Le nostre radici cristiane fra Stato e Chiesa

Le nostre radici cristiane fra Stato e Chiesa

 

In attesa della fumata bianca. Il Conclave entra nel vivo. Cardinali isolati fino a nuovo Papa

Le radici cristiane d’Italia fra Stato e Chiesa. Ne scrive un’autorevole rivista geopolitica ungherese che insiste sulle affinità tra Meloni e Orbana difesa delle tradizioni.

Intanto da Treviso si è accesa la miccia della nuova polemica sui bambini proni sui tappeti della Moschea, come fossero in preghiera

Unicredit-BPM: il governo non cede sulle condizioni. Offerta d’acquisto valida solo di fronte a un’abbandono delle attività in Russia.

Sirmione come Capri e Cinque Terre. L’abbraccio soffocante del turismo di massa non risparmia nessuno. Domenica 75mila presenze sulla piccola penisola protesta nel Lago di Garda.

 

 

 

 

Nell’attesa di conoscere l’esito del Conclave che comincerà nel pomeriggio, apriamo questo numero di Ristretto Italiano con un articolo ungherese riguardanti le radici cristiane dell’Italia. La testata è Hungarian Conservative, trimestrale di geopolitica di ispirazione conservatrice, e chi parla è l’italiana Benedetta Vimercati, insegnante di diritto costituzionale alla Statale di Milano, che si trovava in Ungheria ospite di un evento del Mathias Corvinus Collegium, massima istituzione scolastica del Paese.

Benedetta Vimercati che, partendo dal recente caso del lutto nazionale per la morte di Francesco che si è sovrapposto al 25 aprile, con le sue celebrazioni, sottolinea come in Italia la divisione fra la componente cattolica e quella laica resti molto forte. La Costituzione Italiana sancisce la separazione fra Stato e Chiesa, pur senza scrivere che l’Italia è uno stato laico, e questo fa sì che i confini non siano così netti come in altri Paesi, esempio la Francia.

Un articolo, questo ungherese sulle radici cattoliche dell’Italia che si fa certamente più interessante quando alla studiosa italiana viene chiesto del rapporto fra Meloni e Orban. Due leader di destra che, come tutte le destre, condividono una visione critica verso l’attuale direzione dell’Unione Europea troppo blanda, a loro vedere, verso l’affermazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni nei confronti degli immigrati.

Immigrazione che è forse il principale che accomuna due nazioni entrambe prese d’assalto dai flussi migratori; noi via mare e loro via terra.

 

 

 

E a proposito di integrazione degli immigrati e di rispetto delle tradizioni di ognuno, anche l’ennesima polemica leghista sui metodi di insegnamento in una scuola è uscita dai nostri confini.

“Dove andiamo? – titola Hispanindad, rivista digitale spagnola – Bambini cattolici costretti a inginocchiarsi in una moschea

Chiudiamo questa lunga sezione storico-culturale del nostro Ristretto Italiano con un bell’articolo dell’australiano The Conversation, ripreso anche dalla redazione indiana di Scroll sul fascismo in Italia e su come, “l’ascesa e la caduta di Mussolini mostrino come una democrazia muore poco alla volta, a colpi di mille sottrazioni continue”

L’attualità, ora, quella economica e finanziaria. Gli occhi della stampa estera su di noi sono puntati anche per quanto riguarda le grandi manovre bancarie e qui c’è Bloomberg, la più autorevole redazione economica degli Stati Uniti, che titola “L’Italia non è disposta ad allentare le condizioni su BPM, mettendo a rischio l’accordo su Unicredit”

Altra notizia che ci riguarda. La pubblica l’agenzia di stampa spagnola EFE: “E’ stato rilasciato a Caracas, dopo oltre cinque anni di prigione, l’imprenditore italo-venezuelano Alfredo Schiavo”

Turismo. Emergenza Italia. Anche il Times si è accorto dell’insostenibilità dell’affluenza senza limiti e dedica un bel servizio al “Sovraffollamento turistico che ha travolto una città con un castello medievale da favola”

Buon ascolto. E se vi va fateci sapere che cosa pensate del nostro podcast con una mail a ristretto.italiano@ruggeropo.it