Trump – Musk, nonché alla convinzione di tanti che la nostra premier sarà la sussurratrice europea del nuovo presidente americano, vi proponiamo un’interessante – e lunghissima – inchiesta dell’australiano ABC Net dalla quale estrapoliamo un passaggio illuminante.

Altre cose italiane. Giro d’Italia presentato ieri a Roma. Dalla Svizzera Le Temps titola “Con la grande partenza in Albania, il giro ciclistico italiano si schiera con Giorgia Meloni”.

Dalla Turchia il canale locale della CNN pubblica una singolare inchiesta dal titolo “Chi non si lava le mani dopo essere stato in bagno”. Secondo voi a che posizione siamo noi Italiani?

La notizia per lasciarvi, se non altro una notizia di civiltà che ci riguarda, la prendiamo dal Telegraph: “I musei italiani offrono il servizio di dog sitting gratuito per incentivare i visitatori”

Buon ascolto a tutti e a domani