Eutanasia: lo scontro prossimo venturo

Eutanasia: lo scontro prossimo venturo

 

Eutanasia. Ecco il nuovo terreno di scontro che si annuncia per l’Italia. La Chiesa si fa sentire dopo la recente sentenza della Consulta nonostante la pratica sia legale in gran parte dell’Europa. E il governo cerca di bloccare la legge regionale della Toscana.

Turismo in Italia: nuova estate da record tra boom di presenze e proteste. Attesi per i soli tre mesi estivi oltre 110 milioni di pernottamenti. Gli Italiani sono poco più di uno su due. Il settore vale il 13 per cento dell’economia nazionale

A Sirmione intanto arrivano i tutor da strada per guidare i visitatori e promuovere atteggiamenti rispettosi e gentili.

Altrove fioccano le multe. 150 euro per chi gira in costume da bagno per le strade di Gallipoli. E licenze sospese per i ristoratori di Capri che molestano i turisti cercando di attrarli nei loro locali.

 

 

 

 

Il dibattito sull’eutanasia torna in primo piano nel nostro Paese e anche all’estero se ne stanno rendendo conto. Come in Germania, a Colonia, dove Domradio, l’emittente cattolica sostenuta dalla locale arcidiocesi pubblica un articolo dal titolo “Preservare la dignità umana” Anche in Italia il diritto alla morte volontaria per i malati terminali sta cambiando. Il Vaticano esprime preoccupazione per la recente sentenza sul suicidio assistito.

La Chiesa torna in campo per mettere un nuovo freno, se ci riuscirà, a una pratica che ormai è accettata e legale in buona parte dell’Unione Europea. Il suicidio assistito è oggi legale in Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Austria, Germania, Svizzera. Anche Papa Leone ne ha già parlato in un messaggio ai vescovi britannici per la Giornata della Vita 2025; ha sottolineato che la società, i governi e i parlamenti devono essere incoraggiati a fondare la convivenza sull’amore autentico e sulla compassione genuina opponendosi a ogni forma di cultura dello scarto.

Tornando all’articolo tedesco il riferimento è alla sentenza della Corte Costituzionale del 20 maggio scorso nella quale i supremi giudici hanno stabilito che l’eutanasia, benché non concessa, rimane esente da pena anche se la persona non è stata ancora collegata a un apparecchio che lo tiene in vita. Basta la conferma medica sul fatto che il paziente medico non sarebbe più in grado di sopravvivere senza un apparecchio.

Corte che a questo punto, come è sua prerogativa, sollecita una nuova legge sul suicidio assistito. Non è più tollerabile che ogni volta si debba fare ricorso a un tribunale anche se molti altri dovranno pronunciarsi prima che il Parlamento si decida. L’eutanasia è già depenalizzata in Italia dal 2019; da quando un’altra sentenza stabilì che l’unica motivazione per aiutare un malato a morire è quella, come dicevamo, che possa resistere solo se attaccato a macchinari.

Va ricordato ancora – questo nell’articolo con cui ho aperto il Ristretto di oggi non c’è – che alcune regioni italiane si stanno già muovendo autonomamente. La Toscana l’11 febbraio scorso ha approvato la legge Liberi Subito diventando la prima regione a garantire un iter chiaro, uniforme e regolamentato per il fine vita. Una legge che prevede la risposta della commissione medica entro 30 giorni e la somministrazione del farmaco letale, garantito dalla sanità pubblica, nei sette giorni successivi. E altre regioni, come Campania e Lombardia, stanno procedendo, ma fra mille intoppi e discussioni.

Va detto infine che, sempre a maggio, il governo italiano ha impugnato la legge della Toscana sostenendo che la materia è di competenza esclusiva dello Stato; ricorso ora al vaglio della Corte Costituzionale.

 

 

 

Un argomento tutt’altro che leggero quello che  scelto oggi per aprire il nostro podcast; un argomento che, prevedibilmente, sarà uno di quelli che ci accompagneranno per molti mesi fino a, chi lo sa, un nuovo referendum. Referendum nel quale, se ci dovesse essere, vedremo che il quorum verrà raggiunto, come ai tempi del divorzio e dell’aborto.

Parliamo di vacanze. Fra due giorni è estate.

Sempre dalla Germania, da Francoforte, la Frankurter Allgemeine Zeitung titola “Attesi numeri record per il turismo in Italia”.

Cifre, quelle citate, che notoriamente infastidiscono i residenti delle città turistiche maggiormente prese di mira. Qui è il New York Times a dedicare un  servizio alle “Proteste in Europa che prendono di mira il turismo di massa con pistole ad acqua e trolley”

Sempre dal fronte del turismo, l’inviato dell’inglese The Guardian è andato a Sirmione. Titolo del reportage: “Keep calm and enjoy”,

Sirmione che ha assunto un corpo di tutor, chiamiamoli così, che con gentilezza, e senza dare multe, aiutano i visitatori a muoversi invitandoli a comportarsi in modo consono. Perchè, come si sa, l’estate si porta dietro anche gli accaldati che non ci trovano nulla di male nell’andare in giro in costume da bagno.

Come a Gallipoli, ricorda il sito di viaggi francesi Ulysse.com, dove “per questa categoria di turisti ci sono multe fino a 150 euro”.

Più inedita invece, come riportato dall’austriaco Heute, la decisione del Comune di Capri di “vietare le molestie ai turisti”.

Ascoltate nel podcast di che cosa si tratta. E appuntamento a domani