PAURA DI VOLARE. TUTTO CIO’ CHE BISOGNA SAPERE PRIMA DI IMBARCARSI PER GLI USA.

PAURA DI VOLARE. TUTTO CIO’ CHE BISOGNA SAPERE PRIMA DI IMBARCARSI PER GLI USA.

Regole più severe per chi vola negli Stati Uniti. Electronic-ban in vigore da sabato. E sistemi di ultima generazione per i controlli a terra, dagli scanner “vedo nudo” ai software che spiano i tic nervosi.

 

Laptop, eReader, giochi elettronici e iPad nella stiva. Da sabato scorso chi si imbarca per Usa e Regno Unito, se parte da uno degli otto paesi indicati in una apposita black list, a bordo potrà tenere solo il telefono cellulare o smartphone. Le misure non sono precisate ma è verosimile ritenere che oltre il 7plus non si va. Amman, Cairo, Istanbul, Gedda, Ryad, Kuwait City, Doha, Casablanca  gli scali per i quali vige la nuova regola, regola che vale anche per chi decolla alla volta degli aeroporti britannici.

La misura ha sollevato perplessità e critiche. Nulla vieta ai malintenzionati di fare scalo in un’altra città non inclusa e di reimbarcarsi con il “device proibito” in cabina. C’è da ritenere tuttavia che, rimanendo la minaccia terroristica a livelli altissimi la misura di sicurezza, o se vogliamo di prudenza, si allarghi.

Cominciò così del resto con le forbicine,  i contenitori di liquidi, le scarpe da levare, eccetera. Chi viaggia lo sa. Una volta, all’indomani del 11 settembre, a me capitò di dover accendere davanti a un militare, gli apparecchi elettronici che avevo nel bagaglio a mano.

La prudenza non è mai troppa nonostante gli impianti di controllo a terra siano sempre più sofisticati. Qual è lo stato dell’arte sulle macchine di ultima generazione, sugli scanner che ti spogliano nudo senza che tu ti debba svestire completamente, sui software che monitorano il linguaggio del corpo lo ho domandato a un esperto de settore.

 

Ascolta l’intervista all’ingegner Mario Savastano, primo ricercatore dell’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR di Napoli.