08 Apr Dazi: l’Italia punta al dieci per cento
Salvare il salvabile. Meloni prepara il viaggio a Washington per provare a strappare un 10 per cento sui dazi all’Italia. Ma resta la grossa incognita sui rapporti con i partner europei. E l’imprevedibilità di Trump.
Nozze di porcellana. Carlo e Camilla in Italia per l’anniversario di matrimonio. Una visita reale tra storia, cultura e politica. Ma niente incontro col Papa. La resilienza di un Re che non cede ai problemi di salute.
Un paese a misura di plantigrado. Pettorano sul Gizio, il borgo medioevale che ha abbracciato gli orsi; dal declino alla rinascita.
Sci a misura d’uomo. Abolite seggiovie e ski-lift a Montespluga, nell’Alta Lombardia. Con 11 piste e 35 km di percorsi segnalati, si sale con ciaspole e scarponi e poi si scende sugli sci. Quando è l’uomo a adattarsi alla montagna e non viceversa.
“Meloni prepara il suo prossimo viaggio a Washington, con tutti che le tirano la giacchetta”. E’ questo, in sintesi, l’articolo che La Vanguardia, da Barcellona, dedica alla nostra premier che sul fronte dei dazi sta cercando di salvare il salvabile.
Il motto è niente panico, anche se lei si trova in una situazione molto difficile con l’Italia che, per la sua mole e la sua tipologia di esportazioni, è il Paese europeo più colpito. Sempre venti per cento, come per tutti, ma che per noi significa mettere in ginocchi produttori di vino, di formaggi, allevatori di maiali.
Meloni, scrive il quotidiano catalano, ha cercato di essere amica di Trump senza riuscire per questo a diventare il suo interlocutore privilegiato, e in patria le categorie più penalizzate, quelle come dicevamo dell’agroalimentare, sono quelle che più di altre rappresentano la sua base elettorale. E con una coalizione che comincia a mostrare le prime crepe la resa dei conti potrebbe non essere poi così lontana.
Per uscire da questa stagnazione la premier italiana sta dunque mettendo a punto un viaggio a Washington a brevissimo, si parla di una data tra il 16 e il 17 aprile, ovvero prima che Vance, il vice di Trump, atterri a Roma dove trascorrerà la Pasqua; data che coinciderà, più meno, con quella in cui l’Europa annuncerà le proprie contromisure.
Lo scenario migliore sarebbe portare a casa un dazio del 10 per cento come quello riservato alla Gran Bretagna, ma restano due interrogativi grossi come due case: l’imprevedibilità di Trump da una parte e la reazione dei partner europei dall’altra. Se Macron, o se Sanchez la dovessero precedere con dichiarazioni esplosive, a lei resterebbero ben pochi margini di trattativa. E a Bruxelles, riferisce ancora La Vanguardia, sono in tanti a chiedersi se l’Italia si sfilerà dalle trattative unitarie dell’Europa.
Palazzo Chigi esclude che da parte nostra ci sia la benché minima intenzione di rompere l’unità europea anche se si dice che, in privato, Meloni continui a essere molto caustica verso il presidente francese e il premier spagnolo. D’altra parte va però considerato che lei e il suo partito, Fratelli d’Italia, intrattengono ottimi rapporti con il commissario Europeo per il Commercio, lo slovacco Maros Sefcovic, che queste trattative condurrà.
Un’altra cosa che preoccupa la nostra premier, conclude l’articolo catalano, è il possibile avvicinamento dell’Unione Europea con la Cina, dopo certi segnali d’apertura espliciti tra Bruxelles e Pechino. La settimana prossima lo spagnolo Sanchez è atteso a piazza Tien An Men e, detta in parole povere ma chiare, se Trump cerca, al di là sei suoi sfoghi, di tirarci dalla sua parte, e se la nostra prima risposta è quella di andare a in Cina, la rottura è vicina.
Niente panico, per carità, ma … che confusione.
Sempre in tema di dazi, dalla Deutsche Welle, la televisione pubblica tedesca, apprendiamo che “L’Italia aiuterà i propri imprenditori”, per contenere le perdite causate dai nuovi dazi. Come non è ancora chiaro
Da Londra invece Reuters scrive che “La strategia di difesa dell’Italia potrebbe far deragliare il debito e condizionare i rating futuri”
Spostandoci a parlare d’altro, ieri è stato il giorno in cui il Re d’Inghilterra e la consorte Camilla sono arrivati in Italia per festeggiare le nozze di porcellana, ovvero il loro ventesimo anniversario di matrimonio.
Ne scrivono, ovviamente, tutti i tabloid britannici ma, per il nostro podcast, preferiamo Barron’s, il magazine newyorchese della finanza e degli investimenti. Che però non disdegna la cronaca rosa né le notizie sui reali.
Sempre dall’Inghilterra The Guardian parla di Pettorano sul Gizio, il borgo abruzzese “Reso tutto a prova di orso”.
Spostandoci infine sui monti della Lombardia il tedesco Merkur scrive della “Stazione sciistica italiana che ha adottato un approccio completamente nuovo in alternativa allo sci tradizionale”
Buon divertimento e a domani