Le interviste di Ristretto Italiano – Lisa Morales [Live in Italy]

Le interviste di Ristretto Italiano – Lisa Morales [Live in Italy]

Da qualche mese, negli Stati Uniti, è nato un magazine digitale, e un sito, interamente
dedicato all’Italia e a chi desideri andarci. Servizi sui posti più belli da visitare per
turismo ma anche quelli belli per viverci più a lungo. Ci sono le cause a un euro, gli
itinerari meno conosciuti negli ottomila comuni del nostro Paese. Ci sono anche le
informazioni pratiche per come muoversi e per acquisire i documenti che servono.
Sito e Magazine si chiamano Live in Italy. La redazione è a Miami, Florida
Fondatrice e caporedattrice Lisa Morales che ho intervistato.

D: – Lisa, che cos’è in Italia che ha più appeal per il cittadino americano?
R: – Beh, penso che la cosa interessante sia che la maggior parte delle persone che
viaggiano ora in Italia cercano uno stile di vita che forse sentono di aver perso qui
negli Stati Uniti. Sognano “La Bella Vita”, stanno cercando di rallentare per
apprezzare cose diverse dal lavoro, per socializzare. Sai, negli Stati Uniti quando
incontriamo una persona per la prima volta , la prima domanda di solito è ‘dove
lavori’? E credo che la gente, qui, pensi che in Italia la conversazione sia su questioni
diverse dal lavoro che facciamo.
D: – Dove hai preso l’idea di creare questa rivista e da quanto tempo esiste? Qual è il
tuo pubblico?
R: – OK, La rivista esiste dal settembre 2020, quindi è molto giovane, ma siamo
cresciuti molto rapidamente. Proprio nell’ultimo mese abbiamo avuto
ottantaquattromila visualizzazioni, circa diecimila visitatori del sito in ventotto giorni.
Il pubblico è principalmente di 35-50 anni, per lo più dagli Stati Uniti.
Sorprendentemente, per secondi arrivano gli italiani o persone di lingua inglese che
vivono in Italia. Per certo non posso dirlo, ma so che vengono dall’Italia. Seguono
il Regno Unito, il Canada, l’Australia. Ultimamente è cresciuta molto l’Argentina,
perché credo che anche gli argentini, come gli americani, gli italoamericani siano
molto interessati al ricongiungimento dell’Italia con le proprie radici ancestrali.
D: – Cosa raccontano gli immigrati italiani del loro paese di origine? Te lo chiedo
perché temo che non siano consapevoli della trasformazione che abbiamo subito, che
pensino che siamo ancora come la terra senza lavoro che i loro antenati furono
costretti a lasciare?
R: – Beh, non posso parlare per tutti gli italoamericani e i nostri articolisti, che
abbiamo qui, che sono italoamericani sicuramente non la pensano così. E quelli che
abbiamo intervistato per la rivista vedono l’Italia come un Paese moderno, con
industrie fiorenti oltre al turismo, tante opportunità. Penso che gli italoamericani che
ho incontrato, sappiano e vogliano contribuire a un nuovo tipo di Italia. Non vedono
l’Italia come un Paese povero. Ovviamente, tutti i paesi hanno regioni, aree con
povertà, persino gli Stati Uniti.

D: – Quanti americani vivono ancora con lo stereotipo dell’italiano come Tony
Soprano e la sua famiglia?
R: – Beh, posso dire che spero, e questa è la mia opinione personale, ‘nessuna’.
Voglio credere che ci sia una separazione tra l’immagine hollywoodiana del Padrino e
dei Soprano, che si sappia tenere separata la realtà dall’intrattenimento. E poi c’è una
grande differenza fra italiani, italo-americani e americani. Ritengo che in pochi
credano che i Soprano siano la realtà.
D: – Quante volte sei stato in Italia?
R: – Sono stata due volte in Italia, per il resto è la mia immaginazione, con la rivista
ho appena cominciato. Ci sono molti posti dove voglio andare.
D: – Cos’è per te lo stile di vita italiano?
R: – Bene, tornando a quanto dicevo, penso che la maggior parte di noi che amiamo
l’Italia lo facciamo per la cultura italiana, e poi c’è il discorso della vita più lenta per
staccare un po’ dal lavoro. Crediamo che gli italiani stiano ancora dando la priorità
all’impegno sociale di qualità, al cibo di qualità, cose che a volte diamo per scontate.
D: – L’italiano è una lingua difficile da imparare?
R: – Si, direi che se non capisci nessuna delle lingue neolatine è difficile. Io sono nata
in Canada, abbiamo imparato il francese a scuola; ora vivo nel sud della Florida e lo
spagnolo mi avvolge. Questo aiuta. Ma penso che se non avessi questo background,
sarebbe molto difficile. È una lingua complicata, non solo nella struttura, ma nel
modo in cui devi esprimerti, molto diverso dall’inglese.
D: – Ultima domanda. Quali sono le parole che ti vengono in mente per prime quando
pensi all’Italia?
R: – Beh, uno degli obiettivi della rivista Live in Italy è pensare oltre ciò che viene in
mente per primo, oltre la la pizza, la pasta, il gelato. Il nostro obiettivo è far
conoscere alle persone una parte diversa d’Italia. Comunque direi che le prime cose
che vengono in mentre alla gente siano ottimo cibo e i siti storici. C’è però da
aggiungere che per noi, come rivista di viaggi, o per qualcuno che vuole vivere in
Italia, che vuole conoscere le regioni, conoscere le differenze, il cibo italiano non
esiste. Ci sono le cucine regionali. Capisci che il vino non è solo quello che trovi al
supermercato. Occorre un collegamento alla cultura, alla terra per iniziare a vedere
l’Italia in un modo molto diverso.