21 Lug Giornalista condannata: un boomerang internazionale su Meloni
L’ossessione di Giorgia Meloni per le critiche dei giornalisti ha portato all’effetto paradossale di dare una popolarità internazionale alla giovane giornalista free lance Giulia Cortese che tre anni fa la mise alla berlina, con un paio di tweet, sulla sua altezza. Qualcosa dei tipo “Sei una donnetta, per di più alta un metro e venti”
Come ogni volta Giorgia se la è legata al dito, ha querelato la pubblicista, non ha ritirato la denuncia nemmeno quando è diventata primo ministro e la settimana scorsa c’è stata la sentenza del Tribunale di Milano: Giulia Cortese dovrà pagare 5mila euro alla Meloni per l’offesa; perché la premier è alta 1,63 e non 1,20. E a quanto pare la collega pagherà. dal momento che rischia spese molto maggiori in caso di ricorso in appello. E anche perché alla fine l’effetto mediatico ottenuto vale molto più di una vittoria giudiziaria: di Giulia Cortese, una giornalista della quale pochissimi di noi avevano sentito parlare, ora si sta scrivendo letteralmente in tutto il mondo. E se ne sta scrivendo per evidenziare quanto sia stato sproporzionato sparare con un cannone contro la zanzara che ti ha punto.
Dell’attacco alla stampa da parte del governo italiano a causa, o per merito di Giulia, si sta scrivendo in tutta Europa, e anche fuori. Abbiamo trovato articoli sulla stampa turca, su quella tunisina, sudafricana e americana. Per tutti prendo l’articolo di Politico che dagli Stati Uniti titola: “Giornalista italiana multata di 5mila euro per avere preso in giro l’altezza della premier Meloni – L’Italia è stata criticata per avere applicato la legge sulla diffamazione a danno dei giornalisti”
Spiega Politico che non solo la denuncia partita nel 21, quando la Meloni era solo il capo dell’opposizione, non è stata ritirata con l’approdo a Palazzo Chigi, in una sorta di perdono visto il cambio di status della parte offesa, ma che la premier non ha nemmeno accettato l’offerta di una lettera di scuse per ritirare la querela. La giornalista monella andava trascinata davanti a un giudice e punita. Per averle dato della donnetta. [Pensiamo al povero Brunetta quanti soldi avrebbe potuto fare se, al contrario, non si fosse comportato da signore].
Un clamore mondiale immaginiamo inaspettato anche dalla stessa Meloni e ch,e per di più, arriva nel momento in cui la Commissione Europea ha pubblicato il j’accuse contro, letteralmente, “le tendenze negative nel panorama mediatico italiano”
Commissione Europea, dicevamo, e nel weekend qualche analisi è stata pubblicata anche sullo sgarbo di Meloni alla sua ex amica carissima Von Der Leyen, votandole inutilmente contro per la prossima presidenza.
Titola Reuters: “Meloni ha messo al primo posto le preoccupazioni interne nel respingere Von Der Leyen”
E, come sottolineano un paio di giornali spagnoli, un primo contraccolpo all’Italia è arrivato con la scelta del candidato spagnolo come rappresentante della Nato per il Mediterraneo. El Correo titola “L’Italia protesta davanti alla Nato per la scelta di uno spagnolo come rappresentante nel Mediterraneo”.
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Restiamo in Spagna per una notizia di cronaca che ci riguarda: la sparatoria in uno stabilimento balneare di Torre Annunziata. Quando c’è aria di Gomorra la notizia diventa golosa.
Il titolo di ABC è “Due uomini incappucciati irrompono su una spiaggia a Napoli armati di fucili e seminano panico fra i bagnanti”
Altra notizia di cronaca italiana che ha suscitato scalpore e emozione è quella della bimba lasciata in auto dal padre in un parcheggio sotto il sole e uccisa dal caldo. Qui il titolo lo prendiamo dalla Augusburger Allgemeine: “Padre dimentica la figlia in macchina, bimba muore per il troppo caldo”
Buon ascolto di tutto. E a domani