ICE a Cortina: barcolla il rapporto di fiducia governo-Italiani

ICE a Cortina: barcolla il rapporto di fiducia governo-Italiani

 

ICE alle Olimpiadi: la tempesta continua. Tajani e Piantedosi assicurano: faranno solo intelligence, chiusi nei loro uffici. Non retate. Ma per le opposizioni l’occasione è d’oro. Reuters nel palazzo romano dove da un anno lavorano decine di specialisti lavorano per la sicurezza olimpionica.

Crans Montana. La stampa svizzera, a una voce, attacca l’ingerenza italiana. “Ci trattano da imputati per usarci nella loro campagna referendaria contro la magistratura italiana”. Un precedente pericoloso nei rapporti di buon vicinato.

Pasdaran nella lista nera UE? Teheran convoca l’ambasciatore italiano: rivedete questo approccio sconsiderato o le conseguenze saranno disastrose.

A 105 dal pediatra: la rinascita digitale della nonna pugliese. Un difetto informatico cancella l’anziano al compimento del secolo e lo reiscrive come neonato. Con tutte le conseguenze per la continuità dell’assistenza.

 

 

Comincia la tua giornata ascoltano il nuovo episodio di Ristretto Italiano, la rassegna quotidiana delle principali notizie estere che riguardano l’Italia e gli italiani, disponibile ogni mattina su tutte le piattaforme podcast.

Oggi partiamo dalla polemica che circonda l’arrivo degli agenti ICE alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: tra rassicurazioni del governo e accuse di “milizia che uccide”, i toni si alzano e la vicenda continua a far discutere la stampa internazionale, da Politico al Financial Times fino ad Al Jazeera.

Dietro le quinte dei Giochi c’è però anche un’Italia che lavora in silenzio sulla sicurezza: una lunga inchiesta di Reuters apre le porte al comando informatico dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza, impegnata a difendere Olimpiadi e Paralimpiadi da attacchi digitali sempre più sofisticati, compresi quelli potenziati dall’intelligenza artificiale.

Dalla sicurezza olimpica passiamo alla crisi diplomatica con la Svizzera sul rogo di Capodanno a Crans-Montana: la stampa elvetica parla apertamente di ingerenza italiana e toni eccessivi. Il quotidiano di riferimento Le Temps firma un editoriale durissimo contro Roma, mentre 24 Heures e La Liberté insistono sul disagio di magistrati e mondo politico di Berna e Friburgo, come raccontano i loro pezzi su Le Temps24 Heures e La Liberté.

Restiamo all’estero ma torniamo alla politica italiana con la tribuna economica di Le Monde, che descrive Giorgia Meloni come “maestra della politica del non fare”: quattro leggi di bilancio prudenti, apprezzate dai mercati, ma incapaci di rispondere al declino demografico, ai salari fermi e alla produttività stagnante.

Sul fronte mediorientale, l’iniziativa italiana di spingere l’Unione europea a inserire i Pasdaran iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche scatena la reazione di Teheran: il ministero degli Esteri iraniano convoca l’ambasciatore italiano e avverte di “conseguenze distruttive”, come riferisce ancora Reuters.

Chiudiamo con una storia che fa sorridere ma dice molto sullo stato dei nostri sistemi digitali: dalla Spagna, La Razón racconta il caso di una centenaria salentina di 105 anni che si ritrova, per un errore informatico, cancellata dall’assistenza ordinaria e iscritta come paziente pediatrica. Un piccolo “glitch” di sistema con effetti molto concreti sulla vita reale.

Ci sentiamo domani, come sempre di primo mattino, con un nuovo episodio di Ristretto Italiano e una nuova rassegna di come il mondo parla di noi.