… e i cervelli continuano a fuggire

… e i cervelli continuano a fuggire

Arrivederci Italia. Ecco perché i giovani fuggono a frotte. Più di un milione partiti negli ultimi dieci anni. E per ogni giovane migrante che diventa Italiano sono nove i suoi coetanei italiani che se ne vanno.

Chiesa complice. La Caritas di Alba accusata di non avere aiutato i due giovani immigrati morti di freddo in una fabbrica abbandonata.

Le consegne di Amazon col drone. Dopo i test in Abruzzo si parte in Italia e Gran Bretagna. Prime Air conta di arrivare fino a mezzo miliardo di clienti l’anno.

Rocce che si sgretolano, valanghe più bagnate. Sempre più in pericolo i turisti della montagna. E i soccorritori alpini tornano a scuola per adeguarsi ai salvataggi estremi.

La guerra dell’acqua. Inchiesta del Guardian nella Sicilia che si mobilita contro la progressiva desertificazione dell’isola

 

 

“Arrivederci Italia! Ecco perché i giovani fuggono a frotte dalla penisola”. Fuggono i cervelli ma non solo loro, come ben documenta questo articolo del newyorchese Barron’s cui dedico l’apertura di oggi.

Articolo che comincia con la testimonianza di un giovane laureato italiano, tal Fausto, che dice “il mio sogno è fare l’archivista e non desidererei altro che una vita tranquilla in Italia ma come tanti altri miei coetanei temo di non avere altra scelta se non quella di emigrare. Non cerco ricchezza, ma vorrei solo essere sicuro di poter mangiare per me e la famiglia che mi farò”

Secondo i dati nazionali negli ultimi dieci anni i ragazzi che hanno abbandonato l’Italia sono stati più di un milione; un terzo di loro di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Se ne vanno per gli stipendi bassi e per lo scarso riconoscimento delle proprie competenze.  Aumenta la percentuale di chi ha la laurea. E nonostante l’immigrazione si faccia di giorno in giorno argomento più scottante, secondo un rapporto della fondazione Nord Est per ogni giovane straniero che ottiene la cittadinanza nove suoi coetanei italiani se ne vanno.

E’ finita l’epoca in cui dal Meridione d’Italia si saliva in massa al Nord; oggi lo stesso Nord non ha più opportunità tanto migliori di quelle che si trovano al Sud. E non perchè il Sud sia migliorato. L’Italia è uno dei pochi Paesi OCSE in cui i salari reali sono diminuiti rispetto al 2019. E anche il tasso di disoccupazione giovanile è superiore alla media europea: 17,7 a ottobre in Italia contro la media UE del 15,2 per cento.

I luoghi di lavoro in Italia non sono più visti come meritocratici, non esiste un salario minimo, e lo stipendio d’entrata non aumenta in proporzione agli anni trascorsi a scuola e all’Università. In altri Paesi la differenza può raggiungere diverse centinaia di euro. Il più delle volte in Italia gli annunci di lavoro non specificano lo stipendio offerto.

Sempre secondo la Fondazione Nord Est, continua l’articolo di Barron’s, la fuga dei cervelli è costata all’Italia circa 134 miliardi di euro tra il 2011 e il 2023. E l’esodo dei giovani è ancora più preoccupante se si considera l’invecchiamento della popolazione. Secondo l’Istat il rapporto tra occupati e disoccupati, che oggi è di tre a due, nel 2050 sarà di uno a uno.

 

 

E un’altra storia legata all’immigrazione è quella raccontata dallo storico quotidiano francese CRUX riguardante la morte di due immigrati che avevano trovato rifugio in una fabbrica abbandonata di alba, in Piemonte, e che sono stati uccisi dalle esalazioni di una stufetta a gas: “Chiesa accusata di complicità nelle morti dei migranti nel Nord Italia”

Abbiamo parlato, qui, nei giorni scorsi dei test condotti da Amazon in Abruzzo per la consegna degli acquisti col drone, una pratica già avviata, sebbene pochissimo diffusa,  e che presto comincerà in Italia e nel Regno Unito. Entro il 2025.

Test andati bene, evidentemente, se Aerospace Testing International titola “Amazon pronta a lanciare il servizio di consegna europeo con drone dopo i test di volo in Italia”.

Passando agli effetti del clima estremo, ecco che cosa scrive la BBC : “Rocce che si sgretolano, valanghe più bagnate: ecco perchè i salvataggi tra la vita e la morte stanno cambiando in un mondo che si riscalda”.

Dall’estremo Nord all’estremo Sud, chiudo con il Guardian e “La guerra dell’acqua” ovvero come la siccità minaccia la sopravvivenza dei comuni siciliani.

Come sempre buon ascolto del podcast e a domani