Londra, la grande fuga

Londra, la grande fuga

La seconda vita di Gianfilippo Mattioli, chef e ristoratore, cominciò a Londra nel 1999.

Ebbe il tempo di vedere il passaggio al nuovo millennio e di vivere gli anni rutilanti di una città sempre pronta a nuove sfide. Anni della grande infatuazione per gli Italiani: belli, divertenti, vincenti e, soprattutto grandi chef.

Gente che apriva un ristorante al giorno, locali che calamitavano decine di migliaia di giovani italiani che, finite le superiori, partivano per farsi sei mesi, un anno, a imparare l’inglese facendosi le ossa come camerieri.

Il tempo di sbarcare a Stansted – racconta oggi Gianfilippo – prendere il transfer per Liverpool Station e te li trovavi in negozio a offrire il loro lavoro. Ne entravano quattro, cinque ogni giorno.

Tutto bello, tutto elettrizzante, fino al 2016 quando, con la Brexit, si cominciava a avvertire un’aria diversa. Il Regno Unito si chiudeva giorno dopo giorno fino a un oggi con le porte sprangate per qualsiasi forestiero che non abbia un reddito annuo di 38mila sterline. E con un clima sempre più ostile per gli stessi stranieri che continuano a vivere lì.

Questo, e molto di più, ci racconta nell’episodio di oggi Pierfilippo Mattioli, proprietario dell’affermata Bottega Prelibato, nel quartiere multietnico di Shoreditch, lo stesso ristorante che aveva fatto parlare di sè per la scelta provocatoria di togliere la carbonara dal menù.