LGBTQ+: un’altra sentenza della Consulta contro Meloni

LGBTQ+: un’altra sentenza della Consulta contro Meloni

 

 

Uno schiaffo alla Meloni: la Corte Costituzionale riconosce il congedo di paternità anche alle coppie lesbiche. Per la Consulta i diritti genitoriali sono equiparati per qualsiasi tipo di famiglia.

I mille giorni di Giorgia a Palazzo Chigi. Dal francese l’Opinion una analisi in chiaroscuro dell’arte di durare senza introdurre grossi cambiamenti. Molta retorica e pochi risultati tangibili.

Affondo sulle fusioni bancarie: Unicredit si ritira da Banco BPM e accusa il governo di avere fatto naufragare un accordo da 15 miliardi.

Invecchiare in Italia non è la Dolce Vita. La solitudine degli anziani sotto la lente europea.

 

 

 

 

Uno schiaffo alla Meloni: in Italia alle lesbiche è riconosciuto il congedo di paternità”. Buongiorno a tutti. Apriamo con questa notizia, bella per noi che da sempre sosteniamo i diritti delle persone a vivere per quello che sono, e con questo titolo del sito bulgaro di informazione Dnes, il Ristretto Italiano di oggi. Perché dall’estero, e anche dai Paesi che ci possono sembrare più remoti, la stampa ci osserva e si fa un’opinione di noi.

Venendo a noi. Di che cosa si tratta? Si tratta, come forse meglio spiega un altro servizio di Euronews dal titolo “Corte Costituzionale italiana: anche le coppie omosessuali hanno i diritti di tutti i genitori” la Consulta ha stabilito che in una famiglia formata da due donne, una delle due può fruire del congedo di paternità: dieci giorni obbligatori. La corte ha stabilito che il bambino ha diritto a trascorrere del tempo con entrambi i genitori e le responsabilità dei genitori non sono influenzate dall’orientamento sessuale.

Spiega, sempre Euronews, che la decisione è la seconda in due mesi a essere accolta con favore dalla comunità LGBTQ di fronte a un governo che prosegue i suoi sforzi per contrastare la maternità surrogata e promuovere i valori familiari tradizionali. Giusto a maggio la stessa corte aveva stabilito che due donne potevano essere registrate sui certificati di nascita di un bambino affermando che i diritti genitoriali, in una famiglia omosessuale, non potevano essere limitati alla sola madre biologica.

Spiega lo stesso articolo che la fecondazione in vitro, la Fivet, è severamente limitata e che la maternità surrogata, comunque vietata dal 2004, è stata estesa anche allo coppie che commissionano un figlio all’estero, rendendola un reato. Protestano le associazioni pro Life parlando di decisioni ridicole [a proposito delle sentenze che si rispettano], esulta il piddino Zan che parla della fine storia di una discriminazione ingiusta e crudele [anche qui senza lesinare gli aggettivi a tinte forti].

 

 

 

 

Continuando a parlare della Meloni, la nostra Giorgia che pochi giorni ha superato il traguardo dei mille giorni di governo e si prepara a raggiungere i Renzi e i Berlusconi, ecco dalla Francia l’Opinion che titola “Meloni, l’arte di durare senza troppi cambiamenti”.

E sempre sul governo italiano e le pressioni sulle banche alla fine Unicredit ha mollato. Su BPM ha detto “Grazie, passiamo…”

La notizia, certamente di rilievo internazionale, è stata riferita dalle maggiori agenzie economiche e la prendiamo da Reuters. Titolo: “Unicredit abbandona l’offerta per Banco BPM accusando il governo italiano”

Made in Italy, Ecco qui Fashion Network, la testata giornalistica digitale distribuita in settanta paesi, che titola “L’Italia interviene per tutelare la reputazione dell’industria della moda dopo gli scandali del lavoro”.

Invecchiare in Italia non è la dolce vita. Molto bene, ora ci sono arrivati anche gli olandesi di Vrij Nederland

In chiusura da Le Figaro: “Dopo qualche esitazione una donna inglese accetta di restituire all’Italia un dipinto del Sedicesimo Secolo”.

Buon ascolto0 a appuntamento a domani