27 Mag Giovani in fuga: mai così tanti
Giovani italiani in fuga: record di emigrazione tra i laureati. Germania, Regno Unito, Svizzera e Spagna le mete più scelte. Un fenomeno che mina la ripresa economica e svuota il futuro del Paese.
Italia e Danimarca a capo della richiesta di revisione della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo. Lamentano sentenze anacronistiche e chiedono mani più libere sui rimpatri.
Carrara tra marmo e ambiente: una difficile convivenza raccontata da Al Jazeera. L’estrazione industriale inquina. Traffico e incidenti pesano sulla comunità locale.
Allarme lupi sulla costa Adriatica. Ripetute scomparse di animali domestici tra Civitanova Marche e Porto Recanati. E nel Trentino un altro orso lascia una scia di pecore e agnelli uccisi.
L’economia italiana tiene, gli sforzi di Giorgetti e Meloni, come rimarcavamo anche ieri, sono riconosciuti da un numero crescente di testate finanziarie internazionali, oltre che dalle agenzie di rating ma, come titolava un paio di giorni fa il Times da Londra, “I giovani italiani bocciano il piano Meloni per rilanciare l’economia e vanno all’estero”. Nel 2023 sono emigrati circa 21mila italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni con un aumento del 21 per cento rispetto l’anno precedente, raggiungendo un nuovo record di partenze. Insomma i giovani al nuovo miracolo italiano non ci credono; per lo meno non ci credevano due anni fa.
I dati riferiti dal Times sono dati Istat e parlano di una massa di giovani più della metà dei quali già in possesso di una laurea. Ovvero se ne va quella che potrebbe essere la classe dirigente di domani e questo depone male per le prospettive di ripresa. E se allarghiamo lo sguardo all’intero decennio 2014-2023 coloro che hanno lasciato la penisola sono più di un milione dei quali 367mila giovani di cui 146mila laureati.
Se ne vanno, dicono, perchè in Italia è più difficile trovare lavoro e anche quando lo trovi l’ambiente è meno giovane e dinamico. E le destinazioni principali sono, in ordine di scelta, Germania con tremila italiani che vi si sono trasferiti sempre nel 2023, poi Regno Unito con 2.400 trasferiti, Svizzera, 2300 e Spagna, 1900.
Un esodo – scrive l’autorevolissima testata londinese – che mina il piano della premier italiana di rilanciare l’economia nazionale che è sì’ cresciuta, ma solo dello 0,7 per cento lo scorso anno; percentuale di gran lunga inferiore a quella spagnola, cresciuta del 3,2 per cento con un inatteso boom post Covid. E, aggiunge sempre il Times, l’Italia non è davvero nella posizione di poter perdere laureati in quanto ha già uno dei più bassi tassi di frequenza universitaria pari al 21,6 per cento, la metà di Francia e Spagna.
Se è vero che il tasso di occupazione lo scorso anno è cresciuto dell’1,5 per cento, con 352mila nuove assunzioni, è altrettanto vero che molti di questi nuovi posti di lavoro sono andati agli over 50. In Italia quasi un quarto della popolazione resta a rischio povertà o esclusione sociale. Con le nascite crollate lo scorso anno a 370mila – pari a circa la metà dei decessi – un quarto degli Italiani ha ora più di 65 anni e per la prima volta gli ultraottantenni superano per numero i bambini sotto i dieci anni. E due trzu dei giovani sotto i trentaquattro anni vivono ancora coi genitori. Che poi chiamarli giovani a 34 anni…
Intanto continuano, dal resto del mondo, le critiche alle restrizioni sulla cittadinanza italiana per i discendenti di italiani nati all’estero. Articoli che si somigliano un po’ tutti e che non vi sto a ripetere anche oggi. Solo un titolo, quello dell’India Times, giusto per dire la portata della notizia, che titola “L’Italia modifica le regole sulla cittadinanza per le persone con radici ancestrali della nazione”.
Ancora una notizia politica che ci riguarda, ancora una notizia riguardante, soprattutto, gli immigrati. Qui la riferisce France24, titolo: “L’Italia e gli altri Stati membri dell’UE sollecitano un ripensamento della Convenzione europea sui diritti dell’uomo”.
Fuor di politica. Sul sito di Al Jazeeera, la rete satellitare araba, trovo un interessante articolo sull’estrazione del marmo in Toscana dal titolo: “Resistenza ed estrattivismo: Dentro Carrara, la patria italiana del marmo bianco”
Andando verso la chiusura, l’Italia del 2025 si trova a dover gestire una convivenza sempre più stretta, e certamente non facile, tra uomo e natura. Dai grandi predatori che riconquistano territori e nuove sfide ambientali come le zanzare.
Citiamo una serie di articoli, tutti provenienti da testate tedesche e austriache. Watson, dalla Germania, sotto al titolo “allarme lupi sulla costa Adriatica” sottolinea come, soprattutto nelle Marche, tra Civitanova e Porto Recanati, si moltiplicano i casi di animali domestici scomparsi o trovati morti. E la spiegazione che si danno gli esperti è che in zona ci sia un branco di lupi, circostanza che accentua la tensione e la preoccupazione per la sicurezza delle comunità locali.
Poi gli orsi. La Frankfurter Randschau riferisce di un episodio nel Parco Nazionale dello Stelvio dove un turista ha dovuto atleticamente rifugiarsi sul tetto di una baita per sfuggire a un orso.
C’è anche l’altro orso del Trentino, del quale parlano Merkur e Rosenheim 24, giornale entrambi bavaresi, che ha lasciato una scia di pecore e agnelli uccisi.
E poi, ultime ma non da ultime ci sono le fastidiosissime zanzare. E qui è sempre Merkur, da Monaco, che parla della grande invasione sul Lago Trasimeno.
Buon ascolto e a domani