29 Lug La polvere sotto il tappeto del Made in Italy
Dazi USA-Europa: Meloni dice ‘lasciatemi vedere l’accordo nei dettagli ma meglio questo di una guerra commerciale dagli esiti imprevedibili’. Imprenditori in allarme anche se il governo promette misure di sostegno nazionale.
Made in Italy. L’inglese Guardian svela i retroscena dietro le produzioni d’alta gamma. Prodotti luxury realizzati in parte all’estero e confezionati in Italia solo nella parte finale e in laboratori dai salari minimi.
Tornano in massa i turisti russi nonostante Ucraina e sanzioni. E, come prima della guerra e della pandemia, rimangono i campioni dello shopping. L’allarme di Kiev e i dubbi sulla validità della restrizioni.
Perso un missile imbottito di esplosivo al largo della Sardegna. Caduto nel mare davanti a Arbatax dopo avere mancato un bersaglio durante un’esercitazione. Solo fra un mese le operazioni di recupero.
29 luglio, martedì, si continua a parlare, e non solo in Italia, della chiusura sui dazi, nel braccio di ferro Europa Stati Uniti, al 15 per cento. Una decisione che alla fine ci siamo fatti andare bene anche se certo è una bella batosta per le nostre imprese; nostre di tutti i 27.
Problema comunitario, quindi, non solo italiano anche se per quanto ci riguarda molto ci si aspettava, un po’ tutti nell’Unione, da una possibile mediazione di Giorgia Meloni. Amica personale di Trump, ricevuta dalla sera alla mattina a Mar a Lago a inizio anno per risolvere la vicenda di Cecilia Sala, prigioniera in Iran, ci si aspettava che non perdesse l’occasione per esercitare quel ruolo di ponte fra Washington e Bruxelles che un po’ anche lei stessa pensava di essere.
Che cosa dice oggi la Meloni, si chiedono in tanti. E una risposta la dà il francese Les Echos che titola: “Dazi doganali: Meloni sostiene l’accordo in Italia, le imprese avvertono della gravità della situazione.
Meloni – scrive la redazione francese – aveva a lungo sperato di potere ottenere una sovrattassa doganale del 10 per cento, come accordato al Regno Unito. Ma ora, alla fine della fiera, anche il 15 va bene contro il 30 minacciato a inizio mese da Trump senza che nessuno davvero gli credesse. Un accordo, anche deludente, è pur sempre meglio di una guerra commerciali che sai da dove cominci ma che facilmente ti può scappare di mano. Però – dice lei a chi la pressa per avere una valutazione, mentre le opposizioni sono già scatenate – lasciatemi studiare tutte le variazioni per poterlo dare un giudizio sull’accordo.
L’Italia, conclude Les Echos, è, assieme alla Germania, la più grande esportatrice europea, e questa retorica del “poteva anche andare peggio,” non va giù al presidente di Federmeccanica Simone Bettini che accusa “Questi ancora non si rendono conto della reale gravità del problema”. Il settore della moda subirà un impatto negativo per un miliardo e 650 milioni di euro e l’industria alimentare di oltre un miliardo. Ma accontentiamoci… poteva anche piovere…
Poi, sempre sullo stesso argomento c’è un lancio della britannica Reuters che aggiunge come Meloni abbia rassicurato che l’Italia è pronta aad attivare misure di sostegno a livello nazionale per i settori che saranno particolarmente colpiti e chiederà che vengano attivate anche a livello europeo. Dichiarazione che è stata controfirmata anche dagli altri due leader della coalizione, Salvini e Tajani.
Moda, uno dei settori maggiormente colpiti, a cominciare dalla griffe. Ma qui, oltre alle tariffe doganali, subentra anche il grosso problema dei subappalti che hanno creato grane non da poco a marchi come Dior, Versace e, recentemente, anche Loro Piana.
Questione sulla quale interviene, oggi, anche The Guardian, da Londra, con “Made in Italy: l’etichetta è solo l’ennesima illusione della moda del lusso?”.
Ancora politica. “In Italia la barriera antimigranti di Giorgia Meloni si sta sgretolando”. Qui è Ouest France dalla Francia. Dopo i complimenti stratosferici di ieri da Le Point oggi le critiche.
Cronaca. Turismo. Dall’inglese The Telegraph – torniamo a Londra – veniamo a sapere che “i turisti russi hanno ripreso a tornare in Europa”.
Cronaca. Dalla Francia, da Tele France 1, veniamo a sapere – cosa che, comprensibilmente, qui non era stata troppo pubblicizzata – che “Ci siamo persi un missile in mare dopo un’esercitazione militare, e questo è accaduto vicino alle spiagge turistiche della Sardegna”.
Finiamo con la TV. Con Emily in Paris, sempre meno in Paris e sempre più in Italy. Titola Nieuwblad dalla Olanda “Emily in Paris arriva anche in Italia. E’ fantastico che vadano a Venezia”
Buon ascolto a tutti e a domani