La favola della migliore sanità al mondo

La favola della migliore sanità al mondo

 

Sanità italiana al collasso: in sei milioni rinunciano alle cure. L’appello degli scienziati: “Aumentare la spesa pubblica o il nostro sistema universale rischia il tracollo”

Quando disinformazione e pregiudizio uccidono: il caso del tredicenne di Vicenza cui i genitori hanno rifiutato la chemioterapia. “Bassetti: “Siamo a un punto di non ritorno contro le terapie alternative”

Cold Case Garlasco: un caso che riaccende i riflettori sullo stato confusionale del sistema giudiziario italiano. Minata la credibilità della verità processuale.

Murales shock a Roma: Hitler e Netaniahu si baciano sulle labbra. E la polemica è subito internazionale.

 

 

 

 

 

“Ritardi nelle cure, disuguaglianze crescenti: l’Italia affronta la crisi silenziosa del suo sistema sanitario”.

Oggi è con questo articolo-denuncia dell’Opinion, apprezzato quotidiano francese di ispirazione liberal-europeista, che apriamo il nostro podcast. “Nel 2024 – scrive l’Opinion nel sottotitolo – quasi sei milioni di Italiani hanno rinunciato a curarsi per i tempi di attesa insostenibili, le difficoltà economiche, le disuguaglianze territoriali.

Una crisi silenziosa che sta colpendo tutto il sistema sanitario italiano; una crisi che pur non essendo sempre al centro del dibattito pubblico, ha conseguenze tangibili sulla salute dei cittadini e sulla coesione sociale del Paese.

Il finanziamento pubblico della sanità italiana si è andato via via riducendo negli anni in una catena di tagli che arriva da molto lontano e oggi siamo al livello più basso degli ultimi 17 anni. Il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è sceso dal 6,8 al 6,3 per cento; ben al di sotto della media OCSE che è del 7,3 per cento e ancora più al di sotto di Francia e Germania che sono attorno al 10 per cento. Una riduzione che si traduce in meno risorse per ospedali, personale, infrastrutture con effetti diretti sulla qualità e sulla’accessibilità delle cure.

Aumentano i tempi di attesa per le visite specialistiche, per gli interventi chirurgici e la diagnostica e di conseguenza molto italiani lasciano perdere. Fatte salve le emergenze per i piccoli disturbi tendiamo a non fare nulla. Fino a che diventeranno disturbi più importanti. Chi se lo può permettere si rivolge al privato.

E poi le differenze fra nord e sud con le migrazioni continue verso il settentrione, anche qui per chi se lo può permettere. Quindi una sanità sempre più a due velocità, nonostante il dettato costituzionale.

E sempre l’articolo dell’Opinion riporta l’appello di 14 tra i più importanti scienziati italiani, fra cui il premio nobel Giorgio Parisi, che denunciano il declino del sistema e chiedono un aumento della spesa pubblica fino all’8 per cento del Pil. Perché il progressivo definanziamento rischia di spingere sempre più verso il privato non solo i cittadini ma anche gli operatori, e se il trend non verrà invertito il sistema universale e pubblico, pilastro della sanità italiana, potrebbe cedere il passo a un modello più simile a quello statunitense, basato sulla capacità di spesa individuale e fonte di profonde disuguaglianze. Una crisi, quella attuale, che se ignorata potrebbe trasformarsi in una vera e propria emergenza nazionale.

 

 

 

Dalla malasanità dovuta ai finanziamenti sempre più scarsi a quella, non certo meno grave, dovuta all’ignoranza e al pregiudizio. E’ rimbalzata anche su molta stampa internazionale la notizia del ragazzino di 13 anni morto a Vicenza dopo che i genitori avevano rifiutato la chemioterapia fortemente consigliata dai sanitari.

La racconta, tra gli altri, El Mundo, dalla Spagna, sotto il titolo “Un ragazzo di 13 anni muore di cancro dopo che i suoi genitori hanno deciso di non sottoporlo a chemioterapia”

E dal momento che si parla di inchieste giudiziarie, anche se come vi riferivamo nei giorni scorsi il cold case di Chiara Poggi non ha accesso la stampa internazionale quanto quella italiana, troviamo su RDN, testata multimediale di Hannover vicina alla SPD, che titola “Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi suscita emozioni in Italia e danneggia il sistema giudiziario”.

Due notizie che riguardano Israele e che riguardano noi. La prima, “Appello per Gaza con 50mila sudari in Italia” arriva dalla piattaforma turca GDH e riferisce dei circa 200 comuni italiani che hanno esposto fuori dai loro edifici teli bianchi a rappresentare i sudari nei quali vengono avvolte le migliaia di corpi di bambini palestinesi uccisi dalle bombe israeliane.

L’altra notizia, che prendiamo dal sito del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, riferisce del murales apparso ieri fuori da una scuola romana nel quale l’artista di strada Laika ha dipinto l’immagine di un bacio sulle labbra tra Adolf Hitler e Benjamin Netaniahu.

Una notizia per sollevarci prima di lasciarci. Dal sito turco Gerçek Gündem apprendiamo che, come da titolo, “L’intelligenza artificiale ha scelto i dieci cibi più deliziosi al mondo”.

 

Ci sarà anche qualcosa di italiano? Per saperlo basta asacoltare il podcast.