29 Apr Il 25 aprile della discordia
25 aprile dimenticato. Della liberazione italiana hanno scritto praticamente solo i giornali esteri. Ecco come la stampa internazionale racconta la Repubblica di Salò e la fine ingloriosa di Mussolini.
E dalla Radio Televisione Svizzera antonio Scurati avverte: i fantasmi del fascismo sono ancora con noi. Il decreto sicurezza sta a dimostrarlo.
Meloni tra Europa e Stati Uniti: una diplomazia ad alto rischio secondo la stampa australiana. Intervistato da una rivista spagnola Romano Prodi dice: Bruxelles ha sempre meno voce in capitolo.
70 detectives sulle sue tracce. Arrestato a Pistoia il killer della moschea francese. Voleva replicare a breve.
Una considerazione amara in apertura: del 25 aprile, della sconfitta del fascismo in Italia, dell’anniversario dell’esecuzione di Mussolini si parla molto di più all’estero di quanto non accada in Italia. E l’amarezza di questa considerazione sta nel sostanziale silenzio della nostra stampa, anche main stream, sulla moltiplicazione degli atti di intolleranza contro gli antifascisti cui stiamo assistendo. Non fosse che per la copertura che arriva dai social, oggi ben poco sapremmo della Digos che ha identificato per due volte nello stesso giorno la fornaia di Ascoli che aveva esposto uno striscione sulla bellezza del 25 aprile, poco sapremmo del raduno fascista di domenica a Dongo; poco anche sulla direttrice del cimitero acattolico di Roma che ha vietato a un gruppo di attivisti, che volevano celebrare l’anniversario della morte di Gramsci, di entrare con le bandiere rosse. Perché il rosso è un colore divisivo, ha detto. Praticamente per non disturbare il manovratore.
Ma c’è pur sempre la stampa estera. Importanti testate internazionali che all’ottantesimo della Liberazione d’Italia hanno dedicato articoli e servizi.
BBC Mundo, per esempio, che in un lungo servizio spiega ai suoi telespettatori “Cos’era la Repubblica di Salò, lo stato fantoccio nazista guidato da Mussolini fino al giorno della sua esecuzione, 80 anni fa”
Un articolo che ricorda come Salò sia stato fondato all’indomani dell’otto settembre del 43 dopo che Hitler fece liberare, con un’azione spettacolare, il Duce dalla sua prigione sul Gran Sasso. Quella volta Hitler lo portò nel proprio quartier generale dicendogli “ti ho liberato, ora occupati, per me, dell’Italia non ancora liberata”. E’ così che – scrive BBC Mondo – Mussolini diventa un dittatore burattino consapevole della sua umiliante sottomissione a Hitler. E da quel momento la Repubblica Sociale collaborò con i nazisti nella repressione, inclusa la persecuzione degli ebrei italiani con circa 7mila deportati a Auschwitz. Non solo: si moltiplicarono le esecuzioni sommarie di partigiani e oppositori, inclusi i membri del Gran Consiglio del Fascismo che avevano tradito Mussolini, tra i quali il genero del Duce, Ciano.
Uno Stato nello Stato che visse un anno e mezzo; fino all’aprile del 1945. Il 25 con il completamento della liberazione di tutta l’Italia settentrionali, il 27 quando Mussolini e l’amante Petacci furono catturati dai partigiani sulla via della tentata fuga in Svizzera, il 28 quando i loro corpi, dopo una fucilazione senza processo, vennero esposti al pubblico disprezzo in piazzale Loreto a Milano. E – conclude la BBC – fu la fine di Mussolini, la fine della Repubblica di Salò e la fine dell’Italia fascista.
Dalla Germania, uno dei più autorevoli settimanali di informazione, Der Spiegel, aggiunge alla narrazione degli ultimi giorni del fascismo una breve ricostruzione di “Come il dittatore morto scomparve in Italia dopo la fine della guerra”
Chiudiamo l’argomento con la Radio Televisione pubblica Svizzera, da Zurigo, che intervista Antonio Scurati sul fascismo di ritorno cui stiamo assistendo. Titolo “L’esperto di Mussolini Scurati rileva cambiamenti inquietanti”. Scurati è l’autore di cinque best seller sul fascismo tra i quali il notissimo “M – l’uomo del secolo”
Giorgia Meloni, ora, e la collocazione italiana sulla scena internazionale con la sempre meno nascosta ambizione della nostra premier di diventare, lei, il centro delle interlocuzioni fra Europa e Stati Uniti.
Dall’Australia The Conversation titola “Funzionerà il ponte della Meloni”?
Un’opinione sull’Europa di oggi, invece, da Madrid la rivista di geopolitica Agenda Pùblica la chiede a Romano Prodi, politico italiano di grande rilevanza che, tra le altre cose, fu anche presidente della Commissione a inizio anni duemila.
Ha riscosso una certa eco internazionale “l’arresto, in Italia, del killer della moschea francese” come ha titolato Reuters.
https://www.reuters.com/world/europe/french-mosque-murder-suspect-detained-italy-2025-04-28/
Come riporta da Parigi l’Humanitè, Olivier H, 20 anni, venerdì scorso ha accoltellato a morte un giovane islamico dentro la moschea del piccolo centro di La Grand-Combe, nel Gard.
Finale con un warning ai turisti che visitano l’Italia. Questa volta viene dal Belfast Live e mette in guardia conto una delle tante trappole inventate dal genio italico.