18 Dic Crescita: la pacchia è finita
Crescita italiana: una bolla pronta a scoppiare. Il momento d’oro per la nostra economia si sta esaurendo prima del previsto. Preoccupa la stagnazione certificata dall’Istat per il terzo trimestre. Il modello delle piccole imprese non è più favorevole.
Intanto, però, via Montenapoleone scalza la Quinta strada nella classifica delle strade più costose del mondo. 20mila euro al metro quadro d’affitto. Scontrino medio di 2500 euro.
Stellantis e Governo fanno pace. Tornato il sereno dopo l’incontro di ieri: confermate tutte le linee produttive in Italia. E ce ne saranno di nuove.
Ecco arrivano i lupi. Fa il giro del mondo il video nel quale si vedono tre esemplari scorrazzare sulle piste da sci dello Stelvio.
Busseto. Acquisita dallo Stato, dopo le liti fra gli eredi, la Villa di Verdi. Per il Ministro Giuli sarà uno dei punti di riferimento culturale del 21esimo secolo
“La bolla di crescita dell’Italia scoppia e rivela prospettive fragili”. Titolo di Reuters, questo, per aprire il Ristretto Italiano di oggi in un’altalena di buon notizie e di docce fredde per la nostra economia. Un giorno ti dicono che non è mani andata così bene, che a giorni saremo il motore riconosciuto dell’Europa e il giorno dopo che non era vero niente. E oggi è uno di quei giorni lì.
La bolla italiana sul punto di scoppiare dunque. Ma in che senso? Reuters spiega che la ripresa dell’Italia dopo la pandemia si sta esaurendo molto prima del previsto, mentre riemergono debolezze strutturali e aumentano i rischi per le nostre fragili finanze pubbliche.
Considerazione che deriva dall’inaspettata stagnazione del prodotto interno lordo rilevata nel terzo trimestre dall’Istat che, per di più, non si aspetta alcuna ripresa a breve termine. La crescita del 2024, che il governo prevedeva a un 1 per cento, molto probabilmente, a conti fatti, non supererà lo 0,5. Dato che ci riporterebbe coi piedi per terra, al nostro solito posto fra i paesi più deboli della UE, contraddicendo l’ottimismo e il trionfalismo della ‘nostra’. Ottimismo che tuttavia, leggendo ogni giorno la migliore stampa estera, sappiamo che recentemente è condiviso da molte autorevoli testate economiche e finanziarie.
Il modello imprenditoriale italiano basato sulla piccola impresa non è più favorevole alla crescita, gli investimenti pubblici sono insufficienti e l’Italia sta contrastando la transizione verde anziché accoglierla come un’opportunità di crescita. E la situazione è ancora più preoccupante se si considera che l’Italia riceve da Bruxelles un flusso costante di decine di miliardi di euro nell’ambito del Recovery Fund. E in tutto questo il rapporto debito pubblico – Pil, oggi faticosamente sceso a 135 per cento, riprenderebbe a salire fuori controllo.
La bolla starà pure per esplodere ma Milano sembra non accorgersene se, come titola Euronews, “Via Montenapoleone si colloca al primo posto come strada più costosa del mondo”.
Tornando con i piedi per terra, ieri è stato il giorno di Stellantis; del tavolo, al ministero dell’industria, coi vertici dell’azienda automobilistica e i sindacati. Ancora Reuters che scrive “Stellantis punta a potenziare la produzione in Italia”
“Il governo italiano acquisisce l’ultima residenza di Giuseppe Verdi”: l’immobile – spiega il brasiliano Terra da cui prendo la notizia – entrerà a far parte del percorso culturale dedicato al musicista.
Molti i giornali austriaci e tedeschi che stanno scrivendo delle scorribande dei lupi sulle piste da sci italiane. Rosenheim 24 titola: “Emozione su un passo di montagna: i lupi infuriano in mezzo alle piste da sci”
Anno Santo alle porte. Dal Foreign Office, come titola Metro, il giornale di strada di Londra, arrivano “Gli avvisi di viaggio per i turisti britannici che pensano di andare in Italia nei prossimi dodici mesi”
Ascoltiamoli anche noi, potrebbero servire. E… a domani