La via italiana alla pace in Ucraina

La via italiana alla pace in Ucraina

 

Meloni in un sempre più difficile equilibro tra Stati Uniti  e Europa. Ma alla fine Trump la costringerà inevitabilmente a scegliere. Tajani, intanto, sottolinea l’importanza dell’unità occidentale e del coinvolgimento di Ucraina e UE nei trattati di pace.

Italia prima fra i G7 con un avanzo primario da record, anche se non tutto è merito della politica. Ma la stagnazione economica potrebbe presto frenare il trend.

Libertà di Stampa. Nel nuovo rapporto del Consiglio d’Europa l’Italia rimane tra i Paesi più critici per ingerenze governative, denunce ai giornalisti e conseguente autocensura.

I tunnel segreti di Leonardo al Castello Sforzesco di Milano: svelato il mistero. Georadar e laser finalmente confermano ciò che per secoli si era solo supposto.

Rania Zeriri: dai lustrini del pop alla vita in strada. La triste storia della pop star olandese individuata a chiedere l’elemosina su un marciapiede di Avellino.

 

 

“Il cuore della Meloni batte per Trump ma la sua mente è con l’Europa”.  Il titolo d’apertura oggi lo prendiamo dall’olandese NRC Handesblatt, storico quotidiano di Amsterdam rivolto alle élite dei Paesi Bassi.

Un articolo che parte dall’osservazione che la nostra premier, a differenza della maggioranza dei leader europei, venerdì sera scorso, dopo lo showdown alla Casa Bianca non ha preso apertamente le parti di Zelensky. Meloni che ha comunque partecipato al vertice di domenica a Londra, ma non prima di essersi allineata con una telefonata, sabato sera, con Trump. Del resto l’Italia è ad oggi l’unico Paese piccolo, non nucleare, che ha contatti diretti con chi oggi governa gli Stati Uniti.

E anche dopo il vertice di Londra, sottolinea NRC Handsblatt, Meloni non ha mostrato alcuna fretta di sostenere l’Ucraina a nome dell’Italia. Invece di un piano lei ha parlato di un punto di partenza, secondo lei una soluzione del conflitto russo ucraino è impensabile senza gli Stati Uniti e intanto ha messo in agenda un’altra visita alla Casa Bianca a breve.

L’ambito ruolo di costruttrice di ponti per lei ormai è svanito – commenta l’autore dell’articolo – Cercare di tenere insieme l’Occidente è tragicamente fallito. E poi lei è sicuramente con il cuore nel MAGA (il Make America Great Again) anche se la testa – l’economia italiana, le istituzioni, la posizione – deve rimanere a Bruxelles. Da che parte stare è una scelta che cercherà di rimandare ancora a lungo ma alla fine Trump la costringerà a farlo. Speriamo che vinca la testa.

Riguardo l’Ucraina, nonostante Francia e Regno Unito, le due grandi potenze nucleari, siano per l’invio di una forza di pace, lei è contro, come si dice, agli stivali sul terreno. Lei aspetta un segnale dagli Stati Uniti. Del resto anche Spagna, Grecia, Portogallo e Paesi Balcanici non hanno alcuna voglia di inviare truppe. C’è poi da dire che, Starmer a parte, il suo rapporto con Macron non è certo idilliaco.

 

E rimanendo in tema di guerra e pace, da Ankara l’agenzia Anadolu dedica un articolo alle parole di Tajani quando dice “La difesa europea non è alternativa alla Nato – Ucraina e Unione Europea devono partecipare ai negoziati di pace”

Che cosa dicono all’estero di noi, dunque. Passando all’economia c’è una buona notizia certificata dall’autorevole Le Figaro: “L’Italia è il primo Paese del G7 a registrare un avanzo primario di bilancio”

Sempre economia, sempre dalla Francia e sempre con una stoccatina all’Eliseo abbiamo Le Monde che scrive “Tra Italia e Algeria una storia d’amore che si rafforza”.

Libertà a di stampa. E’ sul giornale belga, in lingua fiamminga, Het Laatste Nieuws che leggiamo le ultime sul rapporto 2024 del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo.

Dalla CNN apprendiamo che “Potrebbero essere stai trovati i misteriosi tunnel disegnati alla fine del 400, nel Castello Sforzesco di Milano, da Leonardo da Vinci”

E per finire la storia di Rania Zeriri raccontata dal sito tedesco WA. Scoprite assieme a noi chi è.

Buon ascolto e a domani