Cittadinanza italiana sotto l’albero di Milei

Cittadinanza italiana sotto l’albero di Milei

 

Una cittadinanza è per sempre. Gradito regalo di Natale al presidente argentino Milei e alla sorella Karina dopo un’istruttoria in tempi rapidissimi. La notizia, accolta dalla stampa italiana senza tanto clamore, è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo

Imbarazzo a Roma. Da documenti riservati dei servizi segreti siriani emergono le prove che l’Italia ha sostenuto il regime del deposto Assad fino all’ultimo. Compreso un messaggio sull’importanza del sostegno russo a Damaasco anche dopo il bombardamento di Aleppo, dieci giorni fa.

Sciopero dei sindacati contro il sostegno a Israele. Furiosi gli ebrei di Roma: così si diffonde l’antisemitismo.

La guerra del governo italiano alle navi di salvataggio. Medici senza Frontiere abbandona il campo Un braccio di ferro durato oltre due anni vinto dalla Meloni.

Nuovo codice della strada. Forse non tutti sanno che sorpassando una bicicletta occorre stare a almeno un metro e mezzo di distanza

 

 

Per cominciare, oggi,  un’altra di quelle notizie su cui si è scritto tanto, tanto di più all’estero di quanto non lo si sia fatto sui nostri principali giornali

New York Times: “Il presidente argentino riceve la cittadinanza italiana scatenando i detrattori della legge”

Più che tra amici mi sento come in famiglia – ha detto il presidente argentino entrando alla festa di Atreju – e ricordando come tre dei suoi nonni fossero immigrati a Buenos Aires dalla Calabria. Annuncio, quello della cittadinanza, che – scrive il New York Times – ha scatenato una certa rabbia tra i critici del governo che da tempo chiedono che lo ius sanguinis venga cambiato in ius soli, o ius scholae. Ovvero non riconoscere più la cittadinanza, come diritto acquisito, se solo qualcuno dei tuoi avi è nato in Italia ma a chi, invece, è nato, vive, studia qui e qui paga le tasse. Cosa che un americano, come per esempio il lettore del New York Yimes, dà per scontato.

Negli ultimi anni – leggo ancora nell’articolo – molti Argentini hanno cercato di avere il doppio passaporto per aprirsi una via di fuga in Europa vista la perdurante crisi economica in patria, mentre il presidente Milei ha risposto ‘no comment’ alla domanda su perché abbia espresso il desiderio di averlo.

Pur essendo lui un liberale di destra e lei una post fascista – conclude l’articolo – i due capi di Stato hanno opinioni simili su tantissimi temi, come l’importanza delle forze dell’ordine, della proprietà privata, della protezione dei valori tradizionali delle famiglie, il rifiuto dell’aborto e del politicamente corretto.

Titolo simile per la rete araba Al Jazeera: “L’Italia concede la cittadinanza argentina a Milei scatenando l’indignazione”. Articolo che precisa come anche la sorella del Presidente, Karina, abbia ricevuto la cittadinanza al termine di un’istruttoria durata pochi giorni. A differenza dei tempi biblici che occorrono per valutare le richieste d’asilo di chi fugge dai Paesi in guerra, aggiungo io.

La legge italiana attuale – qui è sempre Al Jazeera che scrive – richiede che gli stranieri risiedano in Italia per dici anni prima di potere avviare la richiesta il cui esame dura di solito parecchi anni mentre i loro figli devono avere compiuto almeno diciotto anni per farne richiesta.

Poi c’è il Guardian, da Londra, che nel suo articolo ricorda come il presidente argentino sia un grandissimo appassionato d’opera e che è noto per ascoltare Verdi, Donizetti e Bellini mentre discute di politica alla Casa Rosada.

E poi Politico, da Bruxelles, che sottolinea come sia improbabile che la doppia cittadinanza possa in futuro influenza la sua capacità di governare, poiché non sarebbe il primo presidente argentino con passaporto italiano. Anche Maurizio Macri, che governò dal 2019 al 2019, aveva la doppia cittadinanza.

Altri, infine, ricordano di come l’Argentina sia il Paese dove Papa Francesco è nato. Forse dimenticando quanto fossero poco cordiali i rapporti fra i due e come non sia stato facile organizzare l’incontro in Vaticano di inizio anno

 

 

Altro giro altra frecciata alla Meloni. Qui è i24, dalla Francia, che titola “Imbarazzo a Roma: l’Italia ha sostenuto Assad fino agli ultimi giorni del suo regime”.

Su un altro fronte caldo, quello dei rapporti degli Italiani con Israele – qui il governo non c’entra – leggiamo su The Times of Israel che “Gli ebrei di Roma sono furiosi dopo lo sciopero per il sostegno dell’Italia a Israele”.

Parlando invece delle discutibili politiche di contrasto all’immigrazione, quelle che mettono mille ostacoli all’attività delle navi di salvataggio, apprendiamo dalla Francia, da Le Journal du Dimanche, che “Medici senza frontiere interrompe l’assistenza ai migranti in mare sotto la pressione di Giorgia Meloni” Con queste leggi – dicono – è impossibile continuare con l’attuale modello operativo di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo Centrale.

L’entrata in vigore del nuovo codice della strada italiano accende l’interesse soprattutto della stampa tedesca; del resto sono loro gli automobilisti stranieri che più frequentemente percorrono le nostre strade.

Zeit on Line titola “L’Italia sta aumentando significativamente le multe per le infrazioni stradali”

 

Buon ascolto a tutti. E a domani.