02 Lug L’invasione pacifica dei 500mila
L’Italia soccombe tra caldo estremo e bombe d’acqua. In Piemonte e in Emilia le prime due vittime della stagione. E sulle Dolomiti la polvere di roccia scatenata da un enorme frana imbianca completamente San Vito di Cadore.
Cinquecentomila immigrati extracomunitari pronti a entrare in Italia. Meloni apre ai visti per i lavoratori stranieri che compenseranno così il calo della popolazione e della manodopera.
Dubbi su decreti sicurezza e piano Albania. Benchè non vincolanti ecco perchè i rilievi della Cassazione avranno un grande peso sulla politica del governo italiano.
Dazi americani in Europa. Pesanti critiche dalla Francia alla decisione del governo Meloni di accettare l’ipotesi del dieci per cento.
La storia di copertina del nostro Ristretto, la notizia politica della quale oggi in tanti scrivono, soprattutto all’estero è quella che Reuters, da Londra, titola “L’Italia rilascerà mezzo milione di visti di lavoro extra-UE nei prossimi tre anni”.
Notizia che sta a dimostrare come, a fronte di una forte carenza di manodopera e dopo i ripetuti appelli degli imprenditori, il nostro governo abbia adottato una nuova misura concreta. Un governo che respinge con forza, e anche con ferocia, i migranti irregolari ma che si dimostra pronto a spalancare le porte a chi ha le carte in regola.
Nel caso specifico i 500mila nuovi ingressi saranno spalmati sui prossimi tre anni a venire con un’ammissione di 164.850 lavoratori per il 2026. Un’apertura che, per quanto riguarda il governo in carica, fa seguito a quella di due anni fa che ammise 450mila lavoratori nel triennio 2023-25.
Le quote – come riporta la stampa internazionale – sono state determinate tenendo conto delle esigenze espresse dalle parti sociali e dalle effettive domande di permesso di lavoro presentate negli anni corsi. L’invecchiamento della popolazione e il calo del tasso di natalità evidenziano la necessità di fare entrare forza lavoro extracomunitaria. Nel solo 2024 i decessi in Italia hanno superato di 281mila unità le nascite portando così la popolazione a diminuire di 37mila unità. Gli italiani oggi sono poco meno di 59 milioni, 58,93.
Secondo una ricerca dell’Osservatorio Conti Pubblici, per contrastare l’attuale spopolamento e mantenere gli attuali livelli di popolazione, l’Italia dovrebbe accogliere almeno 10 milioni di immigrati entro il 2050.
La politica di contrasto all’immigrazione illegale, ai flussi dei profughi che semplicemente sperano in un’esistenza migliore, rimane come dicevamo feroce.
Dicevamo ieri delle critiche formali della Cassazione al progetto albanese chiedendoci quale peso possa avere una Cassazione che fa rilievi di costituzionalità. Per quello infatti c’è la Consulta. La risposta è che la Suprema Corte da sè non può bloccare, con quelle considerazioni, nulla. Ma, come spiega Euractiv, il peso di ciò che è stato scritto resta notevole. Titolo del servizio “L’accordo sui migranti tra Italia e Albania affronta la sfida legale più grande di sempre”.
Critiche a Meloni, ancora, come se piovesse. Questa volta arrivano dal francese Les Echos nel pezzo dal titolo: “I dazi al 10 per cento sarebbero un compromesso accettabile, dice Meloni distinguendosi dagli alleati”
Ora le cronache del caldo. BBC per cominciare: “Due morti in Italia, l’ondata di caldo brucia gran parte dell’Europa”
Le previsioni continuano a essere roventi e cominciano gli incendi boschivi. Come nel caso raccontato dalla tedesca Westfälischer Anzeiger nell’articolo dal titolo “Incendio in Italia: le fiamme raggiungono la spiaggia, i bagnanti fuggono, villaggio turistico evacuato”
E poi, come dicevamo riguardo l’altra faccia della stessa medaglia, come racconta Merkur sempre dalla Germania, “Una valle alpina è sprofondata in una fitta nube di polvere dopo una frana. Bang, poi tutto è diventato bianco”.
In chiusura: “In Italia molti festival a rischio di perdere i finanziamenti pubblici”. L’articolo che spiega tutto è del Courier International.
Buon ascolto del podcast, ora, se volete entrare nel merito delle notizie elencate in questo sommario. Ci risentiamo domani.