Italia-Albania: il fallimento australiano non ha insegnato nulla

Italia-Albania: il fallimento australiano non ha insegnato nulla

“Niente di fuori dagli schemi nell’accordo Italia Albania in materia d’asilo”  Con qualche settimana di ritardo, ma certamente non fuori tempo massimo, al Jazeera dice la sua sul piano Meloni salutato dalla stessa Von Der Leyen con una cosa buona, giusta e fuori dagli schemi; piano che  invece rischia di rivelarsi solo un’altra infilata di costosi processi per violazione dei diritti umani.

Un progetto che per i primi cinque anni costerà almeno 670 milioni di euro e che prevede che una volta intercettati i barconi, quando sono ancora fuori dalle acque territoriali, le donne e i minori vengano divisi dagli uomini adulti e questi ultimi trasportati direttamente in Albania senza poter prima mettere piede su suolo europeo. E da lì rimandati al via se non saranno in grado di dimostrare di avere diritto a richiedere asilo. Per la Von Der Leyen, e altri estimatori europei della Meloni, una iniziativa basata sull’equa condivisione delle responsabilità con i Paesi terzi e in linea con gli obblighi previsti alla UE e dal diritto internazionale.

Non importa – commenta Al Jazeera, che l’accordo costituisca in realtà una violazione del diritto internazionale che regola i salvataggi in mare nonché una violazione del divieto di detenzione automatica. E non è inoltre chiaro – continua il servizio del network del Qatar – il motivo per cui l’Albania, un Paese che è stato a sua volta colonia italiana senza aver avuto alcuna responsabilità nella catastrofica impresa coloniale europea, dovrebbe essere responsabile dell’onere di gestire i rifugiati in fuga da quell’Africa devastata. “Il cielo non voglia – continua sarcastica l’autrice del servizio – che gli africani di oggi si ritengano autorizzati a venire a cercare lavoro o una vita migliore in Italia.

E a parte questo: ma fuori dagli schemi che cosa c’è, poi? Da più di vent’anni l’Australia applica questo metodo, fisicamente e psicologicamente distruttivo, che tanti suicidi ha provocato. Oltre alla spesa folle arrivata a un milione e ottocentomila sterline l’anno per ogni singolo richiedente asilo sulle isole di Nauru e Manus.

E sempre a proposito di schemi sembra diventare operativo a luglio il progetto britannico di deportare i profughi in Ruanda. Lontani dagli occhi e dal cuore.  Quindi alla fine l’unica unicità del progetto italo-albanese è che i centri di lavorazione di Shengjin e Gjadar saranno sotto la giurisdizione italiana anziché albanese. Un po’ coloniale, no? E non certamente meglio dell’orrore dei tempi di Renzi-Gentiloni-Minniti quando i migranti venivano riconsegnati alla Libia con ciò che succedeva, e succede, in quei centri.

Secondo Meloni, conclude il servizio, l’accordo Italia Albania è un modello che potrebbe essere replicato in molti Paesi e potrebbe addirittura entrare a far parte della soluzione strutturale della UE. Ma se questo è un pensiero fuori dagli schemi è tempo di rientrare negli schemi.

 

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