Meloni, la grande burattinaia

Meloni, la grande burattinaia

 

 

Diplomazia ad alta tensione. Meloni la regista del ponte fra Europa e Stati Uniti con il primo incontro Vance – Von Der Leyen. Roma al centro del Risico mondiale.

Vaticano, tra sogni di pace e smentite. Giorgia Meloni vorrebbe in San Pietro l’incontro Putin-Trump-Zelenski. La Santa Sede precisa:qui non se ne è mai parlato.

Difesa, l’Italia gonfia i numeri. Il gioco di prestigio delle spese militari al due per cento del Pil. Palazzo Chigi si difende: “Così fan tutti”

Clariane: l’ombra lunga delle cliniche psichiatriche private. Il business della reclusione alle spese del Servizio Sanitario.

 

 

Il governo dei ponti. Tra ponte di Messina, che poco alla volta fa il suo iter verso la costruzione, e il ruolo di ponte tra Stati Uniti e Europa che la nostra premierà si sta ritagliando, ormai noi è così che siamo conosciuti.

Cominciamo proprio dal ruolo di “alta diplomazia” che a Giorgia Meloni sta tanto a cuore, con l’articolo del Washington Post dal titolo “La Meloni ospita i leader di USA e UE mentre i dazi di Trump scuotono i rapporti transatlantici”. Un articolo che parte dal trilaterale di domenica scorsa a Roma dove il vice di Trump, Vance, e la presidente europea Von Der Leyen si sono incontrati per la prima volta con la mediazione italiana. Un incontro che si è avvalso dell’opportunità di avere a Roma, per la messa di insediamento del nuovo Papa, i grande leader del mondo. Incontro presentato alla stampa internazionale, dalla “nostra”, come un possibile nuovo inizio nei rapporti transatlantici dopo il grande freddo di inizio aprile con la presentazione dei nuovi dazi.

Ed è al proposito che il Washington Post ricorda il 25 per cento di dazi americani su acciaio, alluminio e automobili europee, oltre a una tariffa base del 10 per cento su quasi tutte le importazioni con la minaccia di ulteriori tariffe fino al 20 per cento se entro i 90 giorni, scattati da aprile, non si raggiungerà un accordo commerciale fra le parti.

Ed è stato in questa occasione romana che Vance ha sottolineato che, pur essendoci divergenze, l’Europa resta un alleato fondamentale per gli Stati Uniti auspicando, poi, che il dialogo avviato a Roma possa portare a negoziati commerciali di lungo periodo, vantaggiosi per entrambe le parti.

Von Der Leyen, da parte sua, ha ribadito l’importanza di una partnership da oltre 1,5 trilioni di dollari di scambi annui e ha confermato che sono già stati scambiati documenti tecnici per avviare discussioni dettagliate. Ma attenzione a non rilassarsi anzitempo perchè “il diavolo si nasconde nei dettagli”. E oltre ai dazi sul tavolo c’erano altre questioni bollenti come la guerra in Ucraina e le spese per la difesa.

Insomma, tornando ai ponti: Meloni, leader della destra populista, è tra i pochi leader europei a mantenere un rapporto diretto con Trump e questo incontro di domenica potrebbe rappresentare la premessa per il primo faccia a faccia di sempre tra Trump e von Der Leyen.

 

 

 

Non solo. E qui passiamo alla londinese Reuters, “I leader europei e statunitensi accoglierebbero con favore i colloqui Russia Ucraina ospitati dal Vaticano”

Un’occasione, quella della dell’intronazione del Papa di domenica scorsa, di incontro anche fra la nostra premier e il neo cancelliere tedesco Mertz; incontro che, riferisce la stampa tedesca, ha dimostrato una grande sintonia.

“Giorgia Meloni e Friedrich Merz parlano con una sola voce sulla’immigrazione” titola Radio France Internationale

Spese per la difesa e qui, sempre dalla Francia, abbiamo l’Opinion che torna sul gioco delle tre carte ci cui già abbiamo parlato qualche giorno fa. Sotto il titolo “Il gioco di prestigio italiano per aumentare artificialmente le sue spese militari”.

Abbiamo attaccato oggi parlando di ponte, ed ecco  da Newsweek, la popolarissima rivista americana,” Il ponte sospeso più lungo del mondo sarà costruito sopra la fagli sismica”.

Dall’altra parte della penisola, invece, in alto in alto, leggiamo che il “Tunnel del Monte Bianco tra Francia e Italia chiuderà per oltre tre mesi da settembre”.

Sempre dalla Francia – oggi va così – dalla rivista online investigativa Mediapart troviamo un inquietante seerviziono sulle cliniche psichiatriche private del gruppo Clariane, ex Korian, che, come da titolo “Guadagnano dalla reclusione”. Un allarme da no n sottovalutare…

 

Buon ascolto, noi ci risentiamo domani