27 Giu Lavoratori schiavi della moda: finalmente la protesta
Gli schiavi del tessile rompono il silenzio. Primi scioperi nei laboratori di Prato dove migranti senza diritti lavorano, vivono e dormono reclusi nei capannoni. Storicamente impermeabile all’entrata dei sindacati, il comparto toscano si affida ora ai SI Cobas.
Coop rimuove i prodotti israeliani e sugli scaffali mette la Gaza Cola. Accuse di antisemitismo dalla comunità ebraica. Segnalati boicottaggi anche in Germania e nel Regno Unito.
Nasce in Italia il primo robot umanoide volante: la rivoluzione parte da Genova. Il robot, dal volto di bimbo, si solleva grazie a quattro turbine e può essere manovrato in realtà virtuale. Opererò nelle aree pericolose.
Anche Hollywood Reporter saluta Lea Massari. Antidiva del cinema italiano fu diretta da Antonioni, Malle e Leone. Scartata da Fellini per Otto e Mezzo per un costume troppo eccentrico al provino.
Nemmeno Prato, ed il mondo oscuro delle fabbriche tessili sfruttatrici di migranti senza diritti e documenti, molti dei quali cinesi, è più immune dalle proteste dei lavoratori.
E’ questa la notizia d’apertura del podcast di oggi e la prendiamo dalla redazione europea di Politico, a riprova che la portata di ciò che sta accadendo nell’Alta Toscana è di portata sovranazionale, anche se qui la nostra stampa sembra non essersene accorta.
Titola Politico: “Gli scioperi si espandono nella capitale italiana del tessile famosa per le fabbriche cinesi”, una protesta sindacale insolita in quanto le fabbriche sfruttatrici di Prato sono da sempre fuori dalla portata dei sindacati tradizionali.
Chi si sta muovendo è il sindacato autonomo Si Cobas con 28 scioperi organizzati dagli inizi di giugno. Scioperi rilevanti, si diceva, in quanto il settore tessile di Prato, caratterizzato da fabbriche spesso gestite da imprenditori cinesi con condizioni di lavoro precarie, nono sono mai stati nell’orbita di Cgil, Cisl, Uil.
Spiega l’articolo che questi scioperi sono stati organizzati con una strategia innovativa: astensioni dal lavoro a staffetta e “strike days” simultanei in decine di aziende con picchetti e presidi a oltranza in tutti i principali poli della provincia. E questo movimento, che si è dato il nome di 8×5, da otto ore su cinque giorni lavorativi la settimana, starebbe crescendo rapidamente.
Scrive, sempre Politico, che le fabbriche di moda del comprensorio toscano sono circa 7mila e riescono a produrre per poco soprattutto con lo sfruttamento di manodopera ricattabile. Molti sono cinesi ma tanti altri provengono da Pakistan, Bangladesh, Afghanistan e anche dall’Africa. Per tutti questi anni sono rimasti inavvicinabili dai sindacati tradizionali.
I salari di queste aziende raramente superano gli 800 euro al mese contro 84 ore lavorative la settimana e gli occupati non sono meno di ventimila; persone intrappolate dalla paura e dalla loro fragile tutela giuridica.
Prato ospita la terza comunità cinese più grande d’Europa. E, a differenza dei lavoratori di altre nazionalità, i migranti cinesi tendono ad arrivare in Italia gravati da pesanti debiti. Molti vivono e dormono dentro le stesse fabbriche, totalmente soggiogati dal controllo dei datori di lavoro. Imprenditori spesso legati, o collusi, con la criminalità locale e cinese.
Aderire al sindacato per questi lavoratori è estremamente rischioso ed anche per questo l’ondata di scioperi di cui parliamo è una notizia che fa ben sperare. E della quale in Italia si parla ancora troppo poco
Ha sollevato scalpore, anche qui forse più fuori che dentro l’Italia, la decisione della Coop di togliere i prodotti israeliani dagli scaffali dei suoi supermercati. Curiosità, scalpore ma anche una netta irritazione nella comunità ebraica almeno stando a quanto riporta JNS, il sito ufficiale del Jewish News Syndicate, una delle agenzie di stampa in più rapida crescita dedicata alla copertura di notte riguardanti Israele e il mondo ebraico che titola : “La catena di negozi italiana sostituisce i prodotti israeliani con la Gaza Cola”.
E da Israele Yedioth Ahronot, uno dei quotidiani più diffusi, denuncia che anche in Germania c’è un boicottaggio
Passando alle notizie di carattere scientifico, da Madrid El Confidencial rivela che “L’Italia crea il primo robot umanoide in grado di volare”.
Automobilisti italiani attenzione. Sempre dalla Spagna, da El diario, apprendiamo che “L’Italia inasprisce le leggi e vieterà il trasporto della benzina nelle taniche”
A chiudere il ricordo di Lea Massari da parte di Hollywood Reporter. Titola, la popolare testata americana di cinema e spettacolo,
Come sempre i contenuti degli articoli citati in questo sommario li trovate, per esteso, nell’ascolto del podcast. L’appuntamento è a lunedì.