Insediamento di Trump: dall’Europa solo la Meloni

Insediamento di Trump: dall’Europa solo la Meloni

 

Cambio della guardia alla Casa Bianca. Meloni unico capo di governo europeo presente. Gli altri non sono stati invitati. Con la nostra premier a Washington tutti i leader della destra più estrema, dallo xenofobo francese Zemmour a Alternative Fur Deutschland.

Liberazione di Cecilia Sala: Roma smentisce ufficialmente che, come scritto dal New York Times, sia intervenuto personalmente Musk sull’Iran. Cecilia Sala che in una intensa intervista al quotidiano newyorchese dice “Sono stata incastrata in un gioco più grande di mae. Sarebbe potuto durare anni, sarei potuta impazzire”

Sbarchi dal Nord Africa. Frontex certifica: più che dimezzati nel 2024. Pagare Tunisi ha dato i suoi frutti. Ed è fin partenza un altro assegno da 400 milioni.

Quindici anni fa la morte di Bettino Craxi. Lo ricorda con un lungo articolo la redazione spagnola di Publico.

 

 

Meloni, Meloni e ancora Meloni. Nel giorno del cambio della guardia alla Casa Bianca, con il ritorno di Donald Trump, se la stampa estera scrive di noi lo fa per sottolineare come la nostra premier sia, in un qualche modo, l’ospite straniero maggiormente di spicco. Anche perchè gli altri leader o non sono stati invitati o non ci vanno.

Vediamo più nei dettagli, partendo dall’inglese The Guardian che titola “Giorgia Meloni si unirà alle personalità dell’estrema destra all’insediamento di Donald Trump”

Nonostante gli “ancora non so… forse andrò… forse no…” la sua presenza all’ultimo è stata confermata assieme a quella di altre personalità europee, ma solo della destra estrema. Come il francese Eric Zemmour, ex candidato all’Eliseo, noto per la sua xenofobia e per questo già condannato per incitamento all’odio, o il leader tedesco di Alternative Für Deutschland Tino Churpalla, o ancora il belga Van Grieken. E poi vecchie conoscenze, sempre di destra-destra per dirla alla Gruber, come l’inglese Nigel Farage, leader del partito anti immigrazione britannico. Orbàn, altro sostenitore europeo di Trump benché invitato non ci sarà. E il resto dell’Europa? Percè non ci sono? Non sono stati invitati, dal premier laburista inglese Starmer, al presidente francese Macron, alla stessa Von Der Leyen. Del resto la presenza dei capi di stato all’insediamento dei presidenti alla Casa Bianca non è una consuetudine. E quella di Trump sarà una specie di festa per gli amici.

Altri articoli degni di menzione che parlano di Meloni alla festa che si terrà in Campidoglio sono Politico con “L’italiana Meloni parteciperà all’insediamento di Trump” e Barron’s “L’Italiana Meloni guida gli sforzi europei per ammaliare Trump”.

Politico nel suo articolo ricorda come, Trump a parte, che ha incontrato solo due volte negli ultimi due mesi, Meloni sia amica personale di lunga data di Elon Musk. Barron’s invece riprende il ragionamento, che qui a Ristretto Italiano abbiamo già fatto più volte, della possibilità che Meloni possa essere, già ora e per i prossimi anni la mediatrice tra l’Europa e gli Stati Uniti di Trump. Mediatrice se non addirittura, come parecchi altri scrivono, portavoce-sussurratrice. Di certo è che oggi, altra cosa inedita per un insediamento alla Casa Bianca, la Rai farà una lunga diretta da Washington.

 

 

Altra stampa estera, sempre a proposito di questi temi, torna sulla smentita della notizia data nei giorni scorsi dal New York Times circa l’interessamento personale di Elon Musk nella liberazione di Cecilia Sala. Ora la smentita arriva dall’altrettanto autorevole Reuters che titola “Musk non ha avuto alcun ruolo nel rilascio della giornalista detenuta in Iran, afferma l’Italia”.

Cecilia Sala, dicevamo. Qualcuno di voi l’avrà forse vista ieri sera da Fazio. Su di lei pubblica un bell’articolo intervista anche il New York Times dal titolo “Il calvario di una reporter italiana in prigione in Iran: ero intrappolata in un gioco più grande di me”

Tornando a Meloni c’è una lunga inchiesta sull’inglese Telegraph su “Come l’Italia ha fermato le imbarcazioni dei migranti”.

E a riprova del rubinetto sempre aperto con la Tunisia oggi il sito Maghreb Emergent pubblica la notizia che “L’Italia concede 400 milioni di euro alla Tunisia per sostenere la sua sicurezza alimentare”

Tunisia come il Paese dell’autoeisilio di Bettino Craxi del quale ricorre in questi giorni l’anniversario, il quindicesimo, della scomparsa. Lo spagnolo Publico titola “Luci e ombre di Bettino Craxi, l’ultimo socialista che l’Italia non dimentica”

Un caro saluto a tutti e a domani