23 Giu Declino irreversibile: un’emorragia di giovani
In Italia una crisi demografica senza precedenti. Nei prossimi 25 anni il nostro Sud perderà tre milioni di abitanti. Calano le nascite e i giovani emigrano a centinaia di migliaia l’anno.
Salari fermi e giovani in fuga. All’estero guadagni raddoppiati sulle stesse mansioni e a parità di costo della vita. In Italia si guadagna come in Romania, meno che in Lituania e in Slovenia.
Crosetto scuote la NATO: Serve una nuova missione globale. Alla vigilia del vertice dell’AIA il ministro della difesa italiano mette in discussione l’attuale rilevanza dell’Alleanza Atlantica.
Caso Open Arms. Ecco perchè i giudici hanno assolto Salvini: quei migranti dovevano essere accolti dalla Spagna.
La situazione è incandescente, e non solo sotto il profilo meteo, visto ciò che sta accadendo in Medio Oriente e che, anche per questo, tiene i riflettori della stampa internazionale puntati altrove. Diciamo che è un periodo in cui di Italia si scrive un po’ meno. Ma si continua a scrivere. Per esempio di emigrazione, di fuga di giovani, e non solo dei classici “cervelli”, di retribuzioni sempre più penalizzanti. Ed è a questo che oggi dedichiamo l’apertura di Ristretto Italiano.
Cominciamo con Reuters, da Londra, che riprendendo le ultime statistiche dell’Istat, titola “L’immigrazione e l’emigrazione in Italia sono in forte crescita”
Il numero degli italiani che lasciano il Paese, e di stranieri che vi si trasferiscono non è mai stato così alto negli ultimi dieci anni. L’Italia ha un governo di destra eletto nel 2022 con il mandato di limitare gli arrivi di migranti, ma ha anche una popolazione in calo e una crescente carenza di manodopera, il che evidenzia la necessità di attrarre lavoratori stranieri. Intanto però, per la stagnazione dell’economia e i bassi salari, sempre più italiani, non tutti giovani, sono andati a cercare fortuna all’estero.
Cifre: nel 2024 si sono trasferiti in Italia 382.021 stranieri, 4mila in più rispetto al 2023, mentre 155.732 italiani facevano le valigie per qualche posto oltreconfine. E qui sono stati 40mila in più rispetto al 2023. Considerano il biennio 2023-24 gli emigrati sono aumentati del 40 per cento rispetto al biennio precedente; gli immigrati del 31 per cento. Dati che, provenendo dagli uffici anagrafici dei comuni, certamente non calcolano l’immigrazione clandestina.
Sempre secondo l’Istat gli ucraini costituiscono il gruppo nazionale più numeroso, per i noti motivi, seguiti da albanesi, bengalesi, marocchini, rumeni, egiziani, pakistani, argentini e tunisini. Per quanto riguardo gli emigrati l’Istituto Nazionale di Statistica sottolinea come nel novero ci siano anche colo che sono ripartiti per le località di provenienza dopo avere acquisito la cittadinanza italiana.
Spopolamento drammatico su cui torna anche il francese Les Echos in un servizio dal titolo “Un calo di popolazione drammatico, in Italia di aggrava la crisi demografica”.
Specificamente sull’immigrazione, dal’Irlanda abbiamo il sito di informazione ultraconservatore Gript che scrive: “L’Italia ha detto no alla naturalizzazione rapida, e così dovremmo fare anche noi”
Chiudiamo l’argomento dal Belgio con il servizio di BFM, la televisione francofona pubblica, dal titolo “3mila euro al mese qui sono quasi impossibili: in Italia i salari reali sono in calo dal 1991 e sono, mediamente, allo stesso livello della Romania”.
Passando alla politica, nazionale e internazionale, con l’avvicinarsi del vertice Nato di domani fino a giovedì all’Aia, ha destato scalpore l’ultima dichiarazione di Guido Crosetto. Euractiv titola: “Il ministro della Difesa italiano mette in dubbio la rilevanza della Nato”.
“I giudici che hanno assolto Salvini nel caso Open Arms sonostengono che la Spagna, non l’Italia, avrebbe dovuto accogliere i migranti” Chiudiamo oggi in nostro podcast con l’articolo che El Pais, da Madrid, dedica alla pubblicazione a Palermo della sentenza Open Arms.
Buon ascolto a tutti e appuntamento a domani