Giustizia per la Terra dei Fuochi

Giustizia per la Terra dei Fuochi

 

Corte Europea: l’Italia violò i diritti umani nella Terra dei Fuochi. Ora deve individuare una strategia per contrastare la contaminazione e risolvere i problemi legati alla salute dei tre milioni di residenti.

Speranze di giustizia distrutte: le vittime di al Masri parlano al Guardian dicendosi tradite dal Paese che, solo a parole, offre loro protezione: “i nostri aguzzini girano liberamente nelle nostre città”.

Garante della privacy contro DeepSeek: rimossa la app della chatbox cinese dagli store italiani di Apple e Google.

Piste da sci in rivolta. Roccaraso cerca di arginare l’invasione dei pullman portati da influencer troppo… influenti. Al contrario Roma comincia a lamentare un afflusso inferiore a quello temuto e segretamente sperato.

 

 

Apertura oggi per il riconoscimento che gli abitanti della cosiddetta Terra dei Fuochi hanno ricevuto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Come titola The Independent: “Corte Europea: l’Italia ha violato il diritto alla vita delle popolazioni che vivono nella discarica tossica di Napoli”

Il governo ha ora l’obbligo, con sentenza vincolante, di elaborare una strategia per affrontare e monitorare la contaminazione e i conseguenti problemi di salute. E, per una volta gli va riconosciuto, se ricominceranno la litania delle responsabilità di quelli di prima questa volta ne hanno diritto: i primi accertamenti risalgono alla fine degli anni ottanta, a trentacinque anni fa.

Praticamente la Corte di Strasburgo ha confermato che nell’area dei 90 comuni individuati come Terra dei Fuochi, e dove vivono poco meno di tre milioni di persone, sono stati registrati casi abnormi di cancro e di inquinamento delle falde acquifere. E la stessa Corte ha stabilito che le autorità italiane erano a conoscenza dell’inquinamento, attribuito alla Camorra, fin dal 1988 ma nessuno ha mai affrontato davvero la questione e non ha fatto quanto era necessario per proteggere la vita dei residenti. E dal 1988, sia a livello nazionale sia regionale si sono veramente alternati tutti, da Andreotti a Ciampi, da Berlusconi a Dini, Prodi, Renzi, e giù per i rami.

Le stesse autorità europee affermano che la contaminazione è dovuta al racket multimiliardario della camorra. Criminalità che per decenni ha sversato su quel territorio rifiuti tossici conferiti principalmente da quelle industrie del ricco nord che non si fanno domande du dove vada a finire la loro spazzatura. Rifiuti speciali di cui si liberano a prezzi molto inferiori rispetto al costo dello smaltimento legale. Un meccanismo confermato dagli stessi pentiti che hanno portato la polizia sui luoghi dove l’organizzazione cui appartenevano si librava dei veleni chimici. Polizia che poi, nel corso degli anni, è riuscita a chiudere pozzi di irrigazione contenenti alti livelli di piombo, di arsenico, e di solvente industriale. Pozzi i cui liquami finivano nell’irrigazione dei campi e negli ortaggi che in quella zona i residenti mangiavano e che da quella zona venivano esportati.

 

 

Arresto e della successiva liberazione del libico alMasri. Human Right Watch, la ONG internazionale con sede a New York che monitora il rispetto dei diritti umani, che pubblica un articolo dal titolo “Da Israele alla Libia, l’Italia protegge i presunti criminali di guerra”

E a proposito delle vittime c’è il Guardian, da Londra, con “Le speranze di giustizia dei rifugiati distrutte dopo che l’Italia ha rilasciato il sospettato di crimini di guerra in Libia”.

Intelligenza artificiale. Berliner Zeitung: “la app di Deep Seek è stata tolta dagli store digitali italiani di apple e di Google”.

Altra notizia italiana che ha molto incuriosito la stampa estera è quella dell’invasione di Roccaraso. Titola CNN: “Caos nella stazione sciistica italiana invasa dai turisti di Tik Tok”.

Overtourism che però sembra anche far paura ai turisti se, come scrive la Berliner Morgenpost, “Le camere d’albergo di roma si svuotano improvvisamente”

Prossimo appuntamento a lunedì. Buona giornata a tutti