Difendiamo gli Israeliani da Netaniahu

Difendiamo gli Israeliani da Netaniahu

 

 

Israele chieda scusa. La stampa israeliana sorpresa per le durissime parole del ministro Crosetto all’indirizzo di Netaniahu. Distinguere i governi dai loro popoli è fondamentale – ha detto il nostro ministro. Netaniahu è come Putin e l’Italia non esclude sanzioni.

Meloni e la golden power: Italia sempre più lontana da Pechino. La premier esorta gli investitori cinesi a ritirarsi dalle aziende strategiche italiane come Pirelli e CPT Reti e come hanno già fatto con Ansaldo.

Ponte sullo stretto. Da un sito francese le cinque domande e le cinque risposte a tutti i nostri dubbi. I costi, i rischi, le opportunità che ne fanno un caso europeo. E Bruxelles non lo ha mai veramente sostenuto.

La rivolta della cacio e pepe, la pasta che divide Italia e Regno Unito. Euronews racconta la crisi diplomatica dopo che un blasonato sito inglese di ricette ha confuso il celeberrimo piatto romano con delle fettuccine Alfredo qualsiasi.

 

 

Prima tappa del nostro giro del mondo attraverso i giornali oggi in Israele, dove la stampa nazionale ha accolto con molto interesse la bacchettata data dal nostro ministro della difesa con un’intervista, lunedì scorso, alla Stampa. Perché anche se la voce è di Crosetto, considerato il personaggio e il suo peso in questo governo, possiamo dire che praticamente è come se avesse parlato Meloni.

Ne hanno scritto Haaretz, storico quotidiano d’opposizione progressista e di sinistra, l’autorevolissimo Maariv, di impostazione più conservatrice, prendiamo The Jerusalem Post, anch’esso quotatissimo. Titolo “Il ministro della difesa italiano propone sanzioni contro Israele per salvare i suoi cittadini, gli Israeliani” Quello che sta accadendo a Gaza è inaccettabile – ha detto Crosetto – Non ci troviamo di fronte a un’operazione militare con danni collaterali, ma alla pura e semplice negazione della legge e dei valori fondanti della nostra civiltà”

Parole durissime alle quali il nostro alto esponente di governo aggiunge che l’Italia prenderà in considerazione l’attuazione di sanzioni contro Israele non come una mossa contro la Stato Ebraico ma come un modo per salvare i suoi cittadini da un governo che ha perso la ragione e l’umanità.

Dobbiamo sapere distinguere i governi dagli Stati e dai popoli, nonché dalle religioni che professano – ha continuato Crosetto – e questo vale per Netaniahu come per Putin i cui metodi sono diventati pericolosamente simili. L’occupazione di Gaza, e alcuni gravi incidenti in Cisgiordania segnano un salto di qualità in avanti e noi dobbiamo prendere decisioni che costringano Netaniahu a riflettere”

Alla domanda se l’Italia sarà la prima a riconoscere la Stato Palestinese il nostro ministro ha detto “No, perchè quello Stato non esiste e riconoscere uno Stato inesistente rischia di diventare una mera provocazione in un mondo che muore di provocazioni”

Articolo, questo di The Jerusalem Post, che si conclude ricordando come già ad aprile Crosetto avesse espresso il proprio disappunto per gli attacchi israeliani a Gaza in un’intervista rilasciata alla Reuters. “Israele deve avere il coraggio di chiedere scusa”.

 

 

 

Sempre politica italiana vista e raccontata dalla stampa estera. Qui è Handelsblatt, il principale quotidiano economico della Germania (il Financial Times di Berlino, potremmo dire) a titolare “Meloni esorta gli investitori cinesi a ritirarsi”.

E dall’estero si continua a parlare e scrivere del Ponte sullo Stretto. A parte la dichiarazione di Tajani, ripresa dal quotidiano catalano La Vanguardia, secondo il quale “Il Ponte va intitolato a Silvio Berlusconi” ecco  l’analisi di Toute l’Europe, il sito francese di questioni riguardanti l’Unione europea, che pubblica un articolo dal titolo “5 domande e 5 risposte sul ponte sospeso più grande del mondo, una priorità europea per l’Italia”

Signori, dopodomani è Ferragosto. Chi lo festeggerà in qualche giardino col barbecue, chi su qualche spiaggia, possibilmente libera, con una bella fetta d’anguria gelata, a Modena, ve lo diciamo perché lo sappiamo, per esperienza, c’è il cotechino day, con panini al cotechino, e su molte tavole cui sono anche i tortellini in brodo. Per questo chiudiamo questo Ristretto Italiano con la disfida della cacio e pepe volutamente ignorata nei giorni scorsi ma che continua a essere ripresa dalla stampa europea, soprattutto anglosassone. Scrive Euronews: “Ecco come una ricetta di pasta ha scatenato una disputa diplomatica tra Regno Unito e Italia”.

Ci sentiamo lunedì. Buon Ferragosto e buon weekend lungo a tutti.