Meloni-Trump: un’amicizia tutta da scoprire

Meloni-Trump: un’amicizia tutta da scoprire

 

Meloni-Trump, la stampa internazionale si interroga. La premier italiana sfrutterà il legame col presidente americano a favore dell’Europa, o sarà solo il suo cavallo di Troia?

E sulla liberazione della Sala il New York Times scrive che la giornalista italiana è stata liberata solo grazie all’intervento di Elon Musk sui vertici iraniani coi quali è in contatto d’affari.

Ristoranti e hotel. Arriva il giro di vite contro le recensioni on line. Chi scrive dovrà identificarsi coi documenti e i gestori potranno far rimuovere i commenti una volta superate le mancanze denunciate.

Insegnamento della Bibbia obbligatorio dalle elementari. Sorprende la riforma della scuola in senso nazionalista del ministro Valditara. Ma soprattutto positivi i commenti al ritorno del latino alle medie.

 

 

Per quel che ci riguarda, che riguarda l’Italia e noi Italiani, la stampa estera continua a interrogarsi sul ruolo che il nostro Paese avrà ora che cambierà il leader alla Casa Bianca. L’improvvisata della Meloni a Mar-a-Lago, con la foto che la ritrae accanto a Donald Trump, non è passata inosservata a nessuno nemmeno all’estero. Fra i due c’è indiscutibilmente feeling. Ma è altrettanto vero che la nostra premier aveva saputo instaurare un rapporto altrettanto favorevole con il presidente uscente, Biden, e che, cosa piuttosto inedita per un premier italiano, è stata da lui due volte in due anni. Vero che l’appoggio italiano all’Ucraina per Biden era prezioso così come è  vero che aveva riservato a lei l’ultima visita del suo mandato. Visita poi saltata per la necessità del Presidente di restare vicino a Los Angeles in fiamme.

Di chi sarà l’alleato principale di Trump in Europa dalla prossima settimana continua a scrivere il New York Times, ne ha parlato ieri la svizzera Tages Anzeiger. Per il Ristretto di oggi ho scelto l’articolo della Associated Press, la maggiore agenzia di stampa statunitense, che ha titolato “L’italiana Meloni sfrutterà i forti legami con Trump: ma sarà una portavoce dei leader europei o, al contrario, un cavallo di Troia?”

E’ chiaro che al momento, oggi come oggi, se per il presidente americano c’è una persona da chiamare non può essere che lei; attorno a lei c’è il deserto e lo stesso polacco Tusk più di tanto non può rappresentare.

Per motivi ideologici lei è l’alleata naturale, a cominciare dalla determinazione contro le partenze dei migranti dall’Africa. Come lui, poi, è intervenuta sulle tematiche della famiglia e contro l’ideologia wok, quella del politically correct e del genere. E anche a questi livelli massimi di governo globale la chimica personale ha sempre un peso importante. Meloni, poi, sarà con ogni probabilità una dei pochi leader mondiali che prenderanno parte all’insediamento di lunedì alla Casa Bianca.

Per ora, giusto per accreditare la tesi che sarà lei il ponte tra Europa e USA, è stata lei a provare a spiegare ai giornalisti che i commenti di lui su Groenlandia e Panama le sembravano solo avvertimenti a chi doveva capire, come la Cina. E’ altrettanto vero, però, che lei, grande nazionalista, dovrà continuare a fare gli interessi dell’Italia e che quando lui passerà all’azione sull’aumento dei dazi promessi il feeling potrebbe incrinarsi. A meno che, e qui sta la vera scommessa delle cento pistole, a meno che lei non riesca a arginare la minaccia a favore dell’Europa intera. Se Trump arrivasse ad applicare i rialzi sulle tariffe sulle esportazioni, già al 10 per cento la cosa costerebbe a noi sette miliardi di dollari.

Articolo, quello dell’Associate Press, che si conclude con la considerazione che, nata euroscettica, quando la Meloni si troverà di fronte a scelte difficili finirà per lasciarsi portare come sempre là dove la porta il cuore.

 

 

Citavamo la Tages Anzeiger e dal suo articolo, dal titolo “Si dice che Elon Musk abbia contribuito a liberare la giornalista italiana” vale la pena riprendere qualche passaggio che potete ascoltare nel corso del podcast.

Occhi della stampa estera puntati anche su un altro paio di azioni che il nostro governo starebbe portando in porto: il giro di vite contro le recensioni on line dei ristoranti e la riforma dei programmi scolastici in senso nazionalista.

Con ordine. Cominciamo dai ristoranti con la rivista tedesca Focus che titola “L’Italia inasprisce le regole per le recensioni negative sugli hotel”.

Riforma Valditara. Qualcuno anche dall’estero ne scrive, come Euractiv che titola “L’opposizione italiana definisce la riforma della scuola “strumento di controllo di massa”.

Sul fronte internazionale una notizia ripresa da molta stampa estera, a cominciare da quella israeliana, è la dichiarazione del nostro ministro degli esteri, Tajani, il quale ha detto che, come da titolo dell’israeliano Detaly, “L’Italia non eseguirà il mandato d’arresto richiesto dalla Corte Penale dell’Aia contro Netaniahu”

A chiudere una notizia dall’agenzia di stampa bulgara BTA che conferma che, come da titolo “L’Italia è in prima linea nella UE per l’attuazione del piano di ripresa e resilienza”.

Appuntamento a lunedì prossimo. Boun weekend.