20 Ago Il clima fa strage di ghiacciai
L’ambiente minacciato dal clima. Scomparsi sotto le frane quasi due chilometri del ghiaccialo lombardo del Ventina. Troppo pericoloso anche per gli scienziati che d’ora in poi affideranno le misurazioni ai droni. Accelerazione record dal 2021
Più pericolose del vulcano: Stromboli assediata dalle capre. Centinaia di animali inselvatichiti devastano campi e terrazzamenti, entrano nelle case e in cerca di cibo attaccano i residenti. Da settembre arrivano i cacciatori
Gaza, fame e propaganda. Il bimbo palestinese di cinque anni arrivato a Verona solo pelle e ossa è stato dimesso. Ora pesa venti chili. E i sanitari veronesi confermano che non ha alcuna malattia genetica, era solo mancanza di cibo.
Alta Velocità, maxi-contratto da 1,6 miliardi al Sud. We Build guiderà i lavori Salerno–Reggio Calabria: tunnel da 15 km, nuove stazioni, 1500 posti di lavoro.
Non buona la notizia di apertura, ripresa da molta stampa estera, sull’accelerazione dei tempi di scioglimento dei nostri ghiacciai alpini. Se ancora qualcuno avesse dei dubbi sugli effetti catastrofici del cambiamento climatico. In particolare, questa volta, si tratta del ghiacciaio del Ventina, in Alta Lombardia, che come scrive Euronews “non è più misurabile a causa dei cambiamenti climatici”. Dopo 130 anni di misurazioni sul campo, il ritiro di questo ghiacciaio italiano sarà ora studiato a distanza a causa del rapido scioglimento e dell’instabilità del terreno.
Dopo il giugno torrido di quest’anno i geologi hanno fatto l’amara sorpresa che i pali tradizionalmente usati per misurare ogni anno il ritiro del ghiacciaio ora sono sepolti da frane. Il ghiaccio non c’è più. E questi detriti franosi rendono il terreno tanto instabile da sconsigliare la presenza in loco di umani, anche solo per i rilievi. Per cui d’ora in poi solo droni e telerilevamento.
Secondo gli esperti la lingua del ghiacciaio Ventina ha già perso un chilometro e sette di lunghezza da quando nel 1885 furono posizionati i primi punti di riferimento. Ma la vera accelerazione c’è stata negli ultimi dieci anni con la perdita di 431 metri, quasi la metà dei quali dopo il 2021.
I ghiacciai montani italiani, che si estendono sulle Alpi e sulle Dolomiti, oltre che sugli Appennini centrali, si stanno ritirando da anni a causa della mancanza di neve in inverno e delle estati sempre più calde. Per rigenerarsi e mantenere l’equilibrio alla fine dell’estate sulla superficie del ghiacciaio deve rimanere una certa quantità di neve invernale residua. E questo accade sempre meno frequentemente. Rispetto all’epoca preindustriali le Alpi hanno perso oltre il 64 per cento del volume.
A febbraio la rivista Nature ha pubblicato uno studio che dimostrava come i ghiacciai del mondo abbiano perso ghiaccio a un ritmo di circa 231 miliardi di tonnellate l’anno tra il 2000 e il 2011, ma che nel decennio successivo la perdita è aumentata fino a circa 314 miliardi di tonnellate l’anno.
Abbiamo cominciato parlando d’ambiente ed è perciò che continuiamo con le capre di Stromboli. Titola Oksijgen dalla Turchia “Villaggio italiano dove le capre sono un pericolo quasi più incombente del vulcano”
Abbandoniamo l’ambiente. La vera notizia del giorno, che a dire il vero non ci riguarda più di tanto, è quella del vertice di lunedì dei leader europei alla Casa Bianca. Ci riguarderebbe per la presenza della nostra premier, presenza che, non essendo stata epocale, è stata poco coperta dalla stampa internazionale. Non fosse che per quel saluto indiano rivolto alla capa del protocollo statunitense, Monica Crowley, che non è sfuggito alla stampa indiana. Titola The Times of India “Il primo ministro italiano Giorgia Meloni saluta i funzionari statunitensi con un namastè; i netizen lo chiamano effetto Modi”.
Teatri di guerra, dall’Ucraina a Gaza non si placa il cinico sfruttamenti del bambini malnutriti da parte della propaganda israeliana. Parlavamo lunedì della ragazza deceduta per malnutrimento poco dopo essere giunta all’ospedale di Pisa. In molti ricorderanno anche il piccolo Osama al-Raqab, quando a giugno arrivò all’ospedale di Verona, paurosamente pelle e ossa, per essere curato. La sua foto fece il giro del mondo a testimonianza della fame che uccide adulti, e soprattutto bambini, nella striscia di Gaza. Oggi la Frankfurter Allgemeine Zeitung ne ricostruisce la storia titolando “Bambino di Gaza dimesso dall’ospedale in Italia”.
Ieri parlavamo dell’Italia che ha raggiunto la Gran Bretagna come qualità della vita e benessere medio dei cittadini. Oggi tocca alla Francia con Le Monde che dedica un articolo alla “Francia che rischia di pagare più dell’Italia per il suo debito”.
Un altro passo verso il Ponte sullo Stretto. Qui è il Washington Post a dare la notizia che “Il consorzio guidato da We Build si aggiudica un contratto da 1,9 miliardi di dollari in Italia”
Sentire ora tutto quello che si dice di noi Italiani ascoltando il podcast. Noi ci risentiamo domani.