12 Feb Cosa Nostra si aggiorna: i pizzini lasciano il posto a whatsapp
La Piovra colpisce ancora: 181 arresti nella grande retata antimafia in Sicilia. Sferrato a Cosa Nostra un colpo durissimo, ma la mafia siciliana resiste grazie anche alle nuove tecnologie.
Il silenzio delle Foibe: una ferita che non tutti intendono rimarginare. Lapidi violate e slogan hanno ancora una volta dimostrato che la Giornata del Ricordo del 10 febbraio ancora oggi divise più che unire.
La Corte dell’Aja sfida l’Italia con l’inchiesta sulla liberazione di al Masri. Un procedimento che potrebbe portare il nostro Paese fino a un richiamo da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il treno notturno Bruxelles Venezia tra commedia e tragedia. Il racconto di un viaggiatore. C’è ancora molto da fare per resuscitare l’Orient Express.
La grande retata antimafia di ieri in Sicilia riscuote grande interesse sui giornali esteri: la criminalità organizzata ha sempre un certo richiamo, ma quando torna in scena Cosa Nostra in persona, quella della Piovra, i riflettori sono assicurati.
Spiega l’articolo che gli agenti coinvolti nell’operazione di ieri a Palermo sono stati oltre 1.200 e che diversi boss, scarcerati negli ultimi tempi in appello, sono tornati dietro le sbarre. Mentre risulta che anche quelli che dal carcere non erano usciti hanno continuato a gestire i loro affari criminali servendosi delle nuove tecnologie. E proprio questo ci conferma come anche Cosa Nostra, che noi pensavamo andasse ancora con i pizzini, abbia aggiornato le pratiche dei suoi “padri fondatori” e non siano più necessarie le riunioni segrete dove boss e picciotti si incontravano di persona. Ordini affidati e ricevuti via whatsapp fiduciosi nell’inviolabilità della crittografia. Riunioni in call. Mi chiedevo se anche per l’iniziazione la classica punciuta con lo scambio del sangue sia stata sostituita da una specie di firma digitale.
Spiega, l’articolo di BBC, che per oltre un secolo la famigerata mafia siciliana ha tenuto sotto controllo il territorio estorcendo denaro alle imprese locali attraverso il pizzo e dedicandosi al grande traffico di droga. Poi all’alba degli anni 90 arrivarono i giudici antimafia, come Falcone e Borsellino, poi gli arresti di Totò Riina e due anni fa di Matteo Messina Denaro. Ma la Piovra non è stata sconfitta.
I più giovani si riorganizzano, crescono nuovi boss e coi telefonini portati di nascosto nelle celle continuano a fare il bello e il cattivo tempo. La novità, come dicevamo, sono le chat criptate, gruppi dove i mafiosi hanno nomi di fantasia. E lo sforzo degli inquirenti, ora, è per esempio quello di capire chi sia colui che si firma Robert De Niro e chi invece Spider Man.
Chissà, mi chiedevo leggendo queste cronache, se i servizi dell’israeliana Paragon, quelli con cui “qualcuno”, sempre fra virgolette, spia i giornalisti-contro, e gli attivisti delle ONG, siano stati usati anche per arrivare a questi arresti. Mi piace pensare che sia così.
E il Guardian, sempre da Londra, sottolinea anche come, nonostante Cosa Nostra mantenga una discreta capacità di attrazione sui giovani, il primato nella criminalità italiana, per ferocia e brutalità, è ancora saldamente nelle mani della ‘Ndrangheta calabrese; ‘ndrangheta che ha decisamente varcato le Alpi posizionandosi ai vertici criminali europei.
Resto a Londra da dove il Times citando i disordini in occasione del 10 febbraio, giornata del Ricordo, ne approfitta per illustrare ai suoi lettori la portata del dramma storico delle Foibe; il massacro di Italiani, avvenuto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che continua a dividere destra e sinistra italiane, nonostante gli 80 anni trascorsi.
E, a completamento dell’articolo inglese, Euronews cita il discorso del Presidente, titolando “Mattarella chiede che la commemorazione delle vittime delle foibe non sia una giornata divisiva”.
Ancora a Londra.è Reuters torna sulla brutta vicenda di Al Masri titolando “I giudici della CPI indagano sulla liberazione del latitante libico da parte dell’Italia”
Gazete Oksijen dedica un lancio a una dichiarazione del nostro Tajani “Il ministro degli esteri italiano Tajani dice che l’adesione dei Balcani occidentali all’Europa deve avvenire prima del 2030”.
Riferivamo l’altro ieri del flop del primo viaggio del treno notturno Bruxelles-Venezia, bloccato a Innsbruck la sera prima di entrare in Italia per un ultimo permesso non ricevuto. Sulla rubrica Travel, del Telegraph, troviamo un simpatico articolo a firma di un blogger di viaggio dal titolo “Ero a bordo del primo treno European Sleeper per Venezia. Non è nemmeno arrivato in Italia”
Buon ascolto e a domani