L’eredità di Francesco e il conclave che verrà

L’eredità di Francesco e il conclave che verrà

 

L’eredità di Francesco: riforme, divisioni e sfide irrisolte. Bergoglio ci lascia una chiesa più inclusiva ma anche più divisa.

Lutto globale e funerali a San Pietro. Sabato 26 in Vaticano reali e capi di stato.

Dai giornali argentini che lo definiscono ‘un Papa irripetibile”, agli editoriali francesi che le sottolineano l’eredità di riformatore, la stampa mondiale dedica ampio spazio al Pontefice venuto da lontano.

La resa dei conti. Verso un conclave difficile. La maggioranza dei cardinali votanti è stata nominata da Francesco ma ciò non significa necessariamente che avremo un altro Papa in linea con Bergoglio

 

 

 

 

Eredità di Papa Francesco e resa dei conti interna alla Chiesa per la definizione del successore.

Sono questi sostanzialmente, dopo lo stupore e l’incredulità per la morte sopraggiunta quando ormai il peggio sembrava passato, i temi sui quali ora si stanno producendo le maggiori testate estere. Ed è ancora una volta sui temi vaticani che concentriamo l’episodio odierno di Ristretto Italiano. Perché sempre di Roma si tratta e perché le cose della Santa Sede sono sostanzialmente considerate da tutti cose italiane. Nonostante la laicità della nostra Repubblica sancita dalla Costituzione.

Eredità, dunque. E qui c’è Politico con un’analisi intitolata “La complessa eredità di Papa Francesco”. Un papato drammatico, che ha frustrato sia i conservatori che i progressisti. Amato dai fedeli, lascia una Chiesa divisa.

Poche settimane prima di morire – attacca l’articolo – Papa Francesco stava facendo ciò che gli riesce meglio: fare infuriare i conservatori. Trump si era appena insediato alla Casa Bianca quando Bergoglio lanciò uno scontro frontale con la nuova Amministrazione definendo le deportazioni di milioni di migranti irregolari una “violazione della dignità”. Occasione nella quale accusò il vice Vance di abusare di un termine teologico oscuro. Il riferimento è a quando Vance, in nome dell’Ordo Amoris, affermò che la carità dovrebbe essere praticata principalmente al proprio popolo, prima agli americani. Con parole chiare, in quell’occasione, il Papa, il “suo” Papa da quando si convertì al cattolicesimo, quella volta gli spiegò che l’aveva fatta fuori dal vaso.

Francesco – continua Politico – fu eletto nel 2013 con il mandato di ripulire la Chiesa, dopo lo scandalo dei Vatileaks e dopo le dimissioni del suo predecessore Benedetto Sedicesimo. Ciò nonostante lascia un’istituzione che, nonostante gli sforzi, non è riuscita a centrare tutti gli obiettivi. Anche se certamente va riconosciuto a Francesco di avere perlomeno intaccato la struttura millenaria della Chiesa aprendo gli uffici di alto livello del Vaticano a donne e laici. E imponendo una sobrietà di stile dalla quale ora sarà difficile, anche se non certo impossibile, tornare indietro.

Un articolo molto completo che vi abbiamo allegato nella mail di questa mattina e che vi suggerisco di leggere.

 

 

 

Dal Washington Post recuperiamo invece un articolo su “Che cosa il papato di Francesco ha significato per la Chiesa americana”

“Francesco e la fine del papato imperiale”. Questo è il New York Times che sottolinea come, nello spirito del concilio Vaticano Secondo, Francesco ha cercato di modernizzare la Chiesa Cattolica, promuovendo una struttura più collaborativa e inclusiva, come si dice “sinodale”.

Critica, dalla Germania, anche la Zeit On Line che, in un articolo dal titolo “Non è stato un pontificato eccezionale” fa parlare lo storico tedesco Volker Reinhardt.

E sempre dalla Germania, in un articolo dal titolo “Si prevede un conclave doloroso”, Stern sottolinea come oggi la Chiesa Cattolica esca dal pontificato di Francesco profondamente lacerata con fazioni contrapposte che renderanno il prossimo conclave uno dei più difficili e conflittuali della storia recente.

Passando in Francia Le Point, settimanale con una linea editoriale conservatrice, elenca “I cinque motivi per cui Papa Francesco passerà alla storia”

E una cosa che in questi giorni è stata poco ricordata ce la propone il domenicale irlandese Sunday World nell’articolo “Come Papa Francesco si è opposto alla mafia italiana e al suo potere insanguinato”.

Chi sarà il prossimo Papa, allora? Come sarà il Conclave alle porte? A ciò il britannico The Economist dedica un pezzo dal titolo “La lotta imminente per scegliere il prossimo Papa”.

Sui nomi specifici invece è TotoPapa più che mai. Quei pronostici che alla fine raramente ci azzeccano visti come sono andate le elezioni di personaggi che in pochi prevedevano come Wojtyla, Ratzinger o lo stesso Bergoglio.

Ad ogni modo, appoggiandoci all’articolo di Forbes dal titolo “Questi cardinali sono i principali candidati a succedere a Papa Francesco” vi buttiamo lì i qualche nome…

Per conoscerli non resta che ascoltare il “Ristretto” di oggi.

A domani.