04 Apr Meloni ha scelto da che parte stare
Meloni contro i dazi USA: misura sbagliata che non giova a nessuno. Ma chiede a tutti di abbassare i toni per evitare una guerra commerciale dagli esiti imprevedibili
Settore farmaceutico, moda, alimentare, macchinati i più colpiti. L’allarme di Confindustria che chiede alle imprese di non delocalizzare.
Riarmo europeo e Italia: un caso anomalo. Secondo un sondaggio di Euractiv meno di in Italiano su due è favorevole contro una media continentale di tre su quattro. E la Premier deve bilanciare le pressioni interne con le richieste di Stati Uniti e Bruxelles.
Streghe 1 – Esorcisti 0: a Benevento il turismo vince sugli anatemi degli esorcisti. Migliaia di visitatori al Festival annuale dell’occulto.
C’era molta attesa per come Giorgia Meloni avrebbe reagito all’annuncio delle nuove politiche tariffarie inaugurate dagli Stati Uniti. Continuerà a tifare per il nuovo amico Trump o si compatterà, assieme agli altri leader dell’Unione, attorno alla vecchia Europa? Barcamenarsi all’infinito sapeva anche lei che non sarebbe stato possibile e finalmente, quando Trump aveva da poco finito i suoi proclami dal Giardino delle Rose, la nostra premier ha detto chiaramente che si tratta, a suo avviso, di misure sbagliate.
Ne scrivono in tanti, come l’agenzia di stampa di stato turca Anatolia che titola “La premier italiana critica gli Stati Uniti per la nuova politica tariffaria”. Più nello specifico ha detto “Considero che l’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti all’Unione Europea sia una misura sbagliata e non è nell’interesse di nessuna delle due parti”
Faremo tutto il possibile per raggiungere un accordo con gli Stati Uniti perché crediamo che una guerra commerciale del genere indebolirebbe inevitabilmente l’occidente e avvantaggerebbe altri attori globali. In ogni caso agiremo, come sempre, in consultazione con i nostri partner europei. Posizione che non era del tutto scontata.
“I dazi di Trump avranno un impatto enorme sulle aziende italiane”, titolava intanto Reuters prendendo a prestito le parole del presidente di Confindustria Emanuele Orsini che, a nome della lobby degli imprenditori, ha esortato il governo a negoziare con Trump e a evitare una nuova escalation.
Orsini ha aggiunto che i settori più colpiti, ovvero quelli con maggiori esportazioni, saranno quello farmaceutico, quello della moda, gli alimentari e i macchinari di produzione. E, sollecitando la massima cautela, ha anche avvertito che un braccio di ferro dell’Europa non farebbe, alla fine, che favorire la Cina.
In risposta ai dazi il numero uno di Confindustria ha chiesto un taglio dei tassi di interesse da parte della BCE e nuovi accordi commerciali con nuovi mercati. E ha concluso augurandosi che le imprese italiane non comincino a prendere in considerazione la delocalizzazione all’estero della produzione.
Un’altra notizia, fuori dai dazi, che riguarda la politica del governo italiano, in relazione agli altri partner europei, è quella sulla posizione del nostro Paese rispetto ai propositi di riarmo.
Titola Euractiv “L’Italia è un caso anomalo, mentre i sondaggi indicano che gli europei sostengono il recente aumento della spesa per la difesa”
Poi c’è Politico con: “La Meloni fatica a tenere unita la sua coalizione su Ucraina e riarmo UE”.
Sul fronte dell’economia e della cronaca sono parecchie le notizie che oggi ci riguardano. Dall’accordo per un cartello che si occupi del ritorno italiano all’energia atomica con Reuters che ieri titolava “Leonardo, Enel e Ansaldo raggiungono un accordo per una joint venture nucleare”.
E sempre sul fronte dell’economia c’è la notizia, sempre battuta da Reuters, che dopo le novità sui dazi “L’Italia chiederà la sospensione immediata delle limitazioni europee previste dal Green Deal”
Sulla cronaca vi segnaliamo un simpatico articolo della Berliner Morgenpost, testata tedesca sempre attenta alle cose che succedono in Italia, sul “Paese italiano che celebra la festa delle streghe e chiama gli esorcisti”.
Scoprite di quale paese si tratta assieme a noi. Buona giornata e appuntamento a lunedì 7.