I furbetti del Ponte

I furbetti del Ponte

 

 

Il Ponte sullo Stretto diventa spesa militare. Sottoscritto l’accordo, trovato l’inganno: un investimento classificato strategico per raggiungere il 5 per cento del Pil in spese per la difesa senza comprare solo armi e carri armati.

Meloni e la deriva autoritaria: un nuovo allarme della stampa estera. Sotto la lente i decreti sicurezza, il carcere in vista per i dissidenti, la progressiva erosione dello stato di diritto. Ma il consenso resta alto.

Anche i dubbi della Cassazione per l’accordo Italia-Albania sui migranti. Un trattamento che potrebbe violare sia la Costituzione italiana che il diritto internazionale e comunitario.

Caos voli a Milano. 320 cancellazioni e 60mila viaggiatori coinvolti nei disagi di sabato sera. Il racconto di un passeggero: diretto a Bergamo si ritrova a Pisa di notte lontano da tutto. Partono le richieste di rimborso

 

 

 

Spese militari. Ecco la novità e ce la anticipa Politico con il suo pezzo dal titolo “Il grande piano dell’Italia per raggiungere l’obiettivo NATO: un ponte da 13,5 miliardi di euro per la Sicilia”

Yes, avete capito bene: il Ponte si farà e i nostri governanti sono propensi a classificarlo come una spesa legata alla NATO. Che poi sia davvero in linea con gli obiettivi militari dell’Europa è tutto da dimostrare.

L’Italia, ricorda Politico, è una dei Paesi Nato con la spesa militare più bassa: lo scorso anno ha destinato alle forze armate solo l’1,49 per cento del prodotto interno lordo e questo fa davvero sembrare impossibile il raggiungimento dell’obiettivo sottoscritto, quello del 5 per cento, entro il 2035.

Ed ecco il nostro asso nella manica: così come per arrivare al due per cento avevano già ricalcolato tutto e buttato dentro il calderone delle spese per la difesa anche le pensioni dei militari ecco che qui il Ponte potrebbe rivelarsi utile. Non c’è ancora nessuna decisione formale, per carità, ma un funzionario romano alla redazione di Bruxelles ha dichiarato che verrà seriamente valutata la fattibilità.

Una soluzione creativa che a Meloni potrebbe permettere di salvare capra e cavoli: mostrare ai partner che siamo affidabili e in linea con loro e rivendersi a un elettorato italiano, sostanzialmente pacifista e poco incline alle spese di guerra, un’opera che poi è un’opera civile. Del resto nelle regole Nato del 5 per cento, solo il 3,5 per cento è destinato espressamente a fucili, bombe e carri armati; il rimanente 1,5 per cento è per una più ampia resilienza strategica, come le infrastrutture.

Inoltre: etichettare il Ponte come progetto militare permetterebbe al governo di superare alcune delle barriere tecniche e economiche che ne hanno impedito la costruzione in passato; ci sarebbero meno lacci e laccioli.

 

 

 

Ora una notizia buona, la riporta Bloomberg, la più grande agenzia di stampa economica del mondo, ed è quella che dice che “L’inflazione in Italia rimane inaspettatamente stabile al di sotto dell’obiettivo del 2% della BCE”,

 

E’ da qualche tempo che qui a Ristretto Italiano non parliamo di come la nostra premier venga vista dalla stampa estera. Recuperiamo oggi con VoxEurop, la piattaforma internazionale, multilingue, europea, che dedica un’inchiesta ala “Lenta deriva autoritaria dell’Italia di Giorgia Meloni”

Decreti sicurezza e qui c’è la EFE, l’agenzia di stampa statale spagnola, che dedica un lancio alla “Corte di Cassazione italiana che esprime dubbi sulla legittimità costituzionale dell’accordo con l’Albania”.

Tema sul quale, quelli dei profughi e migranti in Italia, sui quali interviene, dopo tanto tempo, anche lo spagnolo El Pais in un articolo dal titolo “L’Italia intensifica l’offensiva contro le ONG che salvano i migranti: processi, spionaggio e un giro del mondo attraverso viaggi assurdi”

Per quanto riguarda le cronache che ci riguardano sono stati numerosi gli articoli sui grandi disagi provocati sabato sera dal guasto al sistema radar dell’aeroporto di Milano Linate. Come racconta Euronews

 

E per lasciarvi il lamento di una turista inglese che ha scritto al Mirror per dichiara al mondo che al Lago di Como non vi tornerà mai più. Indovinate perchè… la risposta la trovate nell’ascolto del podcast di oggi.

 

A domani