11 Ago La barca dei balneari non va più
Il ferragosto delle spiagge deserte: la barca dei balneari non va più. Cambia la villeggiatura degli Italiani. Del nostro caro lettino si scrive anche a Londra. E anche le vacanze al Lago perdono il loro smalto. Ormai non vengono più nemmeno i tedeschi.
Messina in rivolta contro il Ponte. I residenti difendono paesaggio e casa. Temono mafia e terremoti. Cinquecento famiglie a rischio esproprio.
Botulismo. Calabria sotto shock per il panino ai broccoli. L’emergenza alimentare si trasforma in tragedia collettiva. Due morti, più una a Cagliari, e 14 ricoveri.
Sulle spiagge italiane i reperti dell’inquinamento moderno. Tra flaconi, tappi e bottiglie senza messaggi buttati negli ultimi decenni arriva il museo dell’Archeoplastica. C’è anche un 45 giri di sessant’anni fa ancora riproducile.
Comincia oggi la settimana di ferragosto. Buongiorno a tutti e buongiorno a voi, cari amici di Ristretto Italiano. Ristretto che fino a mercoledì ancora uscirà e poi, ci perdonerete, si prenderà due giorni aggiuntivi di riposo.
Ferragosto con il suo immancabile tormentone che quest’anno è quello delle spiagge vuote. Presto per dire se il trend di luglio, che ha visto calare le presenze del 30 per cento e oltre, sarà confermato anche per le prossime due settimane; quel che è certo è che siamo di fronte a uno psicodramma nazionale che coinvolge tutti. Chi dà la colpa all’avidità dei balneari, chi al calo del potere d’acquisto che già mette in difficoltà le famiglie anche senza pensare al caro spiagge. Certo è che le città, almeno le strade di Roma, per quel che vedo io, sono vuote e da una qualche parte sarete pure… tutti in casa a ascoltare Ristretto Italiano.
Scherzi a parte lo psicodramma delle spiagge vuote è stato colto pure all’estero. Da Londra The Guardian titola “Gli Italiani si allontanano dalle spiagge private a causa del dibattito sull’aumento dei prezzi”. Sottotitolo “I dati suggeriscono un cambiamento rispetto alla tradizionale cultura estiva del Paese, con noleggio di lettini e ombrelloni fino a 90 euro al giorno”. Quindi l’ipotesi del Guardian è quella che le vacanze continuiamo a farle ma in modo diverso. Per esempio andiamo in montagna visto che le località alpine non dimostrano nessuna sofferenza nelle presenze rispetto al passato. Anzi…
Tornando alle spiagge il problema – scrive il Guardian – non è tanto il fine settimana, quando i lidi continuano a essere affollati, quanto durante la settimana. E chi va rinuncia a molte spese rinunciabili a cominciare dall’intrattenimento e dagli aperitivi dei quali nessuno parla ma che in percentuale sono aumentati anche più degli ombrelloni in quanto a prezzo e spesso diminuiti in quanto a stuzzichini.
Anche con due stipendi al mese – scrive il quotidiano inglese – molte famiglie italiane oggi faticano a arrivare a fine mese; e qui arriva il discorso della crisi che sta prendendo sempre di più il ceto medio. Un articolo che si chiude col il post di Alessandro Gassmann sul suo profilo Instagram, post nel quale l’attore se la prende con l’ingordigia degli stabilimenti accusandoli di avere perso il contatto con il Paese. Fino a ora per loro è stato in fin che la barca va ma, cari balneari, la barca ha smesso di andare.
Non solo mare. Come hanno notato molti giornali tedeschi che sul caro spiagge insistono da settimane, nemmeno il lago di Garda se la passa tanto bene.
Qui è Merkur, da Monaco, che titola “Mancano tedeschi e italiani: nuove tendenze e prezzi in aumento allontanano i vacanzieri dal Lago di Garda”.
Altra grande polemica nazionale: il Ponte. Al Jazeera: “Migliaia di persone protestano contro il progetto di costruire il ponte più lungo del mondo dalla Sicilia all’Italia”. I residenti sono contrati al po ste per le sue dimensioni, i rischi sismici, l’impatto ambientale e l’ingerenza della mafia.
Articolo simile dagli Stati Uniti per Associated Press che sottolinea come almeno 500 famiglie dovrebbero essere espropriate di case e terreni per potere dare inizio ai lavori.
Altro psicodramma collettivo, e qui da scherzare c’è proprio zero, i casi di avvelenamento da botulismo che hanno portato centinaia di calabresi, e turisti in Calabria, a prendere d’assalto i pronto soccorso per ogni minimo sintomo.
Sempre dalla Germania, Bild: “Uomo, 52 anni, muore per un panino ai broccoli”.
Concludiamo con il Guardian, con il quale abbiamo cominciato, rimanendo, come all’inizio, sulle spiagge italiane, ma per tutt’altro. Quello che segue è un articolo interessantissimo sulla plastica che il mare ci restituisce. Titolo dell’articolo “Il mare ci sputa i rifiuti: il museo italiano dell’inquinamento da plastica”. Sulle spiagge italiane rinvenuti oggetti sbiaditi risalenti agli anni 50, a sottolineare la problematica della longevità della plastica”
Arrisentirci a domani. Buona giornata