16 Mar Discendenti di italiani: la consulta conferma la legge Tajani
Cittadinanza italiana: doccia gelata per i discendenti nati all’estero. La corte Costituzionale salva la nuova legge per la quale solo un genitore o un nonno possono garantirti il passaporto.
Referendum giustizia, Meloni all’angolo. Alla faccia di un quesito tecnico la premier evoca stupratori e pedofili in libertà in caso di vittoria del NO. Un voto sempre più simile a un esame sulla leadership.
Giovani italiani all’assalto di Bruxelles. Su 175mila candidati a un posto da funzionari europeo 80mila sono italiani. Il mito del posto fisso non tramonta mai, specie se d’alta gamma.
Pensionato modenese vince contro l’INPS che per una comparsata in un film pagata 300 euro voleva indietro un’intera annualità di pensione
Ascolta il podcast quotidiano “Ristretto Italiano” per la rassegna ragionata della stampa estera su Italia, Meloni, referendum giustizia, piazze e lavoro europeo.
Nel podcast di oggi partiamo dalla decisione della Corte Costituzionale italiana sulla cittadinanza per discendenti di italiani, raccontata dalla francese BFMTV, che conferma la stretta voluta dal governo Meloni e che salva solo figli e nipoti degli emigrati. Sullo stesso tema, la statunitense CNN spiega come la nuova legge tagli fuori milioni di italo-discendenti e racconta la giungla burocratica di documenti, attese consolari e ricorsi futuri.
Restando in tema di giustizia, la rivista euro‑statunitense Politico descrive una Giorgia Meloni in piena campagna per il referendum del 22‑23 marzo: sondaggi in calo, attacco frontale alla magistratura “politicizzata” e un voto che si trasforma in test sulla sua leadership. Dall’altra parte della scena, la canadese francofona Noovo racconta le piazze di Roma: migliaia di persone contro le guerre in Medio Oriente e contro la riforma della giustizia, con il referendum dipinto come un banco di prova politico per il governo.
Sul fronte lavoro, il quotidiano francese l’Opinion parla di “assalto italiano” ai concorsi europei AD5: quasi 80mila domande dall’Italia per 1.490 posti da funzionario UE, segno di stipendi fermi, carriere lente e fuga di giovani all’estero. In chiusura una storia grottesca ma a lieto fine: il francese Le Dauphiné libéré racconta del pensionato modenese che, per una comparsa da 300 euro in un film su Enzo Ferrari, si è visto chiedere dall’Inps il rimborso di 34mila euro di pensione: quattro anni di contenzioso e una sentenza che lo assolve, insieme a qualche precedente analogo.
Ci sentiamo domani mattina, come sempre, con una nuova puntata di “Ristretto Italiano” e una nuova rassegna dalla stampa internazionale.