Grazie a Nordio don Reverberi evita il processo

Grazie a Nordio don Reverberi evita il processo

 

Don Reverberi, il cappellano militare accusato di avere preso attivamente parte a almeno un omicidio di Stato durante la dittatura argentina, è salvo dal processo. Riparato in Italia, nel suo paese emiliano d’origine, quando nel 2011 iniziò a Mendoza il processo per crimini contro l’umanità, ora può stare tranquillo. La giustizia argentina lo ha richiesto, l’estradizione è stata concessa e confermata anche in Cassazione nello scorso ottobre, ma al momento di metterlo su un aereo è intervenuto il Ministro della Giustizia: don Reverberi ha 86 anni, è troppo anziano, resterà qui.

Anche questa è una di quelle notizie che i nostri giornali confinano in qualche taglio basso, quando la pubblicano, e della quale all’estero scrivono molto di più. Soprattutto la stampa latino americana anche se noi ce la facciamo raccontare dall’inglese Guardian che titola “L’Italia rifiuta di estradare in Argentina un sacerdote accusato di omicidio e tortura”. Un caso che, durante i passaggi delle diverse fasi, anche Ristretto Italiano ha seguito con attenzione.

Ricorda, il cronista del Guardian, che don Franco Reverberi, oggi 86enne, prestò servizio come cappellano durante il regime militare argentino dal 1976 al 1983 ed è accusato dell’omicidio, nel 1976, dell’attivista politico ventenne Jose Guillermo Berón, oltre che di avere partecipato personalmente alle torture.

Reverberi, che possiede entrambe le nazionalità, Argentina e Italiana, riparò in Italia nel 2011 quando iniziò il processo che lo riguardava ritornando a Sorbolo, sua città Natale. E a Sorbolo ha continuato a celebrare messa, a negare sempre qualsiasi addebito e senza che il Vaticano lo scomunicasse.

A ottobre la Cassazione ha respinto, in via definita, il suo ricorso confermando di fatto l’estradizione ma venerdì è subentrato il veto alla riconsegna da parte del Ministro della Giustizia che ha citato l’età avanzata del sacerdote.

L’articolo ricorda poi, per concludere, che negli anni che andarono dal 76 all’83 l’esercito argentino schiacciò sistematizzante ogni potenziale opposizione arrivando a uccidere 30mila persone, quasi tutte non combattenti e disarmate. Le donne incinte venivano mantenute in vita fino al parto dopodiché i figli, circa 500, vennero dati a coppie di militari senza figli. Finora solo 133 di questi figli, oggi tra i 40 e i 50 anni, si sono ricongiunti con nonni e zii.

A chiusura dell’argomento alleghiamo anche quanto scritto da Barron’s, il settimanale del Washington Post, sotto il titolo  “L’Italia blocca l’estradizione di Argentina di un prete indagato per crimini commessi durante la dittatura”.

 

Buongiorno. E buon inizio di settimana. La notizia italiana più battuta nelle ultime ore nel mondo è sicuramente quella del pavimento crollato in Toscana durante una festa di matrimonio; il fatto che, poi, il fatto sia avvenuto in un ex monastero, cosa sulla quale in molti calcano la penna, colloca assolutamente la notizia negli stereotipi legati alla nostra Bella Italia.

Cominciamo con VRT, la rete televisiva belga, che titola “Ballerini cadono dal pavimento di un monastero del XV secolo durante una festa di matrimonio in Italia: 30 feriti compresi gli sposi

ABC News, Stati Uniti: “Il soffitto di un convento italiano crolla durante un ricevimento di nozze”.

Washington Post stesso titolo, stesse informazioni

Dalla Germania BILD: “Decine di feriti! Il soffitto è crollato durante il matrimonio. Tra i feriti anche bambini

Potremmo procedere di questo passo ma le notizie alla fine sono poche e i servizi sono alla fine tutti uguali. Ad ogni moro, riguardo i servizi linkati, la descrizione degli articoli la trovate nell’episodio odierno di Ristretto Italiano e la potete ascoltare attraverso il player a fine pagina.

Politica italiana, ora.  Dalla Francia Sud-Ouest dedica un articolo a “come Giorgia Meloni cerca di seppellire l’abuso di potere”, operazione della maggioranza che, come appare dall’articolo, non scandalizza solo gli italiani.

Ultima notiia quasi comica se non fosse per il dramma che sta vivendo la protagonista. E’ Telemundo Chicago a titolare “Una donna malata di cancro restituisce le pietre rubate a Pompei per liberarsi da una maledizione” . Anche questa storia, legata alla leggenda della maledizione degli Scavi, la trovate nel podcast che potete ascoltare nel player sottostante