La fragilità di Bruxelles su Unicredit

La fragilità di Bruxelles su Unicredit

 

Protezionismo bancario: caso Unicredit- BPM. Ecco come la Commissione Europea ha perso la propria battaglia sulle fusioni bancarie. Bruxelles incapace di imporre la visione del mercato unico a fronte degli interessi nazionali italiani.

Economia italiana ancora in affanno: sorpresa negativa nel secondo trimestre con il Pil in calo. Pesa la grande incertezza legata agli scontri sui dazi.

Profughi palestinesi curati e poi dimenticati. Italia sotto accusa. Intanto l’autorità nazionale palestinese incassa un nuovo aiuto italiano per pagare i sospesi negli ospedali di Gerusalemme Est.

L’estate dei rischi in montagna. Allarme frane sulle Dolomiti: evacuati centinaia di turisti dopo i crolli sulle cime del Brenta. Il ghiacciaio della Marmolada verso la scomparsa entro il 2040.

 

 

 

Come il fallimento di una fusione bancaria italiana ha messo in luce la difficoltà dell’UE nel far rispettare la propria visione economica”. Cominciamo con questa interessante inchiesta di Politico, la rivista geopolitica euro-statunitense, nata dopo la rinuncia di Unicredit alla scalata su Banco BPM, fusione benedetta da Bruxelles ma fortemente osteggiata dal governo italiano. Una scalata – scrive Politico – che si è scontrata con il programma nazionalista italiano di mantenere l’influenza sul settore bancario del Paese. Una rinuncia che ha messo a nudo le difficoltà della commissione europea nel far rispettare la sua visione di un mercato economico e bancario unificato in un blocco sempre più influenzato dagli interessi nazionali.

L’intervento statale pesante di Roma e la sfida aperta agli sforzi della UE sembrava l’occasione perfetta affinchè Bruxelles potesse manifestare tutta la sua forza istituzionale e invece all’ultimo ostacolo i sentimenti nazionali hanno avuto la meglio. I warning di Bruxelles non hanno spaventato abbastanza. Nonostante tutte le obiezioni legali della Commissione i governanti italiani hanno mantenuto il punto nell’opposizione all’offerta di Unicredit, sostenendo che la acquisizione di BPM da parte di un concorrente più grande e internazionale avrebbe minato il suo ruolo di fornitore di credito in Lombardia, una delle roccaforti del sostegno a questo governo.

In privato, aggiunge Politico, i governanti italiani si spingevano anche oltre sostenendo che l’UE non ha alcun diritto di intromettersi nelle priorità strategiche dei singoli Paesi invocando oltretutto concetti obsoleti per punire i Paesi che perseguono interessi protezionistici. L’enorme burocrazia di Bruxelles – secondo Roma – opera ancora all’interno di un quadro che forse era applicabile 20 anni fa, ovvero quel mondo il cui il liberalismo del libero mercato rappresentava ancora lo spirito del tempo. Ergo: l’UE non riesce a proteggere gli interessi nazionali e le capitali nazionali stanno intervenendo.

Una vittoria protezionistica, quella italiana, arrivata mentre l’UE stava cercando di accelerare l’unificazione dei mercati bancari nell’ambito di una più ampia spinta alla competitività con gli Stati Uniti. E l’errore di Bruxelles, secondo Politico, è stato quello di agire troppo lentamente. Per esempio dopo che a maggio il governo italiano aveva messo come condizione per Unicredit quella di abbandonare il mercato russo entro l’anno, la Commissione ha aspettato ben due mesi prima di emettere la sua lettera di obiezioni. Cosa determinata anche dal fatto che quella lettera era da far approvare dal collegio di tutti i 27.

 

 

 

 

Un’altra notizia economica che parla di noi. La pubblica Reuters: “L’economia italiana si contrae inaspettatamente nel secondo trimestre a causa dell’incertezza commerciale”. Maledetti dazi.

Perché ci avete portati in Italia se poi ci rifiutate?. La denuncia dello storico quotidiano cattolico francese La Croix si riferisce alle ormai decine, se non centinaia di profughi palestinesi portati in Italia nel corso di operazioni umanitarie per farli curare e che poi, una volta rimessi in piedi, vengono abbandonati a se stessi.

Un’altra faccia, se non altro positiva, dello stesso problema la racconta PNN, il sito dell’agenzia di stampa dell’autorità nazionale palestinese, che scrive “Italia e Unione Europea finanziano con 23 milioni di euro il pagamento delle cure presso gli ospedali di Gerusalemme Est.

Parlavamo ieri della lista nera del Cremlino, quella dove, tra i russofobi, è considerato anche il nostro presidente Mattarella, ul cui nome compare scritto a chiare lettere. Oggi ne dà notizia il Moscow Times, quotidiano indipendente non certo sotto il controllo di Putin, che ha titolato “L’Italia convoca l’ambasciatore russo per la lista dei russofobi e dei discorsi di odio”.

Dolomiti. The Guardian torna sul pericolo che corrono oggi i turisti che hanno scelto per quest’estate la montagna titolando “Centinaia di persone evacuate dopo una serie di frane sulle Dolomiti di Brenta ” Lo scioglimento del permafrost, dovuto al crollo climatico, sta causando un aumento dei crolli di rocce sulle Alpi”.

 

Buon aascolto, come sempre, a tutti voi. Buon weekend e appuntamento a lunedì prossimo