Meloni tra l’incudine e Vannacci

Meloni tra l’incudine e Vannacci

 

Un taxi per Strasburgo. Vannacci lascia la Lega, che lo portò all’Europarlamento, e il conto lo paga Salvini. L’ex generale di estrema destra seduce la stampa estera che prevede molte grane per la premier.

Remigration. Una nota piattaforma internazionale per visti spiega ai manager che qui si discute di espellere anche i naturalizzati giudicati culturalmente inassimilabili.

Decreti sicurezza. Nel giro di vite previsto da Meloni anche la detenzione preventiva che permetterà di incarcerare i manifestanti prima che commettano reati.

Seimila anni di ulivi in Italia. Ben prima del pomodoro, che oggi caratterizza la nostra cucina, sulle tavole della penisola spopolava già la bruschetta.

 

 

Ascolta il podcast di oggi con la rassegna completa delle notizie viste dall’estero e un commento ragionato sui riflessi per la politica italiana.

La stampa internazionale racconta la rottura tra Roberto Vannacci e la Lega, con la nascita di Futuro Nazionale. Letti05 da testate come PoliticoFinancial TimesReuters e Der Standard come un nuovo scossone all’ultradestra italiana e un problema in più per Meloni e Salvini. Allo stesso tempo, la piattaforma di mobilità internazionale VisaHQ avverte i suoi clienti corporate che a Roma arriva una proposta di legge sulla “reimmigrazione” con potenziali impatti su cittadini stranieri e naturalizzati.

Sul fronte istituzionale, il quotidiano cattolico francese La Croix dedica un’analisi alla riforma costituzionale della giustizia e al referendum di marzo, ponendo l’accento sul delicato equilibrio tra politica e magistratura. La sinistra francese, con L’Humanité, attacca invece il nuovo pacchetto sicurezza, parlando di “detenzione preventiva” per i manifestanti e di svolta autoritaria del governo Meloni.

Per respirare un po’, chiudiamo con due storie che parlano di radici: il portale tedesco T‑Online racconta la scoperta – tenuta segreta per mesi – di una nave mercantile romana carica di anfore di garum al largo di Gallipoli, mentre la piattaforma accademica The Conversation ricostruisce oltre 6.000 anni di ulivi e olio d’oliva in Italia, molto prima del trionfo del pomodoro su pasta e pizza.

Appuntamento a domani con un nuovo sguardo sull’Italia vista dall’estero.